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L’estate 2026 è stata già annotata come la più calda da quando si misurano le temperature nelle regioni settentrionali; peraltro, è stata anche piuttosto siccitosa. Ci sono stati temporali e nubifragi, ma queste precipitazioni sono state limitate a territori ristretti e, soprattutto, si sono concentrate in tempi brevissimi: dal punto di vista della raccolta delle acque, questo non ha comportato un miglioramento sensibile della portata dei fiumi. Abbiamo avuto piene improvvise, ma, alla fine, nell’insieme la pioggia caduta è risultata insufficiente: dovrebbe piovere con maggiore regolarità affinché si creino le condizioni atmosferiche in grado di porre fine a quella che si potrebbe definire una sorta di siccità.

 

L’Italia, tutto sommato, è abbastanza fortunata: abbiamo avuto precipitazioni e, anche tuttora, il Mar Mediterraneo ce ne sta regalando a sufficienza. In altri Paesi europei, come la Francia, l’Europa centrale e le Isole Britanniche, le precipitazioni non hanno invece raggiunto la media stagionale. Consultando il modello matematico europeo, che si spinge con le previsioni fino al 2 novembre, non si intravedono sostanziali variazioni per quelle aree, che resteranno dunque continuamente in deficit pluviometrico. In Italia, invece, questo non accadrà, comprese le regioni settentrionali.

Si prevede infatti una situazione meteorologica ben differente: già dai primi di ottobre ci sarà un incremento sensibile della piovosità sulle regioni settentrionali, una piovosità tra l’altro ricorrente, settimana dopo settimana, con piogge che potrebbero risultare anche più abbondanti della media. Questo, secondo le elaborazioni del Centro Meteorologico Europeo, è un aspetto estremamente positivo.

 

Tutta questa pioggia si trasformerà anche in neve sui ghiacciai: alle quote più elevate inizieranno infatti abbondanti nevicate, mentre alle quote più basse cadranno piogge intense, che comunque si tradurranno in nevicate consistenti anche sui ghiacciai. C’è da dire che, nei ghiacciai, durante la stagione invernale le precipitazioni sono abbondantissime, ma a volte cade più neve sotto i 2.000 metri di quota che sopra i 3.000 metri sul livello del mare, per varie ragioni, anche legate allo spessore delle nubi: insomma, le ragioni sono abbastanza complesse e alcune aree ricevono più neve, altre meno.

ECMWF: le piogge di ottobre

La buona notizia è che questa estate, che si concluderà portandoci al 1° ottobre, grazie al fatto che il Mar Mediterraneo è ancora molto caldo, produrrà vapore acqueo, nubi e precipitazioni che potranno raggiungere praticamente tutte le regioni settentrionali. Bisogna comunque osservare se la quantità di pioggia che cadrà complessivamente, nell’arco dell’intero mese di ottobre, sarà nella media o sotto la media.

 

Le elaborazioni mostrano che gran parte del Nord Italia riceverà precipitazioni superiori alla media, in particolare la Pianura Padana e le aree prealpine. Le aree maggiormente piovose dell’Italia settentrionale, ossia la fascia alpina — in particolare parte del Piemonte e della Valle d’Aosta — riceveranno invece, secondo le elaborazioni del Centro Europeo, meno precipitazioni rispetto alla norma, anche se comunque abbondanti. Pioverà moltissimo in pianura, in particolare in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, con precipitazioni leggermente sotto media sulla Carnia; va però considerato che la Carnia è, in ottobre, un’area estremamente piovosa e che, osservando la quantità di pioggia prevista, le precipitazioni resteranno comunque molto abbondanti: sulla fascia alpina, così come sull’area di Nord-Est, potrebbero superare anche i 200 mm.

 

Stranamente, il modello matematico prevede una situazione con precipitazioni minori — va detto che si tratta di un modello matematico a risoluzione piuttosto bassa — sulla regione dei laghi lombardi e del Piemonte, quindi sul Lago Maggiore e sul Lago di Como. Il dato è però tutto da verificare, perché proprio quelle sono, di norma, le aree dove si registrano le piogge maggiori, anche quando ne vengono previste di minori. Si tratta dunque, nel complesso, di notizie molto confortanti per il mese di ottobre, grazie alle calde acque del Mar Mediterraneo, che rilasceranno enormi quantità di umidità quando giungeranno i fronti provenienti dall’Oceano Atlantico. Questi fronti non sembrano destinati a essere particolarmente intensi, visto che si registrerà un deficit pluviometrico soprattutto in Francia, ma non solo.

 

Credit:

  • Elaborazioni meteorologiche: Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (ECMWF)
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