
(METEOGIORNALE.IT) Prepariamoci a una vera e propria ondata di caldo estiva. Non sarà una semplice pausa passeggera. Dalle Alpi fino alla Sicilia, il quadro meteo avrà un comune denominatore: cieli spesso sereni o poco nuvolosi e una vera e propria impennata delle temperature, che in molte aree del nord e del centro potranno raggiungere valori pienamente estivi, con punte comprese tra i 33°C e i 35°C.
Non è una cosa da poco
Questa lunga fase anticiclonica sarà accompagnata da un tasso di umidità e da una calura che diventeranno sempre più difficili da sopportare. Non si tratterà soltanto di temperature elevate durante le ore centrali della giornata, ma anche di una sensazione di afa crescente, legata alla stagnazione dell’aria e alla scarsa ventilazione. Attenzione quindi alle grandi città della Val Padana, da sempre molto esposte all’afa notturna e a minime molto alte.
Ma non è tutto. Come se non bastassero le temperature fuori misura, a peggiorare il comfort termico contribuirà anche la presenza di nubi stratiformi nelle ore notturne e al primo mattino. Questa copertura nuvolosa agirà come una sorta di “coperta”, impedendo al terreno di raffreddarsi efficacemente dopo il tramonto. Ecco perché rischiamo nottate bollenti pur non avendo ancora raggiunto l’apice della potenza del caldo estivo.

Che cosa potrebbe succedere
Da un punto di vista scientifico, il forte soleggiamento tipico del periodo e l’azione dell’anticiclone formeranno un mix davvero pesante. L’alta pressione favorisce la compressione dell’aria verso il basso: un processo che porta al riscaldamento degli strati atmosferici inferiori e alla stabilizzazione del tempo. Sole a manetta e praticamente nessuna possibilità di temporali e frescura.
Nelle città entrerà poi in gioco il fenomeno delle isole di calore. L’asfalto, il cemento e le superfici urbane trattengono calore durante il giorno e lo rilasciano molto lentamente nella notte. Per questo i centri abitati registreranno temperature sensibilmente superiori rispetto alle aree rurali circostanti. Non sarà raro avere minime anche superiori ai 25°C, il che significa ancora 30°C e passa alla mezzanotte. Una situazione pressoché di pericolo, altro che comfort.
Un primo cedimento della cupola?
In parte sì, perché nonostante il predominio dell’alta pressione, i primi segnali di un possibile cambiamento potrebbero arrivare da giovedì 28. I modelli ECMWF e GFS vedono, con una certa sicurezza, il calo sia della pressione in quota sia delle temperature. Ma attenzione: non si può parlare assolutamente di perturbazione, perché ci saranno fenomeni sparsi qua e là. Inoltre, la distribuzione di questi ultimi resta decisamente incerta. Il modello europeo ECMWF vede la possibilità di qualche temporale in Val Padana e soprattutto sulle Alpi, mentre il GFS fiuta l’opzione di un arrivo di temporali solo sulle zone adriatiche.
Come si vede, si tratta di una divergenza modellistica significativa, che rende ancora prematuro stabilire con precisione quali saranno le regioni maggiormente coinvolte. Diciamo che, in linea di principio, questo caldo intenso non dovrebbe durare tantissimo – ma ciò non toglie che si tratti di qualcosa di davvero eccezionale.

Un cambiamento più diffuso?
Anche qualora i temporali dovessero effettivamente svilupparsi tra giovedì 28 e venerdì 29, sarebbero comunque fenomeni locali o al più sparsi. Le precipitazioni previste appaiono piuttosto isolate e di breve durata, incapaci di modificare in maniera completa il pattern meteo sul Mediterraneo. L’ingresso freddo farebbe semplicemente il solletico, con un calo di due o tre gradi e la possibilità di qualche temporale occasionale qua e là, ma senza un vero refrigerio né tantomeno intere giornate di pioggia.
Per un cambiamento più concreto e diffuso sarà probabilmente necessario attendere l’inizio di Giugno. Le proiezioni attuali indicano la possibilità di un indebolimento più deciso dell’anticiclone attorno a lunedì 1. Una prima svolta nel pattern meteorologico? In parte, perché anche in quel caso si tratterebbe inizialmente di fenomeni rapidi e irregolari, più legati a infiltrazioni instabili che a una vera perturbazione organizzata. Non ci sarebbero minimi di bassa pressione al suolo, ma semplicemente un nuovo calo dei potenziali e una maggiore probabilità allo sviluppo dei temporali.

C’è anche l’opzione saccatura
Per chi non lo sapesse, in campo meteo la saccatura indica un’area di bassa pressione – più o meno vasta – associata ad aria più fresca e instabile. Se questa configurazione dovesse confermarsi, come il modello europeo lascia intendere, il fronte freddo collegato potrebbe riuscire a sfondare almeno sulle regioni settentrionali e su parte del centro.
In questo scenario aumenterebbe la probabilità di precipitazioni diffuse, temporali anche di forte intensità e un calo termico più sensibile, soprattutto al nord. Per il Meridione, invece, non ci sarebbero grandi cambiamenti. Va comunque sottolineato che si tratta di una tendenza meteo a lungo termine, ancora da confermare. Per adesso prendiamoci il fatto che per almeno sette giorni avremo sole e caldo per tutti, senza distinzioni.
Credit: (METEOGIORNALE.IT)
