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      Come gli animali percepiscono il tempo senza orologi

      Giovanni Mezher
      Giovanni Mezher
      Pubblicato: 04/05/2025
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      4 Min Lettura
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      Contents
      • Il mistero della percezione temporale negli animali
      • Scoprire il tempo nel cervello animale
      • Un tempo interno senza secondi nรฉ orologi
      • Velocitร  di percezione e metabolismo: il tempo non scorre uguale per tutti
      • Il tempo come costruzione cerebrale condivisa

      Il mistero della percezione temporale negli animali

      Gli animali non umani, a differenza dellโ€™uomo, non possiedono un linguaggio con cui raccontare il tempo. Eppure, riescono a misurarlo, anticiparlo e agire in base a esso. La domanda fondamentale resta: vivono immersi in un eterno presente o hanno coscienza del passato e del futuro? Secondo molti neuroscienziati, gli animali elaborano il tempo, anche se non nel modo in cui lo fa lโ€™uomo.

      Scoprire il tempo nel cervello animale

      Uno degli studi piรน emblematici in questo campo arriva dal laboratorio di Daniel Dombeck, neuroscienziato della Northwestern University. Qui i topi, invece dei classici labirinti fisici, si cimentano in percorsi virtuali creati per testare la loro percezione temporale. Lโ€™esperimento prevedeva una porta invisibile che si apriva dopo sei secondi, segnalata solo da un clic iniziale. Per ottenere la ricompensa, i topi dovevano aspettare il tempo esatto, senza alcun segnale sensoriale ulteriore.

      Durante lโ€™esperimento, i ricercatori hanno osservato come lโ€™attivitร  cerebrale si modificasse. Le cellule cerebrali che normalmente codificano lo spazio si disattivavano quando i topi si fermavano davanti alla porta. In quel momento, un altro tipo di cellule, chiamate โ€œcellule del tempoโ€, prendeva il sopravvento, registrando la durata della pausa.

      Dombeck e il suo team hanno localizzato queste cellule nella corteccia entorinale mediale (CEM), una parte del lobo temporale mediale, giร  nota per essere coinvolta nella memoria episodica. Quando questa zona รจ stata temporaneamente silenziata, i topi non sono stati piรน in grado di gestire il compito, confermando lโ€™ipotesi del suo ruolo chiave nel processamento del tempo.

      Un tempo interno senza secondi nรฉ orologi

      Secondo Dombeck, gli animali non contano i secondi, nรฉ sono dotati di un meccanismo simile a un cronometro interno. Piuttosto, la loro percezione temporale รจ legata a meccanismi neurali e metabolici ancora in fase di esplorazione. Sebbene non possano comunicare cosa il tempo significhi per loro, le evidenze neurali dimostrano che ne hanno una rappresentazione interna.

      Velocitร  di percezione e metabolismo: il tempo non scorre uguale per tutti

      Uno degli aspetti piรน affascinanti della percezione animale รจ che il tempo viene sperimentato in modo differente da specie a specie. Studi condotti da Kevin Healy e colleghi mostrano che gli animali piccoli con metabolismi piรน rapidi, come uccelli, insetti e roditori, riescono a processare piรน informazioni visive in un intervallo di tempo. Questo fenomeno si riflette in una sorta di movimento rallentato del mondo per loro.

      Ad esempio, le libellule possono percepire fino a 300 fotogrammi al secondo, mentre lโ€™occhio umano arriva a circa 65. Questo spiega perchรฉ รจ cosรฌ difficile catturare una mosca, o perchรฉ un colibrรฌ riesce a evitare ostacoli in volo con estrema precisione. Al contrario, animali con metabolismo piรน lento, come le tartarughe giganti, sembrerebbero percepire il mondo in modo piรน accelerato, con meno input al secondo.

      Il tempo come costruzione cerebrale condivisa

      Gli animali, quindi, non vivono in un eterno presente, ma possiedono un senso del tempo costruito neurologicamente, probabilmente per motivi evolutivi legati alla sopravvivenza, alla memoria e allโ€™apprendimento. Anche se il loro โ€œorologio internoโ€ รจ diverso dal nostro, resta il fatto che il tempo รจ una realtร  condivisa da molte specie, anche se vissuta e processata con modalitร  radicalmente differenti.

      Fonte studio: Nature Neuroscience, Dombeck et al.
      Fonte studio percezione visiva: Proceedings of the Royal Society B, Kevin Healy et al.

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