

(METEOGIORNALE.IT) L’evoluzione meteo delle prossime due settimane si complica parecchio, in quanto nell’estremo nord Europa andrà a formarsi un’area di alta pressione che spingerà masse d’aria fredda verso le Isole Britanniche, ma allo stesso tempo, una linea di convergenza attiverà masse d’aria instabili che tenderanno a vagare dall’Oceano Atlantico verso la Penisola iberica, l’Europa centrale e parte dell’Italia.
Ma attenzione, iniziano traballare parecchio le proiezioni meteo che prospettavano un’attenuazione della stagione estiva, in quanto emerge la possibilità di avere nuovi eventi anticiclonici a carattere caldo.
Questi sono i primi segnali dell’autunno, di una rottura della stagione estiva con caratteristiche che sfrutteranno ampiamente la presenza di condizioni tropicali nel Mar Mediterraneo. Abbiamo suggerito di dare uno sguardo verso il Sahara, in quanto l’anticiclone africano continuerà a dare sbuffi d’aria molto calda su gran parte del Mediterraneo, ma non rovente, dove per buona parte del periodo la temperatura, soprattutto delle terre emerse, e senz’altro quella delle acque, sarà superiore alla media.
Però, quando parliamo di rottura della stagione estiva, lo facciamo in un contesto di stagioni che sono cambiate rispetto al passato, e che prolungano la loro vita, come nel caso dell’estate, anche in settembre, attivando connotati tropicali all’inizio dell’autunno.
Dalle cartine che indicano le anomalie della pressione atmosferica in quota (ne vediamo una del Centro Meteo Americano) vengono prese in considerazione soprattutto quelle a 500 hPa, e osserviamo con i colori che vanno dall’azzurro e poi verso il viola, anomalie negative, quindi aree di bassa pressione in quota.
Si tratta di sistemi di bassa pressione semi autonomi che vengono chiamati goccia d’aria fredda in quota. Ed ecco che una serie di gocce d’aria fredda in quota tenderanno a vagare dall’Oceano Atlantico verso la Penisola Iberica, l’Europa centrale e poi verso la Russia. Ed ecco che l’Italia settentrionale soprattutto, ed in minor misura quella centrale saranno coinvolte da queste gocce d’aria fredda.
I modelli matematici di previsione in questa fase vanno osservati in una visione d’insieme, curando l’attenzione in particolare a queste gocce d’aria fredda. In questa stagione, i giochi cominciano con l’instabilità atmosferica a 500 hPa soprattutto, ed ecco che con il transito di queste gocce d’aria fredda avremo situazioni di temporaneo acuto maltempo.
A questo punto mettiamo in pratica l’esperienza che abbiamo acquisito questi anni, dove con l’osservazione dei cambiamenti climatici su piccola scala, abbiamo confezionato degli schemi di comportamento dell’atmosfera in determinate condizioni.
Ciò ci induce a ipotizzare che durante il transito di queste gocce d’aria fredda, soprattutto sul bacino più occidentale del Mediterraneo, a partire dalle Isole Baleari, verso il Mare di Corsica, il Mar ligure, forse propaggini del Mare di Sardegna, si potranno formare aree nuvolose con il rischio di temporali di una certa rilevanza.
Questa sarebbe, sempre secondo tali schemi indicati prima, ormai convalidati da eventi accaduti in questi anni, la situazione ideale per lo scoppio di piccole bombe meteo, ovvero quelle aree temporalesche vaganti in mare aperto, che soprattutto all’inizio autunno, se viste dal satellite hanno una figura sferica, che degenerano in piccole tempeste. Queste mettono in difficoltà le piccole imbarcazioni perché foriere di grave maltempo, con i classici downburst (quelli che visti sulla terraferma vengono chiamati da giornali trombe d’aria), trombe marine, torrenziali e tempeste elettriche.
Tuttavia, non è la situazione meteo ideale per avviare le grandi piogge autunnali per l’Italia. Se piogge ci saranno, nella penisola e le Isole Maggiori, saranno distribuite con estrema irregolarità nel tempo e nello spazio. Invece molta pioggia potrebbe cadere sulla regione alpina e prealpina, e le aree a nord del fiume Po.
Infatti, gli aggiornamenti che vengono prospettati dai supercalcolatori indicano che la stagione estiva non è prossima alla sua fine, e che nuovi anticicloni, ma con caratteristiche diverse rispetto a quelli che abbiamo visto sino a metà agosto, si faranno strada in Europa e in Italia. Tutto ciò andrà a complicare molto la previsione meteo, ma soprattutto anche le caratteristiche stagionali, che saranno soggette un vero e proprio sconquasso, con enormi divergenze rispetto alla media, ovvero alla statistica di riferimento ad oggi, che con gli anni cambierà perché sarà aggiornata col nuovo meteo che fa.
Con il transito delle gocce d’aria fredda, e alcune potrebbero essere veramente rilevanti e alimentate da masse d’aria molto diverse tra loro, però avremo occasione per vedere le piogge. In una visione d’insieme, queste nel mese di settembre dovrebbero essere superiore alla media nella regione alpina, prealpina, quella nord del fiume Po. In tutto il resto d’Italia le precipitazioni dovrebbero, anzi potrebbero dato che si tratta di una previsione meteo climatica, essere inferiori alla media.
In merito alle ondate di calore, queste potrebbero ancora colpire in maniera rilevante le regioni meridionali italiane e la Sicilia, forse più parzialmente la Sardegna. Ma su ciò cominciano esserci alcuni dubbi, in quanto le anomalie climatiche prospettate mostrano periodi di caldo anomalo.

Citiamo però anche possibilità che il caldo anomalo possa estendersi ben oltre le regioni centromeridionali italiane. Ad esempio, i vari centri meteo che prospettano proiezioni a due settimane, evidenziano delle novità non poco trascurabili, proponendo addirittura temperature molto superiori alla media per parecchio tempo, di nuovo a inizio settembre.

