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Quanto manca? Beh, diciamo poco, meno di una settimana. Poco al cambiamento, poco a quella svolta meteo climatica che promette di consegnare mezza Europa nelle mani dell’Inverno. Ci sta, è assolutamente normale, d’altronde ci stiamo avvicinando spediti all’esordio meteorologico della nuova stagione.

 

Sì, ma al di là dell’Europa centro settentrionale – dove ormai l’ondata artica sembra essere cosa fatta – in Italia cosa dobbiamo aspettarci? Dovremo iniziare a vestirci pesante? Dovremo rispolverare, dopo tantissimo tempo, il vestiario invernale? A quanto pare sì, chi più chi meno riceverà la razione di freddo.

 

O comunque, lo dicono le proiezioni termiche più autorevoli, le temperature dovrebbero calare consistentemente. Prima al Nord, poi al Centro, poi forse anche al Sud. Regioni Meridionali in bilico perché quando si tratta di irruzioni con direttrice nord-sud beh, ci sono tutta una serie di elementi da considerare.

 

Il primo fra tutti è senz’altro quello alpino, difatti le Alpi offrono un ostacolo non indifferente all’aria fredda proveniente dal Circolo Polare Artico. Ed è per questo che possono verificarsi due scenari: la Valle del Rodano, quindi afflusso da nordovest, oppure la Porta della Bora, quindi afflusso da nordest.

 

Chi la spunterà? C’è anche un’altra soluzione, ovvero che la traiettoria sia troppo settentrionale e che pertanto il grado di penetrazione dell’aria fredda diminuisca, perlomeno al Sud. Ma attenzione, perché alcune autorevoli proiezioni modellistiche ci suggeriscono uno sfondamento da nordovest e ciò potrebbe comportare implicazioni perturbate non di poco conto.

 

Significa che potrebbero crearsi le condizioni ideali per la genesi di strutture cicloniche secondarie nel cuore del Mediterraneo, segnatamente tra il Mar Ligure e il Mare di Sardegna. Strutture che, lo sappiamo fin troppo bene, in questo periodo traggono alimentazione dalle miti acque mediterranee.

 

Ed è per questo che sarà bene non abbassare minimamente la guardia, la prossima settimana potrebbe essere realmente instabile, localmente perturbata, con fenomeni atmosferici di una certa consistenza e persistenza. Anche violenti, sia chiaro, quindi non si esclude la possibilità di locali nubifragi.

 

La neve? Beh, certamente cadrà abbondante sulle Alpi e in qualche tratto appenninico, visto però il crollo termico atteso non escludiamo qualche sorpresa a quote collinari o – come nel caso del Nord – addirittura a quote inferiori come ad esempio i fondivalle alpini. Ma di ciò avremo modo di parlarne approfonditamente.

 

Quel che è certo e che ci sentiamo di confermare è il cambiamento della circolazione continentale con effetti che potrebbe essere dirompenti sotto vari punti di vista.

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