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E se l’Inverno 2014/15 fosse gelido come quello americano?

Federico De Michelis di Federico De Michelis
11 Apr 2014 - 08:55
in Cronaca Meteo
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(METEOGIORNALE.IT) Nessuno aveva previsto che nel Nord America ci sarebbe stato un Inverno freddo come quello che poi c’è stato. Si era parlato di un possibile freddo in Europa più intenso degli ultimi 100 anni, e poi è avvenuto il contrario.


Predire con l’utilizzo di schemi climatici di comportamento (teleconnessioni) non sempre porta a successi previsionali. Eppure non dobbiamo mai permetterci di denigrare questi studi scientifici, che anno dopo anno migliorano di qualità, ma che sono orientati a delineare solo una tendenza climatica su ampie aree, ma con una maglia ancora larga di errore.

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I Canali di Venezia gelati, rielaborazione grafica (fonte instagram)
I Canali di Venezia gelati, rielaborazione grafica (fonte instagram)

Se tralasciassimo gli schemi climatici, le previsioni scientifiche, ed immaginassimo solo per qualche minuto che cosa accadrebbe in Europa se il prossimo Inverno fosse freddo peggio del 1956, peggio del 1929, avremmo le seguenti visioni:
come conseguenza visiva, la laguna veneta gelerebbe, ghiaccerebbe il Tamigi, lastre di ghiaccio vagherebbero lungo la Senna. Blocchi di ghiaccio si formerebbero sul Mare del Nord. La vista dal Satellite mostrerebbe quasi tutta l’Europa innevata.
La vita quotidiana sarebbe fortemente influenzata dalle tormente di neve, chiuderebbero scuole e uffici pubblici per lunghi periodi, ci sarebbero molte nazioni europee in emergenza perché non abituate al tempo così inclemente. Collasserebbero le vie di comunicazione.

I Paesi con minori risorse energetiche patirebbero black out. I disagi sarebbero piuttosto seri. Altro problema sarà patito dalle condotte idriche per il gelo, e mancherebbe anche l’acqua.

Nel 1985 quando in Italia ci fu una forte ondata di gelo e neve, ci furono notevoli disagi, ma tutto sommato la popolazione si adattò a quel gennaio. Rammento che dove abitato io, la neve ci isolò una settimana. Non arrivavano più i camion ad alimentare i negozi, e gli scaffali erano visibilmente vuoti.

Anche il febbraio 2012 ha avuto un lungo periodo di gelo e neve, e dovremmo aumentare quell’evento per almeno 8 settimane per poterlo paragonare agli eventi nord americani, oppure al grande gelo del 1929 in Europa.

Quanto ho descritto non è una previsione, è un’analisi diretta, anche se superficiale, sulle conseguenze di un’eventuale ondata di gelo molto intensa e duratura in Italia ed in Europa.

Eppure il Pianeta Terra vive una fase climatica più calda della media di riferimento, in alcune regioni sub-polari si sono ritirati i ghiacciai perenni ed è ricomparsa l’agricoltura, ma al medesimo tempo, in vari territori a clima temperato si sono avute ondate di gelo tra le maggiori degli ultimi cento anni. Ciò è avvenuto questi anni in Sud America, in Australia, in Siberia e nel Nord America. Non ancora è avvenuto in Europa.

Secondo la tesi di vari scienziati, il Riscaldamento Globale comporterà una maggiore quantità di eventi estremi, perciò avremo ondate di caldo e di gelo più intense e frequenti del passato. Quelle calde in Europa le abbiamo vissute varie volte, quelle fredde no. Con ciò non voglio dire che il prossimo inverno avremo il maggior gelo degli ultimi 100 anni, ma perché escludere che entro qualche anno un forte evento di gran freddo non possa verificarsi in Europa, magari con record di gelo più marcati rispetto a quelli vissuti lo scorso secolo. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: clima estremoeffetto serraglobal warminginvernometeo estremo
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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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