METEO tra Natale e Santo Stefano

METEO tra Natale e Santo Stefano

Attenzione a possibili nubifragi

Alta Pressione in fase calante . Dopo aver garantito condizioni di stabilità atmosferica per circa una settimana – pur senza nulla togliere a fenomeni quali nebbie, nubi basse, foschie, gelate – il quadro meteo climatico sta subendo altre importanti modifiche.

Nel corso delle ultime ore siamo stati lambiti dall’aria gelida che sta impattando l’Europa orientale . Nelle nostre regioni gli effetti possiamo considerarli minimali, difatti al di là di qualche annuvolamento e soprattutto di un temporaneo abbassamento delle temperature non abbiamo avuto chissà ché.

Ora, invece, dovremo guardare con interesse a ovest perché è da lì che arriveranno le minacce . Più che minacce possiamo parlare di un vero e proprio peggioramento, peggioramento che dovrebbe coinvolgerci tra Natale e Santo Stefano. Trattandosi di un peggioramento generato dall’approssimarsi di una depressione atlantica è evidente che le regioni maggiormente penalizzate saranno quelle di ponente. A partire da Liguria e Toscana, dove già nelle prossime 24 ore dovrebbero affacciarsi le prime piogge.

Su queste due regioni si dovrà prestare attenzione all’entità dei fenomeni , perché dovrebbero risultare persistenti e abbondanti al punto tale che localmente potrebbero verificarsi delle situazioni di criticità idrogeologica. Occhio ai settori centro orientali liguri e all’Alta Toscana.

Tra Natale e Santo Stefano, poi, un impulso perturbato più consistente dovrebbe attraversare il Centro Nord coinvolgendo principalmente il Settentrione, le tirreniche e la Sardegna.

Dando un’occhiata alla mappa inerente gli accumuli di pioggia dei prossimi 5 giorni abbiamo effettivamente la conferma dell’evoluzione in divenire, soprattutto abbiamo la conferma di accumuli localmente imponenti tant’è che in Toscana e Liguria si potrebbero superare 200 mm nell’arco di qualche giorno . Quantitativi evidentemente eccessivi, ai quali si dovrà prestare molta attenzione.

Nelle tirreniche centro settentrionali, invece, gli accumuli potrebbero superare localmente quota 50 mm e si tratta di quantitativi comunque importanti. Nelle altre regioni, eccezion fatta per alcuni settori alpini e prealpini, i fenomeni saranno molto più sporadici e in specie lungo il lato Adriatico, notoriamente sottovento quando le perturbazioni arrivano da ovest.