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      Home » Il Vortice Polare avvia innesco ondate di Gelo. Vediamo che succederà
      Alla Prima Pagina Meteo

      Il Vortice Polare avvia innesco ondate di Gelo. Vediamo che succederà

      Gli effetti meteo sono ancora tutti da valutare

      Alessandro Arena
      Alessandro Arena
      Pubblicato: 13/01/2021
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      3 Min Lettura
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      Vortice Polare ampie variazioni.
      Vortice Polare ampie variazioni.

      Come ben saprete, ne abbiamo parlato e riparlato decine di volte, a cavallo tra fine dicembre e inizio gennaio i piani più alti dell’atmosfera (la medio-alta stratosfera) sono andati incontro a un improvviso, violento riscaldamento.

       

      Il 5 gennaio la possiamo considerare come la data preliminare del riscaldamento stratosferico improvviso, data a nostro avviso importantissima poiché i venti attorno al circolo polare hanno registrato un’inversione di rotta: non più da ovest verso est, ma esattamente l’opposto. Il riscaldamento è stato provocato da un possente Anticiclone pacifico-asiatico, una struttura che spingendo fortemente contro il Vortice Polare lo ha deformato: non più circolare, bensì allungato.

       

      Il potente riscaldamento ha attraversato l’intero Polo Nord (in stratosfera, è bene ricordarlo), dividendo efficacemente il nucleo freddo del vortice in due parti: uno nel Nord America e uno nel settore europeo. Va detto che la dinamica in sé per sé non ha molto a che fare con le condizioni meteorologiche, stiamo parlando infatti di dinamiche atmosferiche a circa 30 km di altitudine. Eppure, quando tali dinamiche sono così dirompenti, gli effetti possono propagarsi – più o meno rapidamente – verso i piani più bassi dell’atmosfera (troposfera) condizionando il quadro meteo climatico sopra le nostre teste.

       

      Dando un’occhiata alle proiezioni, possiamo dirvi che l’Anticiclone stratosferico si manterrà forte e continuerà a spingere contro un Vortice Polare decisamente fiacco. A questo punto potrebbe verificarsi un nuovo riscaldamento, che dovrebbe temporaneamente impedire qualsiasi rapida riorganizzazione e rafforzamento della circolazione stratosferica.

       

      L’analisi delle temperature stratosferiche evidenzia il grande picco di temperatura a 10 mb (30 km), picco di temperatura che ha investito anche la bassa stratosfera ovvero i 50 mb (20 km). Guardando ancora più in basso, al livello dei 150mb, che possiamo ritenere il confine o “zona cuscinetto” tra la stratosfera e la troposfera, notiamo ugualmente un picco di temperatura il ché significa che l’evento di riscaldamento è stato abbastanza robusto e veloce.

       

      Significa che gli effetti meteorologici potrebbero arrivare improvvisamente e che nei modelli previsionali – i quali stanno provando a inquadrare al meglio l’evoluzione – potrebbe cambiare tutto da un momento all’altro.

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      TAG:anticiclone russo siberianoaria gelidageloInverno Europariscaldamento stratosferariscaldamento stratosfericosiberiastratosferavortice polare
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