Questo cambiamento nascerebbe da un riassetto dei principali sistemi di pressione atmosferica, con le depressioni atlantiche che riuscirebbero a mantenere aperto un canale di comunicazione verso il bacino del Mediterraneo. L’aria oceanica, naturalmente più mite rispetto alle masse d’aria che ci raggiungono dal continente africano, trasporterebbe con sé un prezioso carico di umidità, creando le condizioni ideali per la formazione di quei temporali pomeridiani e serali che rappresentano una caratteristica distintiva dell’estate mediterranea.
Il mantenimento di questa circolazione da ovest porterebbe le temperature massime a stabilizzarsi su livelli più ragionevoli, in linea con le medie storiche del periodo. Le pianure vedrebbero valori compresi tra i 28 e i 32 gradi, mentre le zone interne del sud potrebbero registrare punte leggermente più elevate. Particolarmente apprezzabile sarebbe il comportamento delle temperature minime notturne, che spesso scenderebbero sotto i 20 gradi anche nelle aree di pianura, restituendo quelle notti fresche e ristoratrici che sono mancate nelle ultime settimane.
Sul fronte delle precipitazioni, lo scenario prospettato vedrebbe una distribuzione più equilibrata dei fenomeni temporaleschi, concentrati principalmente nelle ore più calde della giornata. I temporali di calore, alimentati dall’instabilità termica pomeridiana, colpirebbero con maggior frequenza le zone montane e pedemontane, per poi spostarsi verso le pianure durante la sera.
Dal punto di vista geografico, le regioni settentrionali sarebbero le più esposte a questo tipo di circolazione, le aree centrali del versante tirrenico, storicamente più sensibili alle influenze atlantiche, registrerebbero condizioni particolarmente piacevoli, mentre il meridione, pur conservando temperature più elevate, sperimenterà comunque un significativo sollievo rispetto alle giornate torride di giugno che hanno messo a dura prova abitanti e visitatori.