Ci sono importanti novità per quanto riguarda le tendenze meteo a medio termine. I modelli stanno focalizzando i loro Run verso un vero e proprio stravolgimento del clima sul Mediterraneo. Ma andiamo per gradi. In questo articolo scopriremo quando finirà definitivamente il maltempo e se ci sarà una svolta con sole e clima mite.
La prima tappa
Un primo cambiamento, abbastanza timido a dir la verità, si verificherà a partire da venerdì 5 dicembre. Un progressivo aumento della pressione atmosferica, associato a un rinforzo dei venti di Maestrale, favorirà un ricambio d’aria più evidente a partire dal Nord Italia.
La mattinata sarà ancora grigia e uggiosa sulle regioni del settentrione, ma poi pian piano inizieranno le prime timide Schia. Successivamente si estenderanno anche su buona parte delle regioni centrali. Tale miglioramento porterà chiaramente a un calo delle temperature notturne.
Ci saranno spesso i cieli più sereni con freddo nottetempo, mentre nelle ore pomeridiane sarà possibile godere sicuramente di un clima nettamente più gradevole e soleggiato. Le temperature quindi aumenteranno notevolmente, senza però andare su valori troppo elevati.
Il secondo step: un possente anticiclone
Occhi puntati alla settimana dopo l’immacolata. Clamorosi aggiornamenti meteo, poiché un vasto promontorio di alta pressione potrebbe estendersi su tutta la penisola. In tale contesto, le temperature schizzerebbero davvero all’insù, soprattutto in quota e nelle zone costiere.
Le regioni del Centro e del Sud sarebbero le più interessate da questo surplus termico, ma anche i rilievi del Nord risentirebbero chiaramente di questa anomalia. Solo in Pianura Padana l’aumento delle temperature potrebbe risultare totalmente attenuato, grazie alle potenti inversioni termiche e alle nebbie e nubi basse.
In questo caso si godrebbero di due tipologie di clima diverso. Condizioni meteo davvero primaverili in montagna in collina e su tutte le coste, grigio e uggioso invernale in Valpadana. Ma, in linea generale, inverno stop, senza se e senza ma.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE