MeteoGiornale Production

L’estate 2026 non finisce: anche Settembre potrebbe iniziare con caldo anomalo e nuovi record

I modelli matematici non lasciano spazio ad alcun cambiamento meteo significativo, almeno sino al 10 Settembre

Abbiamo analizzato con molta attenzione le ultimissime interpolazioni modellistiche, alla ricerca di qualche segnale che possa far sperare in un cambiamento deciso delle condizioni meteo-climatiche. Analisi che purtroppo non è affatto confortante

I centri di calcolo internazionali ci mostrano infatti un nuovo consolidamento dell’anticiclone africano nel corso della prima decade di settembre.

Volendo dar credito alle autorevoli proiezioni mensili, quel che possiamo dirvi è che continuano ad arrivare conferme del fatto che settembre potrebbe rivelarsi un mese particolarmente altalenante. Una prima metà presumibilmente dominata dal caldo, mentre nel corso della seconda metà le prime vere perturbazioni atlantiche potrebbero finalmente raggiungere le nostre regioni.

Ovviamente si tratta di ipotesi. Così come è da considerarsi un’ipotesi anche la persistenza dell’anticiclone subtropicale per tutta la prima decade di settembre. Tuttavia, visto quanto accaduto fino ad oggi, non facciamo fatica a credere che la soluzione africana sia attualmente la più probabile.

Il motivo è semplicemente una intrinseca difficoltà del flusso oceanico a spingersi con decisione sull’Europa centro-occidentale. Per cercare infatti condizioni meteorologiche autunnali ci si dovrà spostare in direzione dei settori settentrionali del Vecchio Continente.

L’analisi delle proiezioni modellistiche ha ovviamente contemplato l’andamento termico sulle nostre regioni. Andamento che in prospettiva non lascia ben sperare.

Almeno fino al 10 di settembre, infatti, è possibile scorgere facilmente persistenti anomalie termiche nell’ordine dei 5-10 gradi, a seconda dei settori. È più probabile che le anomalie più consistenti coinvolgano Centro-Sud e le due isole maggiori, mentre al Nord qualche sussulto temporalesco particolarmente violento potrebbe comunque verificarsi.

Sussulto temporalesco che non sarà affatto coadiuvato da un vero e proprio cambiamento di circolazione, ma più che altro dai contrasti termici generati eventualmente da timide infiltrazioni di aria umida proveniente da ovest. Quel che emerge è quindi un dominio pesante dell’anticiclone africano e, a questo punto, si rischia realmente di dover commentare un intero quadrimestre (giugno, luglio, agosto, settembre) all’insegna del caldo asfissiante.

Non abbiamo ancora i dati certi a disposizione, ma con ogni probabilità l’estate 2026 sarà in grado di superare i record che furono registrati nel 2003, ma anche in epoca recente nel 2023.

Non è senz’altro una buona notizia, perché è la chiara certificazione del fatto che ogni anno fa sempre più caldo. Dobbiamo poi considerare che tutto questo calore si sta accumulando sul Mediterraneo, Mediterraneo che continua ad avere temperature superiori addirittura a quelle dei mari tropicali.

Giusto evidenziarlo, perché tali anomalie nel corso dell’autunno rappresenteranno senz’altro un grosso problema. Nel momento in cui avverrà il cambio di circolazione a livello continentale, l’energia termica presente sui nostri mari potrebbe rappresentare quel carburante esplosivo in grado di alimentare fenomeni meteorologici estremi.

Questo però è argomento che tratteremo a tempo debito.

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