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Sparite alcune Stelle nel cieli

La spiegazione del fenomeno è oggetto di dibattito scientifico.

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
24 Mag 2021 - 18:11
in Magazine
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Per millenni gli astronomi sono stati convinti dell’immutabilità degli oggetti celesti. Anche quando la scienza ha scoperto il contrario, i fenomeni maggiori sono sempre stati stimati in milioni di anni se non miliardi.

Quando le stelle più grandi, molte volte più del Sole muoiono, diventano supernove. Queste sono visibili per mesi per migliaia di anni luce. A quanto pare succede anche il contrario, stelle che scompaiono completamente dai telescopi in decenni.

 

Alla ricerca degli astri mancanti

Il progetto VASCO (Vanishing and Appearing Sources during a Century of Observations) capitanato da Beatriz Villarroel del Nordic Institute for Theoretical Physics, in Svezia, si interessa a oggetti storicamente noti che sono scomparsi nel nulla, in pochi anni.

 

Le stelle massicce muoiono diventando supernove la cui luce copre quella delle galassie, ma esistono astri che hanno una luminosità variabile e quasi pulsante, su una scala molto breve, di anni. Questa ricerca si occupa stelle scomparse da un anno all’altro, aprendo nuovi orizzonti per l’astrofisica.

 

Il Zwicky Transient Facility (ZTF) di Monte Palomar in California utilizza fotocamere ad alta risoluzione con il vecchio telescopio Samuel Oschin. In tre notti è in grado di mappare tutto il cielo visibile, con due passaggi sulla Via Lattea.

 

Scoprire un picco di luminosità è probabile, mentre riuscire a trovare un evento che si presenta meno di una volta al secolo, richiede molto tempo di indagine e la revisione di vecchi cataloghi su lastra, con più di 70 anni di storia.

 

Vengono comparati i suoi dati con quelli dell’Osservatorio Navale USA (USNO) degli anni ‘50 e quelli aggiornati del Panoramic Survey Telescope and Rapid Response System (Pan-STARRS) dell’osservatorio di Haleakalā alle Hawaii.

 

Si possono confrontare le scie degli asteroidi con le immagini delle stelle, con un progetto aperto, in cui chiunque può contribuire, approfittando del fatto che ogni oggetto è catalogato per forma, luminosità e caratteristiche.

 

Astri misteriosi e spiegazioni da trovare

Al momento mancano all’appello 800 stelle, non ancora verificate, perché bisogna vedere se non si tratta di difetti nelle lastre di ripresa. Fra i transitori ci sono le esplosioni di luce delle nane rosse che incontrano fronti d’onda elettromagnetici e che le fanno illuminare 100 volte più del solito.

Potrebbero essere cataclismi locali che le hanno fatte apparire sulle lastre e finito il fenomeno sono tornate fuori dallo spettro del visibile.

 

Anche le supernove fallite, che implodono subito in un buco nero e solo pochi fotoni riescono a raggiungerci sono una spiegazione, ma si tratta di eventi rari, uno ogni tre secoli e quindi VASCO non riesce a individuarli.

 

Al momento i processi che possono portare una stella a scomparire sono de tutto ignoti e non si ha idea di come procedere, senza ulteriori dati. C’è chi ha pensato alle sfere di Dyson, colossali strutture artificiali che assorbono l’energia delle stelle per civiltà aliene avanzatissime o giganteschi fari per inviare segnali, ma sono speculazioni.

 

Qualcuno ha teorizzato che un oggetto che scompare dal cielo stellato, in realtà sia un’astronave di dimensioni inimmaginabili, che non si sposta con una traiettoria prevedibile con le leggi della gravitazione. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: progetto VASCOstellesupernove
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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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