Te lo dico subito: ci stiamo avvicinando a una fase meteo davvero fuori scala per il periodo, una di quelle situazioni che i lettori ricordano a lungo perchรฉ ribaltano ogni logica stagionale. Dopo giorni segnati da freddo, brinate e unโatmosfera che sapeva di inverno ormai alle porte, ecco che lo scenario cambia improvvisamente registro. Una massa dโaria decisamente piรน calda, spinta da un anticiclone di matrice subtropicale, sta per prendere il controllo dellโEuropa centro-occidentale e dellโItalia, riscrivendo di fatto il copione atmosferico dellโImmacolata.
Lโelemento chiave รจ proprio lui: il promontorio africano. Una struttura robusta, compatta, โalta di livelloโ, alimentata da aria in risalita diretta dalle zone sahariane. Il suo avanzamento verso nord sarร netto, fino a sfiorare latitudini decisamente insolite per il calendario. Spagna, Francia, Germania, Svizzera: tutti finiti dentro una gigantesca cupola anticiclonica che chiude la porta alle perturbazioni atlantiche e tiene a bada qualsiasi tentativo di discesa fredda dal Nord Europa. LโItalia, seppur con intensitร variabile da regione a regione, ne sarร coinvolta in pieno.
Parliamo di valori in quota davvero notevoli: a 850 hPa, quindi intorno ai 1500 metri, le simulazioni dei modelli indicano temperature che potranno superare i +15ยฐC su unโampia fascia dellโEuropa centrale, con anomalie che localmente sfioreranno i +12/+14ยฐC rispetto alla norma. Numeri che non hanno nulla di invernale e raccontano una realtร atmosferica estremamente sbilanciata verso la mitezza.
Su scala nazionale il riscaldamento sarร generalizzato, ma con sfumature diverse. Il Sud, e soprattutto la Sicilia, potrebbe spingersi nuovamente oltre i +20ยฐC nelle ore centrali: valori che ricordano piรน un pomeriggio di aprile che lโanticamera del Natale. Nel Nord Italia, invece, la classica combinazione tra aria mite in quota e inversioni termiche nei bassi strati potrร frenare il rialzo delle massime, specie in Val Padana, dove nebbie e nubi basse tenderanno a rimanere protagoniste, simulando un freddo che in realtร esiste solo a livello locale.
Tra gli aspetti piรน significativi di questa fase spicca lo zero termico, destinato ad arrampicarsi fino a 4000 metri tra martedรฌ e giovedรฌ. Una quota tipicamente estiva, con conseguenze dirette sulla criosfera alpina: niente neve naturale, scarso rigelo, difficoltร per chi spera in un avvio di stagione sciistica con condizioni ottimali.
Stabilitร sรฌ, ma non senza effetti collaterali. Lโaria ferma nei bassi strati favorirร lโaccumulo di inquinanti, specialmente nelle grandi cittร della Pianura Padana e nelle vallate interne del Centro. La qualitร dellโaria, giร in sofferenza nei periodi anticiclonici, tenderร a peggiorare sensibilmente. In Liguria e sull’alta Toscana, poi, potrebbe riaffacciarsi la classica maccaja, la copertura nuvolosa bassa generata dallโumiditร marittima compressa dalla subsidenza.
Guardando oltre, i principali modelli concordano nel mantenere questa impostazione meteo almeno fino a metร mese. Un dicembre che assomiglia sempre meno allโinverno e sempre piรน a una parentesi calda da monitorare con attenzione, soprattutto per le ripercussioni su aria, neve e clima complessivo.
Ci ritorneremo.
Credit:ย l’articolo รจ stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematiciย ECMWFย eย Global Forecast System del NOAA,ย ICONย eย ARPEGE.
