Seguici su Google

 

Per diversi giorni trascorsi i modelli matematici un po’ tutti e, dunque, all’unanimità, hanno simulato, in riferimento alla possibile evoluzione del tempo nel medio-lungo termine, ossia dopo i 7-8 giorni, scenari spiccatamente invernali per buona parte dell’Europa e anche del Mediterraneo centrale, quindi Italia compresa, a iniziare dal periodo intorno all’Epifania.

 

Noi stessi, nei nostri editoriali sul più lungo periodo, abbiamo evidenziato questo prospetto evolutivo all’insegna di un tempo più freddo, naturalmente sottolineando che un’evoluzione nel medio lungo termine ha solo una valenza indicativa, giammai previsionale in senso stretto e, dunque, soggetta anche a cambiamenti significativi.

E, difatti, negli ultimissimi giorni, i modelli matematici stanno proponendo uno stravolgimento di quel prospetto circolatorio di tipo invernale, con simulazioni di scenari barici del tutto opposti, all’insegna di una ripresa di correnti atlantiche e, dunque, cancellazione di manovre fredde verso l’Italia.

 

Intanto va detto che anche questa nuova tendenza, per quanto anch’essa, specie nelle ultimissime ore, vista all’unanimità dal quadro modellistico, riguardando sempre una fascia temporale nel medio lungo periodo, oltre i 6/7 giorni, non va affatto considerata come quella definitiva.

Potrebbe anch’essa essere stravolta con ipotesi nuove di circolazione differente nei prossimi giorni.

 

Tuttavia, quand’anche questa nuova ipotesi di cancellazione dell’azione fredda a favore di un flusso zonale per alcuni tratti anticiclonico e più stabile e per altri un po’ più umido e responsabile di qualche pioggia, dovesse confermarsi come l’evoluzione più credibile, restano segnali, soprattutto sul più lungo termine, circa un nuovo tentativo di incursione di aria fredda verso il Mediterraneo centrale e l’ Italia.

Un primo segnale va colto dall’analisi degli indici descrittivi circa i vari scenari termici e barici d’insieme, Ensemble, proposti dai vari modelli matematici mondiali.

Dunque da questi, si evince un indice AO, indice descrittivo lo stato di forza del Vortice Polare, piuttosto negativo per tutta la prima quindicina di gennaio e con maggiore enfasi dall’Epifania e poi verso metà mese, fino a valori di -3;

 

negativa anche la NAO, indice che monitora la differenza di pressione tra le medie e alte latitudini atlantiche, con valori medi per l’intera quindicina tra -1 e -2;

per di più vi è un prospetto di un indice PNA, a sua volta monitorante le anomalie di pressione alle medie e alte latitudini, però pacifiche, sempre positivo.

 

Dall’analisi di questi 3 indici viene fuori un quadro d’insieme, per il corso della prima quindicina, caratterizzato da un Vortice Polare piuttosto debole, da una tensione barica in Atlantico abbastanza rilassata e da una ingerenza del flusso in uscita da Terranova, modulato dal PNA, piuttosto favorevole a blocchi atlantici orientali.

Tutto questo scenario “cozza” un po’ con quanto proposto dai modelli nelle ultime corse, sostanzialmente con simulazione di un crollo del blocco atlantico e instaurazione di flusso oceanico “ammazza freddo”.

 

Dalle nostre indagini, dunque, emerge una certa prudenza nel dichiarare per sconfitto il tentativo di azione artica verso il nostro bacino.

Verosimilmente, ci sono aspetti termici, specie oceanici, che magari potrebbero ostacolare, in una prima fase, la formazione del blocco, ma più che ipotizzare un suo impedimento definitivo, saremmo più orientati a ipotizzare un ritardo della manovra invernale.

 

A conforto di questa ipotesi, vi è una simulazione, proprio ultima del modello matematico europeo ECMWF, di conferma verso un orientamento meridiano, quindi con “piglio” più spiccatamente invernale, del Vortice Polare Stratosferico nella sua sezione medio-bassa (immagine allegata), sul finire della prima decade di gennaio e verso gli inizi della seconda.

Trattasi di una simulazione in alta atmosfera che ha margini di credibilità superiori rispetto alle simulazioni troposferiche.

 

Naturalmente, volgendosi sempre la nostra indagine al medio lungo termine, ogni ipotesi ha un grado di affidabilità medio-basso, tuttavia, alla luce delle nostre analisi a più largo raggio, a oggi ci sentiamo di ipotizzare, più che un ritrattamento definitivo dell’azione fredda, fino a qualche giorno fa ipotizzata a partire dall’Epifania, piuttosto un suo rinvio, magari a iniziare dal 10/11 gennaio e verso metà mese.

Continueremo a monitorare l’evoluzione sul medio-lungo periodo, nei nostri quotidiani aggiornamenti.      

Seguici su Google