Da quel che si apprende dal CPC (Climate Prediction Center) si è conclusa ufficialmente la fase di Niña cominciata tre anni fa e responsabile di varie situazioni meteo-climatiche su molte aree del nostro pianeta. “Ora ci avvicineremo gradualmente ad una fase di “El Niño” e potrebbe avere delle conseguenze sulla circolazione atmosferica fin sul Mediterraneo” anticipa il nostro Raffaele Laricchia intervenuto su questa notizia dell’ultima ora.
ANDREA MELONI (Amministratore di Meteogiornale.it): “Cosa significa che la Niña è terminata?”
RAFFAELE LARICCHIA (tecnico meteorologo): “Innanzitutto bisogna capire di cosa si tratta. La Niña sta ad indicare un raffreddamento delle acque superficiali su una vasta area del Pacifico tropicale orientale, anche di diversi gradi sotto le medie. Il suo raffreddamento è legato principalmente ad una maggior intensità degli Alisei che confluiscono all’equatore. Più questi venti sono forti e più trasportano acqua calda verso l’Indonesia e l’Oceania, mentre sul Pacifico centro-orientale risale acqua fredda dagli abissi. Ora che la Niña è terminata possiamo dire che gli Alisei stanno pian piano perdendo intensità e le temperature oceaniche stanno gradualmente risalendo”.
ANDREA MELONI: “Ora cosa succederà?”
RAFFAELE LARICCHIA: “Per il momento vivremo un periodo di transizione sul Pacifico, ma molto probabilmente tra la prossima estate e l’autunno potremmo entrare in un nuovo periodo di “El Niño”, ovvero l’esatto opposto della Niña. Le temperature superficiali del Pacifico centrale tenderanno a salire fino a portarsi oltre le medie. Nei prossimi mesi, tuttavia, la circolazione atmosferica globale risentirà ancora degli effetti della Niña. Bisognerà attendere parecchio per osservare dei cambiamenti sostanziali”.
ANDREA MELONI: “Ci saranno ripercussioni in Italia col ritorno di El Niño?”
RAFFAELE LARICCHIA: “Gli effetti più diretti arriveranno ovviamente sul Pacifico. Le precipitazioni aumenteranno su tutto il Pacifico centrale ed anche su quello orientale (Sud America), mentre diminuiranno fortemente tra Indonesia e Australia. Dal prossimo inverno potremo cominciare ad osservare i primi effetti di El Niño anche in Europa, grazie ad un lento ma inesorabile movimento di ingranaggi che porterà gli effetti di quel riscaldamento oceanico sul resto del globo. Ma quale potrebbe essere la conseguenza principale per l’Italia? Quella che molti non vorrebbero ascoltare: l’estate successiva all’inizio del El Niño è spesso più calda del normale soprattutto al centro e al sud Italia. E considerando che stiamo vivendo una fase di generale riscaldamento maturato addirittura durante “La Niña”, questa diventa davvero una pessima notizia per le prossime estati, le quali rischiano di diventare ancor più calde di quel che già sono”.