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      Home » Mediterraneo troppo caldo: un problema che si aggrava sempre di più, cosa rischiamo
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      Mediterraneo troppo caldo: un problema che si aggrava sempre di più, cosa rischiamo

      I modelli vedono sole e caldo a oltranza e il Mare Nostrum non farà altro che aumentare il proprio surplus energetico

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 16/06/2026
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      6 Min Lettura
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      Contents
      • Cosa sta succedendo
      • Cambia tutto di nuovo
      • Parliamo delle acque superficiali
      • I golfi più caldi

      Siamo solamente a metà mese di giugno. Eppure stiamo parlando di un’ondata di calore in arrivo di proporzioni notevoli. Ci duole dire che, negli ultimi anni, è diventato sempre più frequente assistere ad anticipi del caldo intenso. Abbiamo avuto un assaggio piuttosto severo nello scorso mese di maggio. No, non è stata una semplice onda calda, è stato qualcosa di eccezionale, perché ha sbriciolato record termici su molti paesi europei, Francia e Inghilterra in primis.

       

      Cosa sta succedendo

      Questo fenomeno non è qualcosa di casuale, ma gli scienziati lo dicono da sempre. È legato ai cambiamenti climatici, che stanno modificando la frequenza e l’intensità delle ondate di calore. tornando Alle previsioni meteo, negli ultimi giorni, il dominio dell’aria calda africana ha subito una veloce battuta d’arresto, grazie anche ai numerosi temporali che hanno imperversato nelle regioni del nord.

       

      Purtroppo numerose aree tra cui il Trentino-Alto Adige, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia hanno subito forte maltempo. Le cronache meteo sono note a tutti e ahinoi non son mancati temporali di forte intensità, grandinate, nubifragi e raffiche di vento capaci di provocare danni e disagi alla popolazione.

       

      Cambia tutto di nuovo

      Secondo le previsioni di ECMWF e GFS, i due principali modelli che analizziamo in maniera quotidiana, già dopo la metà di giugno l’alta pressione subtropicale potrebbe tornare protagonista, riportando condizioni stabili, cieli sereni e temperature molto elevate non solo sull’Italia, ma anche su gran parte dell’Europa meridionale. Sarà una nuova ondata di caldo feroce, con temperature ben al di sopra delle medie tipiche di riferimento, soprattutto a cominciare da giovedì 18 e fino a martedì 23.

       

      Ondata di calore veramente intensa sul bacino del Mediterraneo occidentale. Sicuramente tutto questo calore avrà delle ripercussioni nei prossimi mesi, perché il surplus termico sarà sempre più difficile da smaltire.

       

      Parliamo delle acque superficiali

      Il ritorno del caldo intenso rappresenterà u grosso problema pure per il Mediterraneo, che potrebbe vedere un rapido aumento delle temperature delle proprie acque. La combinazione tra forte insolazione, giornate sempre più lunghe e valori termici davvero molto alti sarà un mix micidiale. Il quale porterà, senza ombra di dubbio, a un rapido riscaldamento della superficie marina.

       

      Attualmente le temperature del mare si aggirano intorno ai 24°C in molte zone, ma con una fase prolungata di alta pressione potrebbero raggiungere valori compresi tra 26 e 27°C entro la fine di giugno. Può sembrare Poco ma si tratta di un incremento estremamente elevato.

       

      Favorito dal fatto che ci troviamo ormai vicino al solstizio estivo, il periodo dell’anno in cui la radiazione solare raggiunge la massima intensità e riesce a trasferire una grande quantità di energia alle superfici esposte. Parliamo di un’energia termica enorme, la quale sarà pronta a esplodere quando ci saranno le condizioni idonee.

       

      I golfi più caldi

      I bacini italiani più interessati da questo aumento potrebbero essere il Mar Ligure e il Mar Adriatico, dove il superamento dei 26°C appare oramai quasi certo. Anche gli altri mari che circondano la penisola potrebbero registrare valori molto elevati.

       

      Un mare più caldo avrà conseguenze percepibili anche nella vita quotidiana: l’acqua risulterà decisamente meno fredda durante i primi bagni e diminuirà sensibilmente la sensazione di freddo all’ingresso in mare. Se da un lato questo potrebbe essere un po’ più piacevole, dall’altro diventerà un grosso problema, perché così facendo verrebbe meno il fattore mitigante dell’acqua marina.

       

      Allo stato attuale, verrebbero meno le brezze rinfrescanti delle zone costiere, le quali verrebbero sostituite da una sensazione di afa più elevata. Ma non è l’unico problema, perché il calore immagazzinato dal mare nei prossimi mesi sarà notevole. Sappiamo che l’acqua ha un’inerzia termica decisamente maggiore rispetto a quella atmosferica, pertanto si riscalda più lentamente ma anche si raffredda più lentamente. Ciò ha delle conseguenze importanti, perché manterrà a lungo il calore assorbito anche in autunno.

       

      Mar Mediterraneo fin troppo caldo già allo stato attuale. Se poi ci mettiamo intere settimane di ondate di calore africane, il problema diventa davvero molto serio. Non solo sarà sempre più bollente e l’afa più opprimente, ma diventa un pericolo per le specie marine e per l’autunno, in vista di eventuali fenomeni meteo estremi.

       

      Credit

      L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

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