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Inutile girarci attorno, è così. Se a qualcuno è capitato di dare un’occhiata ai vari modelli di previsione, giustamente con la speranza di capire come evolveranno le condizioni meteo climatiche dei prossimi giorni, avrà notato come non sia possibile stilare un unico trend evolutivo.

 

Probabilmente vi starete chiedendo il perché di tutto questo caos modellistico e la domanda merita risposta. E’ molto semplice: le dinamiche atmosferiche, come già ampiamente evidenziato recentemente, sono influenzate dal Vortice Polare. Dobbiamo inevitabilmente citare qualche elemento tecnico perché altrimenti non è possibile spiegare dettagliatamente quel che sta succedendo.

 

Il Vortice Polare s’è rafforzato tanto, anzi tantissimo, come al solito del resto. Quando ciò accade la propagazione del cosiddetto “momento zonale” (alias correnti occidentali) dai piani più alti a quelli più bassi dell’atmosfera è da considerarsi assai probabile. Propagazione che non fa altro che alimentare un’intensa attività ciclonica oceanica, con conseguente attivazione di venti miti occidentali a medio-basse latitudini.

 

Tale circolazione, spesso e volentieri, può sfociare in un consolidamento dell’Alta Pressione sul Mediterraneo e la sua durata – in mancanza di altri elementi condizionanti – diventa talvolta esasperante.

 

Or bene, quanto descritto sinora è l’ipotesi apparsa ultimamente in alcune autorevoli proiezioni modellistiche, ma va detto che è apparsa a singhiozzo. Ma perché non è ancora possibile sciogliere definitivamente la prognosi? Semplice, perché tra le altre variabili condizionanti c’è quella troposferica, ovvero lo strato atmosferico più vicino al suolo deve sincronizzarsi coi piani alti (leggasi stratosfera).

 

Se tale sincronizzazione non avviene possono verificarsi variazioni importanti, talvolta variazioni in grado di scatenare dinamiche invernali d’altri tempi. Ed è proprio questo il motivo per il quale nelle diverse ipotesi modellistiche si contempla tanto l’Anticiclone quanto il ritorno del freddo. E che freddo!

 

Già, dovesse tornare il freddo potrebbe far nevicare anche in pianura a partire dal Nord Italia. E potrebbe succedere nel weekend che precede l’Epifania, per poi dar sfogo a un’irruzione artico-continentale capace di estendere le nevicate al Centro Sud e nelle due Isole Maggiori. Nevicate a bassissima quota, sia chiaro.

 

Quindi, ricapitolando, o tutto o niente, o Alta Pressione o freddo intenso, non ci sono vie di mezzo. A meno che non prevalgano correnti mediamente instabili atlantiche, ma si tratterebbe di aria mite non consona al mese di Gennaio. Presto avremo le risposte, diciamo tra un paio di giorni saremo in grado di dirvi quel che ci attende e da tali accadimenti dipenderanno probabilmente le sorti di tutto Gennaio.

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