Il ritmo di scioglimento dei ghiacciai si accelera
Il ritmo di scioglimento dei ghiacciai si sta accelerando in modo drammatico. Le cause di questo secondo anno estremo risiedono nell’inverno 2022/23, caratterizzato da scarse precipitazioni nevose, e nelle temperature molto elevate registrate durante l’estate e l’autunno.
Le condizioni climatiche del 2023
Come riportato in un precedente articolo, nonostante nel corso della primavera di quest’anno siano state registrate abbondanti nevicate nelle zone più elevate delle Alpi, il caldo intenso di giugno ha fatto sì che la neve sui ghiacciai si sciogliesse rapidamente. La neve è scomparsa da due a quattro settimane prima del solito.
Per di più, alla fine di agosto e all’inizio di settembre, le Alpi hanno subito diverse ondate di calore, con una quota zero che superava i 5000 metri. Il 21 agosto, la quota zero ha raggiunto quasi i 5300 metri, un record assoluto. La quota zero indica l’altitudine atmosferica alla quale la temperatura scende sotto lo zero gradi Celsius.
Le conseguenze sulle calotte glaciali
Nonostante ci siano state sporadiche nevicate estive sui ghiacciai, queste sono rapidamente scomparse a causa delle alte temperature che seguivano, senza fornire un significativo apporto di neve o interrompere il processo di scioglimento.
La spessore medio del ghiaccio di tutti i ghiacciai è diminuito di circa tre metri, come dimostrano i dati della Rete Svizzera di Misurazione dei Ghiacciai (Glamos), alla quale partecipa anche il Politecnico Federale di Zurigo (ETH).
Il futuro dei ghiacciai
Alcune lingue glaciali si sono ormai disgregate e alcuni ghiacciai più piccoli, come quello sulla montagna più alta della Germania, la Zugspitze, sono completamente scomparsi. I ghiacciai svolgono un ruolo fondamentale come serbatoi d’acqua. A causa del riscaldamento globale causato dall’uomo, lo scioglimento dei ghiacciai continuerà ad accelerare in futuro, anche se ci potrebbero essere anni con perdite di ghiaccio meno drammatiche.
Le previsioni per il futuro
Entro la metà del secolo, molti ghiacciai alpini saranno completamente scomparsi. Entro la fine del secolo, si prevede che i ghiacciai alpini avranno perso in media l’80% della loro massa, come previsto dal Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) in un rapporto speciale del 2019.
Il caso del Grande Ghiacciaio Aletsch
La situazione è leggermente meno drammatica tra l’Oberland Bernese e il Vallese, dove l’inverno scorso ha visto cadere un po’ più di neve. Tuttavia, anche il Grande Ghiacciaio Aletsch, il più grande ghiacciaio delle Alpi per estensione, ha subito una perdita molto significativa, con una riduzione di oltre due metri dello spessore medio del ghiaccio.