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Le temperature stanno scendendo a picco sull’Europa orientale e la Scandinavia, grazie all’arrivo di un vero e proprio fiume d’aria gelida proveniente dal Polo Nord. Un grosso lobo del vortice polare si sta fiondando sul Vecchio Continente, favorito dall’azione di anticicloni persistenti sul Polo Nord. Questa configurazione barica, solitamente, mette in grave crisi il vortice polare, facilitando la discesa di ondate di gelo verso le basse latitudini.

 

È stato necessario l’intervento contemporaneo dei tre principali anticicloni del nostro emisfero: l’anticiclone delle Azzorre, quello delle Aleutine nel Pacifico e quello siberiano. Dalla loro azione combinata è scaturito un sensibile indebolimento dell’immensa bassa pressione che avvolge il Polo Nord, destabilizzando la sua struttura.

 

L’aria gelida invade il Nord e l’Est Europa

L’aria gelida si sta dirigendo a grandi falcate su tutta l’Europa settentrionale e orientale, favorendo nevicate fino in pianura. Questi eventi contribuiranno allo sviluppo di un serbatoio gelido, le cui ripercussioni saranno evidenti nel corso delle prossime settimane e addirittura nei prossimi due mesi. Il prosieguo dell’inverno, infatti, potrebbe essere fortemente influenzato dalla formazione di un vero e proprio muro d’aria gelida sull’Europa orientale e la Scandinavia, favorendo lo sviluppo di anticicloni termici capaci di deviare le correnti atlantiche verso nord.

 

In tal modo, l’anticiclone delle Azzorre potrebbe dirigersi con maggior facilità verso latitudini subpolari, facilitando a sua volta l’arrivo di freddo, neve e gelo nel Mediterraneo o sull’Europa centro-occidentale. Questo scenario significa che, nel corso delle prossime settimane, le probabilità di ondate di freddo intense in Italia saranno molto più alte, con potenziali nevicate fino a bassissima quota.

 

Regioni più esposte al freddo e alla neve

Solitamente, in queste circostanze, le regioni più esposte sono quelle adriatiche e del Sud, dove la neve potrebbe arrivare fino a quote pianeggianti, soprattutto nella seconda decade di gennaio. Questo scenario, però, dipenderà molto dalla traiettoria dei flussi gelidi.

 

Tuttavia, è ancora molto presto per individuare con esattezza le traiettorie di questi flussi gelidi nord-orientali. Per questo motivo, attenderemo i prossimi sviluppi meteo per avere un quadro più chiaro della situazione e comprendere meglio l’impatto sull’Italia.

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