Extofex: Temporali estremi al Nord Italia: livello 3 per grandine
Il Settentrione finisce nella fascia di rischio più elevata per giovedì 20 agosto: attese supercelle, grandine grossa e piogge fino a 200 millimetri.
Il bollettino diramato da Extofex la sera di mercoledì 19 agosto dai meteorologi europei che si occupano di temporali severi parla chiaro. Per la giornata di giovedì 20 agosto, dalle 6 del mattino fino all’alba di venerdì 21, il Nord Italia è stato collocato nel livello 3, cioè il gradino più alto della scala del rischio. Non è una formalità e non capita spesso: quel livello viene assegnato quando i modelli matematici indicano la possibilità concreta di una vera e propria ondata di temporali estremamente violenti, non di qualche cella isolata. Le minacce elencate sono quattro, tutte insieme: grandine di grosse e grossissime dimensioni, raffiche di vento distruttive, tornado (senza creare allarmismo, non siamo nel Nord America) e piogge torrenziali.
Attorno a questo nucleo si estende un’area di rischio enorme. Una fascia di livello 2 parte dalla Spagna e arriva fino alla Polonia meridionale, mentre il livello 1 si allunga dai Pirenei fino a Bielorussia e Ucraina, con un’appendice separata sui Paesi Bassi e sulla Germania settentrionale dove il pericolo principale è proprio quello dei tornado. Anche il Marocco orientale e l’Algeria occidentale rientrano in livello 2. Insomma, mezza Europa sotto osservazione nello stesso giorno, con il picco assoluto compreso tra il Mare Balearico e la Pianura Padana. Un quadro che conferma quanto anticipato nei giorni scorsi a proposito del radicale cambio di circolazione atteso sulle regioni settentrionali.
Perché il Settentrione è finito nella fascia più alta
Gli ingredienti sono tre e si combinano nel modo peggiore possibile. C’è una corrente da sud-ovest molto tesa in quota, che soffia su una vasta porzione del continente. C’è un fronte ondulato, cioè una superficie di separazione fra masse d’aria diverse che non avanza in modo lineare ma si piega e si increspa. E c’è, soprattutto, un’aria carica di umidità nei bassi strati, accumulata in settimane di caldo intenso sul Mediterraneo e sulla Val Padana.
Quell’umidità, insieme al calore residuo, si traduce in energia. I modelli assegnano alla pianura del Nord valori compresi tra 1500 e 3000 joule per chilogrammo già a metà giornata: è la misura della spinta verticale che una bolla d’aria può ricevere una volta innescata la convezione. A questa si aggiunge una differenza di vento fra suolo e alta quota – in gergo si chiama shear – stimata tra 15 e 25 metri al secondo. Quando i due parametri crescono insieme, i temporali smettono di essere disordinati e si organizzano in strutture rotanti, le supercelle, capaci di reggere per ore e di produrre i chicchi più grossi di grandine.
Tre inneschi diversi nello stesso pomeriggio
Le celle non nasceranno tutte allo stesso modo. Il primo motore è l’orografia, con i rilievi che fungono da rampa di lancio: le aree indiziate sono il Golfo Ligure e le Alpi nord-occidentali. Il secondo è una linea di separazione fra aria secca e aria umida che si formerà sul Piemonte e tenderà a scivolare verso sud-est, coinvolgendo il settore di Torino e poi la pianura verso Milano. Il terzo è una linea analoga in risalita dall’Appennino verso nord-est.
Lungo questi confini invisibili, dove l’aria è più fresca e più umida, si concentreranno i temporali più robusti. Verso sera il vento nei primi chilometri di atmosfera aumenterà ancora, portando la rotazione dei bassi strati – il parametro tecnico supera localmente i 150 metri quadrati per secondo quadrato – su valori che gli specialisti associano al rischio di tornado. È la finestra più delicata dell’intera giornata. L’evoluzione, va detto, sarà caotica: sono attesi scontri fra celle che si muovono in direzioni divergenti, e ogni collisione può rigenerare un nuovo nucleo violento. Già nelle scorse ore era stata segnalata la possibilità di fenomeni intensi tra Lombardia e Triveneto.
