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Rottura Estate, nuovo tentativo durante fase caldissima

L'appuntamento della rottura dell'Estate è complessa, articolata. La possiamo solo spiegare narrando le specifiche dell'evento meteo nella sua complessità, in quanto l'Italia vive condizioni climatiche che hanno parvenza tropicale, e a questa si sommerà la fortissima onda di calore da metà settimana. Però, da ovest spingeranno i fronti oceanici e ci porteranno aria instabile, avvertendo che il cambiamento del tempo è vicino.

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Il modello matematico tedesco confermerà la fase asciutta di inizio settimana e caricherà di temporali la giornata di mercoledì, spostando l’equilibrio del confronto a sfavore della lettura più conservativa proposta dalla corsa statunitense. Nel frattempo, una fortissima fase di caldo, con connotati da fondoscala, si espanderà nel Centro, Sud Italia, oltre che Sardegna e Sicilia.

Con l’analisi che completa quella svolta dapprima su GFS ed ECMWF in questo articolo, entra in scena quella con il modello matematico ICON, sviluppato dal DWD tedesco, il quadro previsionale acquista finalmente il dettaglio che mancava. L’ultima corsa di di ICON si spinge soltanto fino a giovedì 27 agosto – è la natura stessa del modello ad area limitata, pensato per la risoluzione spinta e non per la lunga scadenza – ma proprio per questo offrirà l’indicazione più affidabile sui prossimi cinque giorni.

Domenica e lunedì, la coda dell’instabilità estiva

Domenica 23 agosto le tre simulazioni si sovrapporranno quasi perfettamente. Le aree con la maggiore probabilità di rovesci convettivi resteranno confinate all’arco alpino e prealpino, con il segnale più marcato sul confine orientale tra Friuli-Venezia Giulia e Slovenia, mentre lungo la dorsale appenninica centro-meridionale – tra Molise, Campania, Basilicata e Puglia interna – si accenderanno soltanto celle isolate a sviluppo diurno, di quelle che nascono e muoiono nel giro di un’ora. La convergenza sarà totale e la probabilità che l’evento si verifichi salirà al 75-80% sui rilievi, restando invece bassa su pianure e coste, dove i fenomeni avranno carattere sporadico e collocazione impossibile da definire con precisione. Il tema era già emerso analizzando i temporali attesi al Nord dal 20 agosto.

Lunedì 24 agosto il modello matematico tedesco svuota la mappa italiana in modo ancora più netto degli altri due, lasciando qualche traccia di piovaschi soltanto sulle Alpi orientali e spostando l’azione verso i Balcani e la Grecia. Tre modelli matematici su tre concorderanno su una giornata stabile: probabilità di tempo asciutto superiore all’85 per cento su Centro Italia, Sud Italia, Sicilia e Sardegna.

Martedì il fronte si fermerà oltre le Alpi

Martedì 25 agosto il quadro si farà spettacolare, ma non da noi. La corsa tedesca concentrerà precipitazioni molto abbondanti sulla Francia meridionale, sul Golfo del Leone e sulle Alpi Occidentali, con il massimo di attività a ridosso del confine, senza però riuscire a superare lo spartiacque se non in modo marginale su Valle d’Aosta e alto Piemonte. Identica la lettura del modello matematico ECMWF e di quello GFS. La probabilità che Torino e Milano restino ai margini si attesterà attorno al 70%, mentre sul resto della Penisola la giornata trascorrerà stabile.

Mercoledì 26 agosto sarà la giornata da segnare in agenda

Qui il confronto produrrà il risultato più significativo. Il modello matematico ICON disegnerà una giornata largamente perturbata su tutto il Nord Italia: aree ad alta probabilità temporalesca dalle Alpi ai settori prealpini, poi Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Emilia-Romagna, con estensione all’alta Toscana e un nucleo isolato ma vigoroso sulla Sardegna nord-occidentale. Fenomeni intensi, a tratti di natura organizzata, alimentati dal contrasto tra l’aria più fresca in quota e la massa umida presente nei bassi strati. Ma anche l’avvento di una straordinaria avvezione di calore dall’Africa, con il rischio che giovedì si raggiungano valori vicini ai 45°C su alcune località interne della Sardegna.

