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      Home » Meteo: La Niña non perdona, Febbraio e Marzo più nevosi del decennio
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneMeteo News

      Meteo: La Niña non perdona, Febbraio e Marzo più nevosi del decennio

      Luca Martini
      Luca Martini
      Pubblicato: 24/01/2025
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      5 Min Lettura
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      Contents
      • La Niña: dinamiche e influenze sul meteo globale
      • L’impatto previsto su Italia ed Europa
      • Nord America e altre regioni sotto l’effetto di La Niña
      • Prospettive per febbraio e marzo 2025

      Le proiezioni meteo internazionali indicano che la Niña del 2025, un fenomeno climatico legato al raffreddamento delle acque superficiali del Pacifico centrale e orientale, potrebbe avere un impatto notevole sulle condizioni atmosferiche globali. Questo evento climatico potrebbe trasformare febbraio e marzo nei mesi più nevosi e freddi dell’ultimo decennio, con Europa e Italia in prima linea per l’arrivo di masse di aria gelida e nevicate diffuse.

       

      La Niña: dinamiche e influenze sul meteo globale

      La Niña si verifica quando le acque superficiali del Pacifico tropicale si raffreddano in modo anomalo, alterando i normali schemi di circolazione atmosferica. Questo fenomeno influenza direttamente il percorso della corrente a getto, che tende a migrare più a sud, favorendo l’afflusso di aria artica verso latitudini abitualmente più temperate. Nel contesto europeo, ciò si traduce in un potenziale aumento delle nevicate e di condizioni climatiche più rigide rispetto alla media stagionale.

      Secondo gli studiosi, la Niña del 2025 potrebbe innescare un effetto domino sull’Oceano Atlantico, combinandosi con indici climatici come la NAO (Oscillazione Nord Atlantica) e l’AO (Oscillazione Artica). Se la NAO assumesse valori negativi, potrebbe rafforzare la depressione d’Islanda, spingendo masse d’aria fredda verso l’Europa meridionale e aumentando la probabilità di nevicate persino in pianura, soprattutto nelle regioni del Nord Italia e del Centro Europa.

       

      L’impatto previsto su Italia ed Europa

      Le proiezioni climatiche per febbraio e marzo 2025 suggeriscono un ritorno delle condizioni invernali più severe. La corrente a getto potrebbe abbassarsi ulteriormente di latitudine, favorendo l’ingresso di aria polare nel cuore dell’Europa. Questo scenario porterebbe a nevicate diffuse sulle Alpi e sull’Appennino, con possibilità di neve anche a basse quote nelle regioni del Settentrione e, in alcuni casi, su aree del versante adriatico e tirrenico.

      L’aria fredda proveniente dai Balcani potrebbe inoltre interessare le regioni appenniniche, generando nevicate abbondanti a quote collinari. L’Italia potrebbe così trovarsi di fronte a uno scenario tipico degli inverni più rigidi, come accaduto durante la fase di La Niña del 2010-2011, che portò nevicate record in molte città italiane e del Nord Europa.

       

      Nord America e altre regioni sotto l’effetto di La Niña

      Oltre all’Europa, la Niña del 2025 avrà conseguenze rilevanti su altre aree del globo. Nel Nord America, è attesa una recrudescenza di ondate di gelo, in particolare negli Stati Uniti centro-settentrionali, con tempeste di neve e ghiaccio che potrebbero compromettere le infrastrutture e i trasporti. Al contrario, alcune regioni del Sud America, come il Brasile e l’Argentina, potrebbero sperimentare precipitazioni ben al di sopra della media stagionale, causando alluvioni e danni agricoli.

      In altre parti del mondo, come l’Africa orientale o l’Asia meridionale, si temono effetti opposti, con riduzione delle precipitazioni, siccità prolungate e ricadute sull’accesso alle risorse idriche. Questo riflette l’impatto globale di La Niña, capace di alterare il bilancio idroclimatico in modo significativo.

       

      Prospettive per febbraio e marzo 2025

      Gli esperti ritengono che le configurazioni atmosferiche legate alla Niña potrebbero rendere febbraio e marzo tra i mesi più freddi e nevosi dal 2013. L’interazione tra la corrente a getto e l’eventuale NAO negativa aumenterà la possibilità di nevicate su larga scala in Europa. Il Nord Italia potrebbe registrare accumuli significativi di neve, mentre le regioni appenniniche e del medio-basso Adriatico potrebbero vedere un ritorno di fiocchi bianchi persino in pianura.

      Questa situazione richiamerebbe alla memoria gli inverni del passato, caratterizzati da episodi di gelo intenso e da nevicate che hanno lasciato il segno, come nel febbraio 2018, quando Roma e Napoli furono imbiancate da uno spettacolare manto nevoso.

       

      La comunità scientifica sta monitorando con attenzione l’evoluzione della Niña del 2025 e le sue possibili interazioni con gli altri fattori climatici globali. Gli esperti sottolineano che, sebbene esista un legame consolidato tra La Niña e gli inverni rigidi in Europa, ogni stagione presenta dinamiche meteo proprie che possono influenzare i risultati finali.

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