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Abbiamo già avuto modo di sottolineare che la stagione invernale in corso, 2025-2026, si sta mostrando sino ad ora molto diversa da tante ultime su Gran parte d’Europa.

La causa principale, un Vortice Polare costantemente disturbato in quota da continui warmings (riscaldamenti) che, sebbene non abbiano consentito e probabilmente non riusciranno ancora a consentire particolari compromissioni della trottola polare (sue spaccature o split), certamente lo hanno costantemente destabilizzato anche in basso, per influenza radiativa, tant’è che dopo una pausa positiva dell’indice AO in dicembre, dal 1 gennaio l’indice è costantemente negativo, a testimonianza di un Vortice Polare persistentemente debole.

 

Per non parlare, poi, delle importanti meridianizzazioni di circolazione sugli altri comparti emisferici, come sugli States orientali, ma anche su diversi settori asiatici, con freddo record di cui hanno eloquentemente narrato le cronache.

Ma, in riferimento alle possibili vicende europee e più specificamente, poi, a quelle nostre Mediterranee, cosa si prospetta per l’ultima parte invernale? in una nostra consueta analisi dei dati sul medio lungo periodo continuiamo a riscontrare elementi per ritenere che l’inverno abbia ancora molto da dire e forse ancora più per il Mediterraneo.

 

Nell’ultima parte stagionale che si approssima. Ancora più poiché,  se è vero che per gran parte dell’emisfero e anche per gran parte del nostro continente i primi tre quarti quasi di stagione sono stati in prevalenza più freddi della media degli ultimi dieci anni almeno,  non altrettanto È vero per il nostro bacino Mediterraneo.

Abbiamo già evidenziato, in altre sedi, sul perchè in un contesto mediamente più freddo su buona parte d’Europa solo il nostro settore Mediterraneo ne ha risentito meno.

La ragione principale sta nel fatto che l’aria fredda quando approccia minimamente un settore caldo e il più caldo di tutta l’area europea, quale appunto quello Mediterraneo, tenta inevitabilmente a innescare azioni depressionarie anche vaste ed ampie,  per fisiologico scontro di masse d’aria diverse. Impatto, in termini di sollevamento verticale della massa d’aria calda preesistente, più vigoroso sul nostro bacino che diventa, dunque, fucina depressionaria.

Le masse d’aria fredda tendono a percorrere strade intorno alle azioni depressionarie, solo per fasi temporanee a penetrarle, ma in modi molto articolati. Dunque, sino a ora, più perturbabilità e meno freddo sul Mediterraneo centrale, freddo, però, tutto intorno.

 

Via via, col progredire della stagione, e a causa della progressiva e anche fisiologica perdita di calore del Mare Nostrum, specie sulla parte occidentale, più soventemente sede di azioni depressionarie sino a ora, nonchè anche a causa di un cambio di regime circolatorio sui settori oceanici, sia pacifici che atlantici, potrebbero crearsi le condizioni per più blocco a Ovest, alte pressioni crescenti o più ricorrenti su Ovest Mediterraneo e Ovest Europa e più strada aperta ai flussi artici sui meridiani centro orientali europei, mediterranei compresi.

 

Questa ipotesi, trova conferma nell’ultima simulazione media della circolazione a scala emisferica elaborata dal modello europeo ECMWF. Nell’immagine di copertina, è rappresentata una media Ensemble del modello sempre alla quota troposferica di 500 hpa, con evidenza di una disposizione meridiana delle correnti a scala euro-atlantica: onda anticiclonica in Oceano, cavo freddo baltico verso i meridiani centrali europei e anche mediterranei.

Questa prospettiva è per gli ultimi 4/5 giorni di febbraio, ma con proiezioni anche verso la prima decade di marzo. Dunque, in tutti i forecasts modellistici, traspare una chiara prospettiva a possibile manifestazione di inverno, come ancora non vi è stato sull’Italia, proprio per la fase citata, tra fine febbraio e prima metà di marzo.

 

Qualche cenno di maggiore meridianità potrebbe aversi anche verso metà mese, ma si tratterebbe di azione apripista, magari veloce e non particolarmente incisiva, seguita da qualche giornata di potenziamento anticiclonico.

Azione invernale più spiccata dopo il 23/24 del mese. Continueremo ad aggiornarci su questa tendenza nei nostre rubriche sul lungo termine. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF). (METEOGIORNALE.IT)

 

 

 

 

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