Seguici su Google

Il fenomeno de La Niña, associato a un pronunciato abbassamento delle temperature superficiali nell’Oceano Pacifico equatoriale, sta acquisendo forza, prevedendo ripercussioni significative sul meteo globale nei mesi futuri. Questo indice teleconnettivo, conosciuto anche come ENSO, sta attraversando una fase di intensificazione, con potenziali conseguenze rilevanti per l’inverno 2024-2025.

 

Intensità e profondità del raffreddamento oceanico

Il raffreddamento delle acque nel Pacifico non si limita alla superficie ma penetra fino a profondità di 100-150 metri. Questa anomalia termica sotto la superficie è un indicatore cruciale per la progressione di La Niña. Le correnti oceaniche e gli alisei contribuiscono a spingere queste acque fredde verso est, fino alle coste del Sud America, accentuando il fenomeno.

 

Temporalità e sviluppo di La Niña

Secondo le analisi del Climate Prediction Center, l’evoluzione di La Niña ha iniziato a manifestarsi già a partire da giugno, con un picco atteso durante l’autunno. Le previsioni della NOAA confermano questa rapida transizione, suggerendo un’influenza significativa sul meteo invernale 2024-2025.

 

Effetti sulla stagione degli uragani

La Niña ha un impatto diretto sulla stagione degli uragani, specialmente nell’Atlantico. Questo fenomeno provoca una riduzione del wind shear, ossia la variazione della velocità del vento con l’altitudine, che facilita la formazione e l’intensificazione di sistemi tropicali. Le attuali condizioni dell’Oceano indicano un aumento delle probabilità di una stagione uraganesca più attiva del normale, influenzando il meteo delle regioni colpite.

 

Influenza di La Niña su Europa e Italia

Durante i mesi invernali, La Niña incide sul meteo europeo, abbassando le pressioni atmosferiche e causando un incremento delle precipitazioni, soprattutto nelle regioni centrali e meridionali del continente. Per l’Italia, questo potrebbe tradursi in un inverno con piogge e nevicate più frequenti, specialmente nelle zone montuose. Queste condizioni potrebbero modificare significativamente il normale andamento stagionale, portando a fenomeni estremi in termini di neve e pioggia, influenzando il Nord Italia, il Centro Italia e il Sud Italia in maniera diversa.

Seguici su Google