La riapertura della porta atlantica sta permettendo l’ingresso di svariate perturbazioni sull’Europa, alcune delle quali stanno già interessando anche l’Italia. Le condizioni meteo sono peggiorate negli ultimi giorni al Nord e sul Medio-Alto Tirreno, dopo una lunga assenza della pioggia nel corso del mese di gennaio. Questo cambiamento sta segnando una fase molto dinamica per il meteo del nostro paese.
Nuove perturbazioni in arrivo
Nel corso dei prossimi 10 giorni sono previste tante altre perturbazioni, tutte di stampo atlantico e destinate a coinvolgere in modo più chiaro e diretto le regioni del Nord e del versante tirrenico. Da qui al termine di gennaio si prevedono almeno altre tre forti ondate di maltempo, una delle quali potrebbe avvolgere buona parte dello Stivale durante i giorni della merla. Di questo, tuttavia, ne parleremo meglio nei prossimi editoriali.
In questo articolo ci concentriamo sull’ondata di maltempo attesa per l’inizio della prossima settimana, in particolare nella giornata di martedì 28 gennaio. Si tratterà di una irruzione moderatamente fredda di stampo nord-atlantico, che si allungherà prima sull’Europa centrale e poi sul Mediterraneo centrale, dando vita a una veloce depressione. Questa porterà maltempo diffuso, inizialmente al Nord, per poi estendersi al Medio-Basso Tirreno.
Precipitazioni intense su alcune regioni
Si prevedono piogge copiose e persistenti sulle Alpi e le Prealpi, oltre che su Liguria, Toscana e Lazio, dove potrebbero cadere oltre 100 mm di pioggia. Il fenomeno dello stau favorirà le piogge più forti a ridosso delle montagne, tra la Liguria centro-orientale, l’Alta Toscana, l’Appennino emiliano e lungo l’Arco Alpino. In questa fase, una ventilazione prettamente meridionale porterà temperature ancora abbastanza alte sul Centro-Sud Italia, mentre al Nord il clima sarà leggermente più freddo.
Il calo delle temperature atteso nel corso di martedì 28 gennaio potrebbe determinare un netto abbassamento della quota neve su gran parte del Nord Italia. Al momento, non è ancora chiaro se la neve potrà raggiungere le pianure o i fondovalle alpini, ma è molto probabile che i fiocchi bianchi possano spingersi al di sotto degli 800 m. Nei prossimi aggiornamenti meteo si comprenderà meglio se la neve potrà scendere a quote ancora più basse.
