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L’Estate sta per concludersi, ma in una stagione tutto sommato meno bollente delle precedenti abbiamo osservato picchi eccezionali di caldo e soprattutto strutture anticicloniche davvero esagerate ed anomale, per la loro estensione e persistenza. Chiaramente non conta solo ciò che è successo in Italia, ma quello che avviene in tutto il mondo: l’Italia è stata “scansata” dalle ondate di caldo più pesanti e fastidiose, ma lo stesso non possiamo dirlo per Paesi come Spagna o Turchia, dove sono caduti svariati record di caldo. Insomma, il cambiamento climatico galoppa e non si arresta, in tutto il mondo.

 

Gli ultimi studi in ambito meteo-climatico rimarcano ancor di più quanto gli anticicloni siano cambiati rispetto al passato. Da qualche decennio gli anticicloni sono sempre più insistenti, forti e vigorosi, palesandosi con strutture molto ben organizzate e imponenti anche al di fuori dell’Estate.

 

Anticicloni sempre più persistenti

Negli ultimi anni le analisi climatiche più avanzate hanno mostrato come gli anticicloni, un tempo mobili e transitori, stiano diventando sempre più persistenti e potenti, in particolare sul bacino del Mediterraneo. Se in passato le creste di alta pressione venivano spinte rapidamente da ovest a est dalle onde di Rossby, oggi tendono a rimanere quasi immobili sulle stesse aree per settimane, condizione favorita dal riscaldamento globale di origine antropica.

 

Questa nuova configurazione, spiegata dal meccanismo di “Quasi-Resonant Amplification”, fa sì che le onde atmosferiche si amplifichino e restino bloccate, generando lunghi periodi di stabilità e di caldo anomalo.

 

Cambiamenti dal 1951

Le rianalisi mostrano che la frequenza degli anticicloni nel Mediterraneo occidentale e sul Mar Nero è aumentata dal 1951 a oggi, mentre è diminuita sul settore orientale. In Estate, la durata delle creste subtropicali è cresciuta sensibilmente: la ventilazione si riduce, i mari restano calmi e il calore dovuto ai raggi del Sole si accumula rapidamente.

 

Questo inevitabilmente fa aumentare rapidamente la temperatura superficiale del mare, anche di +4-5°C in pochi giorni, che rappresentano il principale fattore scatenante delle ondate di caldo più intense.

 

Gli studi più recenti confermano che circa il 70-80% di questi episodi è legato a promontori subtropicali persistenti, con un aumento del geopotenziale in quota fino al 30% rispetto al periodo preindustriale. I blocchi anticiclonici oggi durano il 15-25% in più rispetto al passato, e la loro maggiore persistenza accumula enormi quantità di energia nei bassi strati dell’atmosfera, energia che può trasformarsi in fenomeni violenti e improvvisi quando l’anticiclone si indebolisce.

 

Le previsioni meteo sono realizzate sui dati emessi dai centri di calcolo ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), opportunamente revisionati e analizzati dal nostro team di esperti.

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