Dalla sera alla notte i temporali non si spengono
Qui sta la differenza rispetto a una normale giornata temporalesca estiva. Di solito, tramontato il sole, l’energia si esaurisce e le celle collassano. Stavolta no: il modello ad altissima risoluzione del servizio tedesco, l’ICON-D2 nella sua versione a più scenari, disegna supercelle attive dalla tarda mattinata fino a notte fonda, in progressivo spostamento dalla pianura verso l’alto Adriatico e la Slovenia. Cambierà solo il modo di alimentarsi, dal suolo a quote superiori, ma l’intensità resterà la stessa.
Il pericolo dominante dipenderà da come si organizzeranno le celle. Se resteranno isolate, prevarranno grandine molto grossa e persino occasionale rischio di tornado nelle ore serali. Se invece si fonderanno in un sistema unico, allora saliranno le probabilità di nubifragi e raffiche lineari. Il rischio di accumuli estremi non va sottovalutato: si parla di punte fino a 200 millimetri, soprattutto sulla Liguria – il litorale attorno a Genova è tra i settori più esposti – e lungo il confine con la Svizzera. Un contesto che ricalca, nelle premesse, quello descritto negli ultimi aggiornamenti sull’esaurimento del caldo estremo al Settentrione. Per altro, in Liguria alle ore 9:00 alcune stazioni meteo segnalano fin sino e oltre i 160 mm per un temporale che ha scatenato sino a 200 fulmini al minuto.
Il secondo fronte arriva dal mare, verso Corsica e Sardegna
C’è un capitolo che riguarda le ore notturne e che merita attenzione a parte. Una perturbazione in quota molto marcata si troverà sulla Spagna meridionale a metà giornata e da lì punterà verso nord-est. Sul Mare Balearico l’accensione dei temporali sarà rapida e diffusa, con energia disponibile che supera i 3000 joule per chilogrammo. Il sistema tenderà a compattarsi mentre viaggia, e il suo arrivo a tarda notte sulla Corsica, sulla Sardegna settentrionale e sul Nord-Ovest italiano porterà con sé un rischio elevato di raffiche violente e piogge abbondantissime. Il livello 3 è stato valutato anche per questo settore, poi scartato per alcune incertezze sui tempi, ma la potenziale severità resta alta.
Che cosa succede nel resto d’Europa
Fra il Massiccio Centrale e le Alpi occidentali sono previste più ondate successive di temporali, dal primo mattino fino a notte, con supercelle e grandine di grosse dimensioni. Dall’Austria verso la Polonia meridionale le celle tenderanno a saldarsi in una linea temporalesca in transito su Repubblica Ceca e Slovacchia, con raffiche severe come pericolo principale. Su Svizzera, Germania meridionale e Boemia occidentale l’energia sarà inferiore ma il vento in quota fortissimo: bastano celle basse e velocissime per generare raffiche attorno ai 30 metri al secondo. Il quadro completo dell’evoluzione europea era stato tratteggiato anche negli approfondimenti sulle aree più esposte al cambiamento.
Regole semplici per una giornata complicata
Chi vive in pianura padana, in Liguria o nel Triveneto – da Trieste all’entroterra – farà bene a considerare la giornata di giovedì come potenzialmente pericolosa, non come una generica giornata di pioggia. Sotto grandine di grosse dimensioni l’auto va lasciata al riparo, non sotto un albero. Durante le raffiche più forti conviene stare lontani da tende, gazebo e strutture temporanee, che nei precedenti recenti hanno causato i danni maggiori. Le allerte ufficiali, regione per regione, si consultano sul portale della Protezione Civile, che aggiorna i bollettini quotidianamente.
Vale la pena ricordare che il Settentrione arriva a questo appuntamento dopo un periodo prolungato di caldo e siccità, come raccontato nell’analisi sul Nord esposto alle intemperie e nel quadro settimanale pubblicato nei giorni scorsi. Terreni induriti e canali secchi non assorbono 150 o 200 millimetri in poche ore: l’acqua scorre in superficie e trova la strada più veloce, che spesso è quella dei sottopassi e dei rii tombinati. Il Sud e le Isole Maggiori, nel frattempo, restano sotto l’ala dell’anticiclone, in un contesto climaticamente opposto.
Credit
- ESTOFEX – Storm Forecast in corso di validità
- ESTOFEX – Significato dei livelli di rischio 1, 2 e 3
- Deutscher Wetterdienst – Dati e caratteristiche del modello ICON-D2 e ICON-D2 EPS
