Il 28 luglio, in particolare, una frana ha colpito il villaggio di Yuelin nella città di Hengyang intorno alle 8:00 del mattino, ora locale. Questo tragico evento è stato scatenato da circa 300 mm di pioggia caduta nell’area in sole 24 ore. La situazione è stata aggravata dal fatto che più di 20 contee e città nella provincia di Hunan hanno registrato quel giorno record di precipitazioni, con punte di 679 mm.
Queste condizioni meteorologiche estreme non solo hanno causato perdite umane, ma hanno anche portato a inondazioni storiche in altre regioni, come evidenziato dall’aumento del livello dell’acqua di oltre 6 metri rispetto alla norma a Linjiang, nella provincia di Jilin, il giorno stesso.
Parallelamente, nella provincia nordorientale di Liaoning, più di 46.000 residenti sono stati evacuati a causa dell’innalzamento dei livelli d’acqua nei principali fiumi e in 40 bacini idrici, a seguito delle intense piogge. Per prevenire ulteriori inondazioni e mitigare i disastri, quasi 1.600 persone sono state impiegate per pattugliare e ispezionare 1.335 km di argini nelle città di Benxi, Dandong, Liaoyang e Tieling.
In risposta all’emergenza, importanti istituzioni culturali come il Museo Provinciale del Liaoning e il Museo del Palazzo di Shenyang sono stati temporaneamente chiusi, e diversi servizi ferroviari, inclusa la linea ad alta velocità Pechino-Harbin, sono stati sospesi per garantire la sicurezza dei passeggeri.
Prima di colpire la Cina, il tifone Gaemi aveva già causato gravi danni nelle Filippine con intense piogge monsoniche che hanno provocato almeno 34 morti, e aveva attraversato l’isola di Taiwan, dove il numero delle vittime è salito a 10 alla data del 27 luglio.