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Caos meteo sull’Italia, tra grandine e neve al Nord e 35 gradi al Sud

I modelli ECMWF e GFS vedono un'Italia letteralmente spaccata in due per giorni

Giuseppe Proietti di Giuseppe Proietti
05 Mag 2026 - 12:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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(METEOGIORNALE.IT) Caos meteo totale sul nostro paese. Le condizioni del tempo saranno veramente molto differenti da regione a regione e si potrà delineare una fase ricca di sorprese. In questo articolo andiamo a scoprire l’evoluzione del tempo fino a metà maggio e cercare di capire quali sono i rischi che potremmo correre.

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Un’analisi un po’ tecnica

Prima di spiegare il tempo sulle nostre teste, cerchiamo di capire cosa succede a livello europeo. L’asse dell’alta pressione, che è stata per molto tempo la Penisola Iberica, si sposterà verso Levante, andando a coinvolgere il nostro meridione e i Balcani.

 

Così facendo, lascerà il Mediterraneo occidentale più esposto a correnti atlantiche, più umide e decisamente molto instabili. Questo tipo di evoluzione era già stato ipotizzato da diversi giorni, soprattutto grazie al fiuto dell’autorevole modello ECMWF, uno dei più avanzati al mondo in termini di tendenze meteo a medio e lungo termine.

 

Prepariamoci quindi a un mercoledì ricco di piogge e temporali al settentrione, con una bella dose di neve sulle Alpi. Parliamo all’incirca di imbiancate sopra i 1700-2200 metri, valori non certo eccezionali per il periodo. Ma pur sempre molto interessanti, anche perché ne cadrà veramente tanta nelle zone esposte a sud.

 

Le piogge delle prossime 96 ore sono molto interessanti, perché continua a esserci un rischio di forti temporali su Levante Ligure, alta Toscana e alcune zone delle Alpi. In particolare, proprio su queste ultime dovrebbe arrivare una generosa imbiancata, ovviamente a quote da tarda primavera.

 

L’evoluzione del tempo

Dopo le piogge abbondanti e i forti temporali che ci sono stati tra martedì 5 e la notte verso mercoledì 6, il grosso del maltempo si sposta dalle regioni nord-occidentali a quelle nord-orientali. Che cosa aspettarsi adesso?
Tra giovedì 7 e venerdì 8 ci sarà una modestissima tregua.

 

Le mappe previsionali indicano una situazione atmosferica caratterizzata da una certa variabilità, con molte nuvole sulle regioni del nord e la possibilità di qualche piovasco solo sulle zone alpine. Il riscaldamento diurno, ormai significativo perché siamo quasi in estate, sarà il motore per lo sviluppo di rovesci e temporali pomeridiani. Un classico di questo pattern meteo.

 

Chiariamo subito il concetto. Si tratterà per lo più di fenomeni isolati, non organizzati in sistemi temporaleschi estesi, generati dall’instabilità termica e favoriti dall’orografia del territorio. Le celle potranno svilupparsi rapidamente durante le ore più calde della giornata, scaricare un pochino d’acqua, magari sotto forma di rovescio di moderata o anche forte intensità, per poi dissolversi tranquillamente verso sera.

 

Ancora forte maltempo anche se il clou dovrebbe essere un pelino più a ovest dell’Italia. Questo comporterebbe rovesci e temporali solo sulle estreme zone nord-occidentali, mentre dal Po in giù non dovrebbe piovere praticamente nulla.

 

Un contesto climatico caldo

Nonostante questa instabilità locale, come è facile ipotizzare, le temperature continueranno a mantenersi su valori piuttosto elevati per il periodo. Le massime supereranno diffusamente i 25 gradi nelle pianure del Centro-Sud, con picchi che potranno raggiungere i 30 sul Tavoliere delle Puglie e nelle zone interne della Sicilia.

