L’Italia si appresta a tornare in pieno inverno, come da tempo non succedeva in questo periodo dell’anno. L’ultima ondata di gelo e neve attorno all’Epifania risale al 2017: prima di quella data, invece, si registra un vuoto che dura da decenni. Per essere più precisi, nel gennaio 2017 la neve arrivò solo al Sud Italia, mentre Centro e Nord restarono a secco di nevicate. Ora, però, la Befana è pronta a regalare la neve su regioni che sembravano essere state totalmente dimenticate.
Ciclone colmo di maltempo e neve!
Non uno, non due, ma ben tre giorni di neve. Non sarà infatti il solo giorno dell’Epifania a risultare pienamente invernale. Gli ultimi aggiornamenti dei principali centri meteo rincarano ulteriormente la dose, proponendo un ciclone destinato a stazionare sull’Italia per almeno tre giorni consecutivi, dal 6 all’8 gennaio. Ne scaturirebbe un’ondata di freddo, maltempo e neve decisamente duratura e d’altri tempi.
È da parecchio tempo, infatti, che un’ondata di freddo artico-continentale non raggiunge l’Italia attraverso la Valle del Rodano e la porta di Carcassonne, ovvero la cosiddetta “porta occidentale”, una configurazione sinottica storicamente favorevole alle nevicate a bassa quota sul Centro-Nord.
Ciclone in approfondimento sul Tirreno
Il ciclone si svilupperà tra il 4 e il 5 gennaio sul Mediterraneo occidentale e verrà progressivamente trascinato verso il medio-alto Tirreno, dove giungerà con decisione entro martedì 6 gennaio. Da questo momento in poi l’Italia sarà avvolta da nubi, piogge e nevicate.
Il limite della neve, nel giorno dell’Epifania, tenderà a posizionarsi tra Toscana settentrionale e Marche settentrionali: più a sud le temperature risulteranno più alte a causa dei venti di scirocco e libeccio, mentre più a nord si instaureranno condizioni decisamente più fredde, ideali per neve in pianura o a bassissima quota.
Neve giorno per giorno: cosa succederà
Martedì 6 gennaio:
- Tra le più colpite abbiamo Emilia-Romagna, alta Toscana, Marche settentrionali, Veneto, Friuli Venezia Giulia
- In secondo luogo Lombardia, Trentino Alto Adige e Liguria orientale
- Nevicate abbondanti su bolognese, riminese, forlivese, pesarese e ravennate (oltre 20 cm sulle pedemontane, 5–10 cm in pianura)
- Forti nevicate sull’Appennino toscano con accumuli superiori al mezzo metro
- Fiocchi possibili su carrarese, fiorentino e aretino
- Neve probabile anche su Firenze nel corso della giornata
- Nevicate in estensione a Veneto e Friuli Venezia Giulia con accumuli di 2–4 cm in pianura
- Fiocchi sempre più probabili anche su Trentino-Alto Adige e Lombardia, con spolverate fino in pianura
Mercoledì 7 Gennaio
- rischio neve ancora su Triveneto ed Emilia-Romagna, con fenomeni più deboli ma interamente nevosi fino in pianura e lungo l’alto Adriatico
- Freddo in avanzamento verso sud, con calo deciso della quota neve su gran parte del Centro Italia
- Rischio nevicate a bassa quota (200–400 m) su Marche, bassa Toscana, Lazio, Umbria e Abruzzo
- Fiocchi possibili anche su Roma in serata o tarda sera
Giovedì 8 Gennaio
- residue nevicate deboli sul Nord-Est, miglioramento al Centro
- Fiocchi in collina su Molise, Campania, Puglia settentrionale e Basilicata
E dopo l’8 gennaio?
L’aria fredda e il ciclone molleranno definitivamente la presa tra 9 e 10 gennaio, ma l’evoluzione del mese resta dinamica e ricca di insidie fredde, con nuovi possibili colpi di scena nel prosieguo di gennaio.
Fonti e crediti
Per questa analisi sono stati utilizzati i principali modelli meteorologici internazionali, in particolare il GFS del NOAA (https://www.noaa.gov), il modello ECMWF (https://www.ecmwf.int) e le rispettive elaborazioni sinottiche utili a valutare la persistenza del ciclone e la distribuzione delle nevicate sull’Italia.