La previsione del modello matematico europeo propone la stessa impostazione, sbilanciata su Liguria, Pianura Padana e Nord-Est. Quella americana, invece, teneva l’instabilità ancorata al settore alpino centro-occidentale, lasciando la pianura quasi all’asciutto. Due modelli matematici su tre convergeranno dunque sullo scenario perturbato, e in una circostanza del genere la probabilità media che l’evento si verifichi sul Nord potrà essere fissata attorno al 70%, con punte del 75% tra Liguria di levante ed Emilia occidentale. Scenderà invece al 40-45% sulla Sardegna occidentale, indicata dal solo modello matematico tedesco, e su Firenze e l’alta Toscana, dove il segnale sarà presente ma meno robusto. Su Genova e Bologna converrà seguire gli aggiornamenti fino all’ultimo, perché con un mare così caldo la differenza tra un rovescio ordinario e un nubifragio si gioca su pochi chilometri. Dinamiche già descritte parlando del Nord esposto alle intemperie.

Giovedì il maltempo migrerà verso i Balcani. Calura fortissima nel Centro e Sud Italia

Giovedì 27 agosto il modello matematico ICON chiuderà la propria proiezione riportando l’Italia in condizioni di generale stabilità. Il sistema perturbato scivolerà rapidamente verso est, scaricando le precipitazioni più consistenti su Croazia, Slovenia, Ungheria e Romania, mentre da noi resteranno soltanto addensamenti innocui sulle Alpi e qualche cella sporadica sui rilievi siciliani. Anche in questo caso l’accordo tra i tre modelli matematici sarà pieno, con probabilità di tempo asciutto attorno all’80% su gran parte del Paese. Attenzione, in questo giorno ed i successivi, ci sarà una fortissima avvezione calda sull’Italia.

Oltre il 27 agosto ci dobbiamo affidare a ECMWF e GFS (europeo e americano, come modelli matematici)

Da venerdì 28 agosto in avanti il modello matematico tedesco esce di scena, avremo dati da domenica 23, e il testimone passerà interamente alle simulazioni dei modelli globali. Entrambi indicheranno un finale di mese sostanzialmente asciutto sulla Penisola, con le precipitazioni relegate al versante francese e al confine alpino, salvo un possibile ritorno dell’instabilità sul Nord tra sabato 29 e domenica 30 agosto, ipotesi però sostenuta con convinzione dal solo modello matematico statunitense e quindi ferma attorno al 55% di probabilità.

L’appuntamento vero sarà quello dei primi giorni di settembre, quando entrambe le corse globali vedranno il flusso atlantico riuscire finalmente a scendere di latitudine. La tempistica resterà incerta, con divergenze anche di quarantotto ore sulla collocazione del massimo di maltempo, ma il segnale di fondo – una prima decade del mese decisamente più dinamica, con temporali in estensione dal Nord verso Centro e Sud – viaggerà su una probabilità stimabile attorno al 70% sulla carta, ma siamo sul meteo lungo termine.

Un’evoluzione coerente con quanto anticipato nelle proiezioni dedicate al mese di settembre e nelle valutazioni sulla possibile crisi dell’estate, oltre che nell’analisi sul cambio di pattern europeo di fine mese.

Resta un punto fermo: le temperature superficiali del Mediterraneo viaggeranno su valori eccezionali e forniranno ai sistemi temporaleschi una riserva di calore latente fuori scala. Non cambierà la data dell’evento, ma ne cambierà l’intensità, e questo vale tanto per mercoledì 26 agosto quanto per la svolta di inizio settembre.

In conclusione, come detto, non avremo una rottura dell’estate, ma condizioni meteo che fanno parte della famiglia di situazioni meteo tropicali, in quella che è la decadenza estiva astronomica, e di conseguenza meteorologica.

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