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I modelli meteo vedono caldo estivo tra fine Maggio e inizio Giugno

I modelli ECMWF e GFS indicano, nelle loro tendenze a lungo termine, l'inizio della stagione calda

Giuseppe Proietti di Giuseppe Proietti
11 Mag 2026 - 17:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Fino a circa il 20 maggio dovrebbe prevalere una configurazione meteorologica dettata dall’assenza pressoché totale dell’alta pressione. A partire però dall’ultima decade del mese, secondo il GFS, l’anticiclone tenterà progressivamente di riconquistare il Mediterraneo centrale, favorendo giornate più soleggiate e un aumento delle temperature, specialmente sulle regioni del Centro-Sud e sulle Isole Maggiori. È ancora presto per fornire ulteriori dettagli, ma è possibile che si profilino le prime vere giornate di stampo estivo, soprattutto nelle aree centrali e in quelle meridionali.

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C’è però un indice molto importante che vogliamo illustrare in questo articolo. Le ultime elaborazioni dei suddetti modelli mostrano un rapido calo della NAO verso valori prossimi allo zero entro il 21 maggio. Che cosa significa? Che proprio nei prossimi dieci giorni vi sarà una grande facilità nell’avere perturbazioni organizzate in area mediterranea. Quando ciò accade, le grandi piogge atlantiche riescono a penetrare più facilmente verso l’Europa occidentale e il Mediterraneo: sono loro a comandare, non l’anticiclone. Anche a fine mese il promontorio africano proverà a inglobarci, ma avrà molta difficoltà nello stabilizzare il tempo.

 

Si vedono i primi segnali di stabilità più diffusa solo dopo il 20 maggio. Da lì in poi il mese potrebbe chiudere con sole e caldo per tutti. Ma è ovviamente un’ipotesi che dovrà essere confermata nei prossimi periodi.

Cosa comporta per noi

Non è possibile fornire dettagli meteorologici precisi, ma si può quantificare un aumento dell’instabilità, soprattutto nelle zone montane e pedemontane, con temporali diffusi, più frequenti durante le ore pomeridiane. La configurazione sarebbe quella tipica dei forti temporali di fine primavera: aria fredda nei medi strati della troposfera, temperature elevate al suolo e notevole energia disponibile per lo sviluppo convettivo. In simili contesti, non si parla di grandi perturbazioni organizzate, ma di instabilità latente capace di sfornare rovesci e temporali anche di una certa intensità. È un rischio da tenere in conto, perché ormai l’estremizzazione meteoclimatica è davvero sotto gli occhi di tutti.

 

Proprio su questo tema, possiamo aprire il capitolo del Riscaldamento Globale. Le stagioni sono sempre più altalenanti, capricciose e improvvise, con rapide alternanze tra caldo anomalo e improvvisi peggioramenti, anche freddi e soprattutto molto intensi. Le configurazioni atmosferiche diventano più esasperate: spesso si passa nel giro di pochi giorni da condizioni quasi estive a situazioni pienamente instabili e perturbate. È un po’ quello che è accaduto tra il 9 e il 10 maggio, quando in Valle Padana il 9 maggio si sono registrati 25°C diffusi e il 10 maggio appena 14-15°C – una decina di gradi in meno nell’arco di 24 ore.

 

Questa mappa indica le anomalie di quota di geopotenziale secondo il modello europeo ECMWF. Sta a significare che, almeno fino al 20 maggio, non abbiamo alcuna possibilità di tempo stabile, caldo e soleggiato sul nostro paese. Solo verso la terza decade del mese potremmo avere un miglioramento, ma ovviamente ne riparleremo nei prossimi articoli.

 


Un altro indice essenziale

Dando uno sguardo alle analisi sul mese di giugno, gli indici atmosferici mostrano una lenta risalita della NAO verso valori positivi, il che favorirebbe la possibilità di scenari meteorologici più stabili e soleggiati.

 

Ed è proprio qui che potrebbe iniziare la vera estate. Con il consolidamento dell’alta pressione subtropicale, il caldo potrebbe intensificarsi progressivamente, aprendo la strada alle prime ondate di calore significative della stagione. Sappiamo ormai che anche giugno, a differenza di come era un tempo, sa essere un mese estremamente caldo e stabile.

 

Sarà opportuno monitorare anche il cosiddetto ITCZ, il Fronte Intertropicale di Convergenza, spesso trascurato nel dibattito meteorologico europeo ma fondamentale per comprendere l’evoluzione climatica del Mediterraneo. La posizione dell’ITCZ interessa indirettamente anche l’Italia: un fronte mediamente più settentrionale tende a rafforzare la convezione tropicale sul Sahel e, di conseguenza, la Cella di Hadley. In pratica, quando quest’ultima è molto attiva, aumenta la probabilità di avere anticicloni africani persistenti; viceversa, quando è più debole, tendono a prevalere le correnti atlantiche, umide e perturbate.

 

Come si vede, anche chi non ama pioggia e brutto tempo deve semplicemente attendere qualche settimana. Da fine mese e in particolare con l’inizio di giugno arriveranno le prime vere condizioni meteorologiche di stampo prettamente estivo.

 

Attualmente il livello dell’itcz è ancora piuttosto basso e quindi è raro che ci siano ondate di calore precoci. A tal proposito, si può notare la facilità con cui riesce a piovere sul nostro paese in questo periodo.

 

Analizzare per bene il ruolo dell’itcz è essenziale. Più questo indice è elevato in latitudine e maggiori sono le possibilità di avere ondate di calore.
Fonte: https://www.cpc.ncep.noaa.gov/products/international/itf/itcz.shtml

Credit:

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts: previsioni stagionali e NAO
  • WMO – World Meteorological Organization: eventi estremi e clima 2025
  • WMO – Alluvioni e precipitazioni estreme nel Mediterraneo
  • Nature/PMC – Cambiamento climatico e alluvioni lampo nel Mediterraneo occidentale
  • University of Washington – ITCZ, Cella di Hadley e cambiamento climatico

  (METEOGIORNALE.IT)

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