 

Anche al settentrione, bersagliato da piogge e temporali, non farà particolarmente freddo. Saremo sostanzialmente nelle medie, con delle massime Comunque non distanti dai 20 gradi anche nelle giornate di intenso maltempo. Per quanto riguarda i venti, prevarrà un regime di brezze lungo le coste, mentre si segnaleranno rinforzi localizzati di maestrale nelle aree esposte, come le Bocche di Bonifacio, e di scirocco nei canali attorno alla Sicilia.

 

Andiamo avanti con la previsione

Avvicinandosi al fine settimana del 9 e 10 maggio, ecco che arrivano nuovi colpi di scena. L’anticiclone delle Azzorre, molto ballerino e vivace in questo specifico periodo dell’anno, sembra destinato a espandersi nuovamente verso il Mediterraneo centrale. Ma potrebbe risultare insufficiente, perché il flusso umido di origine atlantica continuerà a coinvolgere le estreme regioni del nord, le Alpi e forse una parte degli Appennini.

 

In particolare, saranno ancora possibili temporali, anche piuttosto organizzati, su settori come il Piemonte settentrionale, la Lombardia e il Friuli-Venezia Giulia, dove le infiltrazioni umide potranno interagire con il riscaldamento diurno. Non sembra che ci siano le condizioni per forte maltempo sulle pianure, ma qui bisogna aspettare alcuni giorni per capire la divergenza dei modelli.

 

Andiamo a vedere cosa dice GFS

Il famoso modello americano, che puntualmente ci emette delle tendenze molto interessanti, evidenzia che, tra l’11 e il 15 maggio, emerge la possibilità di un rafforzamento dell’anticiclone africano, accompagnato da una risalita di aria molto calda verso il sud Italia.

 

Le temperature a circa 1500 metri di quota potrebbero raggiungere valori tra 18 e 22 gradi, davvero molto caldo! Questo potrebbe significare addirittura valori Sui 35 gradi tra ragusano, messinese, catanese e Tavoliere delle Puglie.

 

Se tutto fosse confermato, si tratterebbe della prima vera ondata di caldo della stagione, con caratteristiche davvero pienamente estive. Ma non dovunque. Perché, ancora una volta, rimane molto incerta la situazione nelle regioni settentrionali. C’è però l’opzione che anche qui arrivi il primo caldo. Se andiamo ad analizzare alcune emissioni americane, è possibile che l’isoterma 12-14 arrivi pure sulle Alpi, favorendo uno zero termico anche sopra i 3500 metri.

 

Rimonta anticiclonica a torno a metà mese secondo il modello americano, ma sarebbe qualcosa di piuttosto effimero…

 

Un ulteriore cambiamento

Ma sappiamo che maggio è uno dei mesi più ballerini in assoluto. Qui andiamo però nel campo delle proiezioni meteo a lunga distanza. Proviamo a vedere che cosa potrebbe accadere. Se ci fosse una profonda saccatura che riuscisse a penetrare decisamente sul Mediterraneo, potrebbero essere dolori. Questo perché, per la prima volta in questa stagione, avremmo temperature e condizioni igrometriche davvero molto estive, pertanto il carburante per i forti temporali sarebbe decisamente elevato.

 

Occhio quindi alle aree del Settentrione. Ma ovviamente non possiamo andare in ulteriori dettagli. Quello che emerge è che le regioni meridionali, molto probabilmente, resterebbero ai margini del peggioramento, ancora protette dall’anticiclone.

 

Concludiamo dicendo che vale sempre il seguente monito. Oltre i dieci giorni, l’affidabilità delle previsioni meteo diminuisce sensibilmente. Ecco perché sarà opportuno seguire i nostri aggiornamenti quotidiani per capire se effettivamente l’evoluzione del tempo seguirà questa linea.

 

Credit

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)

  • National Centers for Environmental Prediction (NCEP-GFS)

  • World Meteorological Organization (WMO)

  • Météo-France

  • Deutscher Wetterdienst (DWD) (METEOGIORNALE.IT)

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