Eh già, sembra ormai assodato un netto miglioramento delle condizioni meteo climatiche a partire da Santo Stefano, soprattutto negli ultimi giorni dell’anno allorquando l’Alta Pressione sembra in grado di prendere il sopravvento. Però attenzione, non dobbiamo assolutamente immaginarci giornate al mare, neppure giornate miti come in altri periodi dell’anno.
L’aria fredda presente nei bassi strati, che come sappiamo a causa della sua densità tende a persistere tranne nel momento in cui viene scalzata da un consistente afflusso d’aria mite, manterrà le temperature comunque invernali, comunque in linea col periodo. Lo si è già scritto, le massime certamente saliranno, le minime no, o comunque non troppo.
Minime che, mantenendosi basse e approfittando delle inevitabili inversioni termiche, potranno dar luogo a diffuse gelate. In pianure e valli, questo sì, dove il clima sarà sicuramente più invernale che su coste e altre zone meno esposte a quel tipo di fenomeno.
Poi? Il quesito che ci stiamo ponendo, noi come altri colleghi, riguarda il trend evolutivo d’inizio 2025. Perché se è vero che gli ultimi giorni dell’anno dovrebbero vedere prevalere la stabilità atmosferica è altrettanto vero che tutti gli autorevoli centri di calcolo internazionali ci dicono che l’Alta Pressione non sarà affatto indistruttibili. Tutt’altro.
Dalla comparazione modellistica si evince un’accelerazione depressionaria atlantica, probabilmente in grado di forzare la resistenza anticiclonica sui settori di ponente e settentrionali.
Il risultato, probabilmente, sarà quello di un progressivo inserimento d’aria umida oceanica, quasi certamente instabile anche perché andrà a cozzare col freddo preesistente. Alcune proiezioni, tra l’altro, lasciano aperta la porta del peggioramento a causa di un’oscillazione depressionaria ben più ampia e ficcante.
Dovesse prevalere quest’ultima ipotesi potremmo osservare un peggioramento entro l’Epifania, peggioramento magari non freddo ma comunque in grado di spazzare via l’Anticiclone. Sarebbe un primo, importante risultato, ovvero quello di scongiurare la persistenza di certe condizioni meteo.
Tra l’altro, volendo andare più nel dettaglio, nonostante l’innegabile accelerazione del Vortice Polare pare che la Troposfera sia in grado di rispondere colpo su colpo riuscendo in qualche modo a limitare quello che altrimenti potrebbe diventare un vero e proprio diktat dell’Alta Pressione. Ed è per questo che vi diciamo che ci sono tutti gli ingredienti per vedere qualcosa d’interessante anche nella prima metà di Gennaio, interessante sia in termini di precipitazioni che in termini di temperature.