Andremo in questa analisi a cercare di cogliere qualche elemento in più in riferimento alla possibile irruzione di aria fredda anche verso l’Italia a iniziare dal periodo natalizio e poi nei giorni a seguire, verso Capodanno.
Premettiamo, naturalmente, che le considerazioni che seguiranno si basano sui dati ultimissimi provenienti dai più importanti centri di calcolo, dati che, per via della distanza temporale ancora significativa, potranno subire variazioni. Dunque, le medesime considerazioni potranno essere riviste con i dati successivi.
Nelle analisi pregresse, abbiamo già evidenziato che il periodo precedente il Natale sarebbe caratterizzato, sul Mediterraneo centro occidentale, da un’azione instabile di matrice atlantica, quindi con centri barici depressionari collocati a Ovest dell’Italia, più esattamente, in prossimità del suolo, tra Spagna orientale, Sud Francia, Baleari e verso l’alto Tirreno e la Sardegna.
Questa collocazione piuttosto a Ovest dei minimi depressionari, consentirebbe l’attivazione, già dal 22/23 e verso la Vigilia di Natale, di un flusso freddo di matrice baltica (stante un blocco anticiclonico alto tra Regno Unito e Scandinavia occidentale) proveniente dal Nord/est Europa, ma con direzione alta rispetto all’Italia, quindi verso Germania e Francia.
Fino alla Vigilia, pertanto, niente freddo sull’Italia, o, magari, prime infiltrazioni di aria più fredda al Nord, dalla sera del 24; ci sarebbe, però, una intensificazione dell’instabilità dal 22 al 24, soprattutto sulle aree tirreniche e al Nordovest, tra Liguria e Piemonte, instabilità in incremento, sebbene in forma più irregolare, anche sul resto dell’Italia.
Quindi sera della Vigilia e notte di Natale, con possibili primi scherzi nevosi medio-bassi al Nord. Successivamente, da Natale e verso Santo Stefano, l’area depressionaria iberica/balearica, potrebbe spostarsi leggermente più a Sud e più a Est, in modo da abbassare leggermente la traiettoria del flusso freddo baltico, sicche già da Natale, il Nord Italia potrebbe vedere un calo termico più apprezzabile.
Insomma, stando agli ultimissimi dati, notte di Natale e Natale, potrebbero già essere a rischio prime fioccate anche medio-basse al Nord, benchè il contesto instabile potrebbe non essere particolarmente significativo.
Il posizionamento delle figure bariche e anche la traiettoria dell’asse del canale freddo, potrebbero rimanere immutati fino al 27/28 del mese, quindi con infiltrazioni fredde o relativamente fredde tra Natale, S.Stefano e i rimanenti giorni della settimana natalizia, fino a domenica 28, essenzialmente al Nord o, al più, verso il Nord Appennino, scarse penetrazioni più a Sud.
Il tempo rimarrebbe instabile un po’ su tutto il paese a fasi alterne, con rischio di piogge e rovesci da Nord a Sud, magari fenomeni non continui, alternati a diverse fasi asciutte, tuttavia diffusamente presenti. Ancora rischio fiocchi medio-bassi al Nord, qui magari anche a bassa quota, e fiocchi medio-bassi sul Nord Appennino, a quote di media montagna sul Centrosud Appennino.
Dunque, fino al 27/28 dicembre, si configurerebbe un primo step barico, caratterizzato da una maggiore confluenza depressionaria su Ovest Mediterraneo, Spagna, Sud Francia, Baleari, talora anche verso i mari occidentali sardi e con freddo più su Centro Nord Europa, anche verso Nord Spagna e, da Natale, verso il Nord Italia; freddo scarso sul resto dell’Italia.
Sul finire dell’anno, questa circolazione instabile occidentale, potrebbe avere una doppia destinazione: o evolvere verso l’Oceano e dare spazio a un recupero anticiclonico sul Mediterraneo centro occidentale, quindi magari con qualche giornata di tempo migliore, in via generale, anche se più freddo per inversioni termiche notturne, o evolvere più bassa e verso Est, andando a richiamare altra aria fredda continentale.
Delle due ipotesi, la seconda ha, nelle simulazioni matematiche ultime, una maggiore possibilità di realizzazione, 55% circa, la prima, 45%. Tuttavia, sia nell’uno che nell’altro caso, le dinamiche in gioco, stando sempre agli attuali dati, sarebbero per un progressivo assetto barico più meridiano, quindi con le minacce fredde continentali non più o non tanto più direzionate a Ovest, ma anche verso Sud.
Dal 29/30 dicembre, dunque, stando alle percentuali più alte espresse sopra, entrerebbe in gioco un secondo step barico, questo potenzialmente più freddo per tutta Italia, in un contesto potenzialmente ancora instabile, anche se, magari, meno rispetto alla fase precedente. Esso vedrebbe un coinvolgimento più diretto nelle precipitazioni dei versanti adriatici medio bassi, ancora più di quelli ionici e del medio e basso Tirreno, precipitazioni moderate anche su Centro Sud Piemonte; fenomeni più irregolari sul resto d’Italia.
Sempre in questo secondo step, sul finire del mese e verso Capodanno, potrebbero esserci le maggiori possibilità di fiocchi bassi, anche fino in pianura al Nord, a bassa quota o in collina al Centro, in alta collina o bassa montagna al Sud. Questo il possibile quadro del tempo tra Natale e Capodanno, stando agli ultimissimi dati. Se poi dovessero esserci, come è altamente possibile, variazioni nelle dinamiche, le vaglieremo nei prossimi quotidiani aggiornamenti.
Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).