
(METEOGIORNALE.IT) Ci siamo, manca pochissimo. Sta per arrivare l’atteso peggioramento per le regioni settentrionali, il primo davvero intenso da oltre un mese. Prepariamoci a un deciso cambio del tempo. Se fino ad ora il Nord ha ricevuto poca acqua, per giunta quasi sempre sotto forma di forti temporali, adesso sarà il bersaglio delle piogge. Situazione agli antipodi al Sud, che fino ad ora ha accumulato numerosi temporali e ora invece si appresta a vivere la prima vera ondata di caldo della nuova stagione.
I passi del maltempo
Già Lunedì 4 sono arrivate le prime piogge, ma attenzione alle prossime ore. Una vasta area depressionaria, alimentata da correnti di origine polare, si è già avvicinata sensibilmente alle nostre latitudini, dando inizio a una fase di maltempo diffuso che, per le regioni settentrionali, non si vedeva da metà Marzo. Questo perché le piogge di Aprile (non eccessive, anzi molto sotto media) sono cadute quasi tutte sotto forma di rovesci e temporali, anche intensi ma di breve durata. Ecco perché Aprile si è rivelato un mese dal forte deficit idrico: non estremo, ma comunque deciso.
Occhio alle prossime ore
Il momento più critico è atteso tra Martedì 5 e Mercoledì 6. ECMWF, GFS, UKMO e ICON vedono con grande chiarezza che le aree maggiormente colpite saranno le regioni settentrionali. Attenzione in particolare alla Liguria di Levante, al Piemonte, alla Lombardia, al Veneto e al Friuli, per poi estendersi alle alte zone centrali tirreniche come la Toscana e il Lazio.
In queste aree sono previste piogge intense e persistenti, con qualche temporale di forte intensità comunque probabile, anche se meno frequente rispetto ai fronti di Aprile. Completamente tagliato fuori il Sud Italia, che non sembra destinato a ricevere piogge significative, almeno fino al fine settimana.

Occhio ai pericoli
Uno degli aspetti che mantengono alta l’attenzione degli esperti riguarda la possibile persistenza dei fenomeni temporaleschi sulle stesse zone per diverse ore. Questa situazione potrebbe provocare accumuli di pioggia molto elevati in tempi brevi, con conseguenti rischi di allagamenti e criticità idrogeologiche.
Qualche numero: mancano ancora uno o due giorni, quindi è opportuno considerare questi dati con la dovuta cautela. Il modello ICON stima 180 mm, mentre ECMWF si ferma a 150 mm. Le aree più esposte sembrano essere la Liguria di Levante e l’alta Toscana. Stiamo parlando di quanto normalmente cade in più di un mese – ovvero 150 litri d’acqua per metro quadrato di superficie. Se si considera un’intera regione, la quantità d’acqua in gioco è davvero impressionante.
A quando una tregua?
Dopo una breve pausa prevista per Giovedì 7, grazie a un temporaneo aumento della pressione atmosferica, purtroppo la quiete non durerà: una nuova perturbazione è attesa per Venerdì. Questo secondo impulso instabile porterà ulteriori precipitazioni, ancora una volta soprattutto al Centro-Nord. E non è finita, perché – come si suol dire – non c’è due senza tre.
A partire da Domenica 10, guardando le tendenze meteo con la prudenza che la distanza temporale impone, una terza e potenzialmente più intensa perturbazione potrebbe raggiungere il Mediterraneo. Sarebbe ancora più sciroccale delle precedenti, il che significa una vera ondata di caldo al Sud e forti temporali al Nord.

Concludiamo dicendo una cosa importante
Parliamo di tendenze a 10 giorni, ma il quadro è chiaro. Nonostante la distanza temporale richieda ancora prudenza nelle previsioni di dettaglio, i modelli concordano nel delineare una fase di maltempo potenzialmente severa su gran parte delle regioni settentrionali e sulle alte tirreniche. Insomma, non ci annoieremo nei prossimi giorni; ma bisogna tenere alta l’attenzione sulle possibili criticità. Per questo invitiamo a seguire sempre gli aggiornamenti della Protezione Civile di riferimento, l’unico Ente Nazionale preposto all’emissione delle allerte meteo.
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