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Credits: NOAA

Questa settimana, il satellite GOES-U, l’ultimo della serie GOES-R, ha raggiunto la sua orbita operativa, segnando un passo significativo per l’agenzia NOAA che ora guarda al futuro dell’osservazione meteorologica dallo spazio in un contesto di cambiamenti climatici e estremi meteorologici. Lanciato il 25 giugno dal Kennedy Space Center su un razzo SpaceX Falcon Heavy, il satellite ha completato la sua ultima accensione dei motori il 7 luglio, posizionandosi a oltre 35.000 chilometri dalla Terra e venendo rinominato GOES-19.

 

Nei prossimi mesi, GOES-19 assumerà il ruolo di GOES-East, monitorando le Americhe e i loro oceani circostanti. Il suo predecessore ha già svolto un ruolo cruciale nell’aiutare il Centro Nazionale Uragani della NOAA a tracciare e prevedere gli impatti dell’uragano Beryl. Questo uragano ha fatto la storia diventando il più forte uragano atlantico mai registrato in giugno o luglio e il primo uragano di categoria 5 così precoce, il 1° luglio. Tuttavia, Beryl si è rapidamente indebolito dopo il suo terzo e ultimo impatto in Texas.

 

Guardando al futuro, prima del lancio dell’ultimo satellite della serie GOES-R, la NOAA aveva già iniziato a pianificare la prossima generazione di satelliti meteorologici, denominata GeoXO (Geostationary Extended Observations). Questa nuova flotta mira a rispondere alle esigenze di un pianeta in riscaldamento, con previsioni per il 2040 e il 2050 che indicano condizioni terrestri significativamente diverse e più calde.

 

I satelliti GeoXO rappresenteranno un salto tecnologico significativo rispetto ai loro predecessori. Forniranno immagini ad alta risoluzione migliorate e saranno dotati di nuovi strumenti, tra cui un migliorato mappatore di fulmini e strumenti aggiuntivi per osservazioni più dettagliate. Questi avanzamenti sono essenziali per una rappresentazione più accurata dell’atmosfera e per migliorare la capacità di monitorare fenomeni meteorologici estremi.

 

La responsabilità dello sviluppo e del lancio dei satelliti GeoXO è stata affidata a Lockheed Martin, che ha già una lunga storia con la serie GOES-R. Il programma GeoXO prevede il lancio del primo satellite nei primi anni del 2030, con un secondo lancio previsto per il 2035. Questi satelliti non solo continueranno a monitorare il clima e il tempo sulla Terra ma saranno anche dotati di nuovi strumenti per raccogliere dati su umidità atmosferica, venti, temperature e composizione atmosferica, cruciali per il monitoraggio della qualità dell’aria.

 

In definitiva, mentre GOES-19 inizia il suo servizio come GOES-East, la NOAA si prepara a fare un ulteriore passo avanti con i satelliti GeoXO, progettati per fornire osservazioni cruciali in un’era di sfide climatiche crescenti.

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