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      Home » I 40°C entro i primi di Giugno: i modelli vedono un Mediterraneo rovente
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      I 40°C entro i primi di Giugno: i modelli vedono un Mediterraneo rovente

      Ecco di quali modelli matematici si tratta e perché potrebbe arrivare la canicola

      Ivan Gaddari
      Ivan Gaddari
      Pubblicato: 21/05/2026
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      4 Min Lettura
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      Ebbene sì, è un’ipotesi. Ovviamente andrà valutata, pesata, analizzata. Ovviamente andrà presa seriamente in considerazione, d’altronde a quel punto saremo ufficialmente in Estate (1 Giugno, così come vuole il calendario meteorologico)

       

      Ed allora eccoci qui, a discutere – seriamente – della prima rimonta anticiclonica africana. Subtropicale o africana, scegliete voi, il risultato non cambia. Perché alla fin dei conti sta già per cominciare, come ben saprete nel corso del weekend assisteremo a un netto miglioramento del tempo o meglio, assisteremo a un consolidamento in grande stile dell’Alta Pressione.

       

      Vero è che su alcune regioni potrebbero verificarsi locali disturbi temporaleschi. Vero è che al Sud potrebbero verificarsi insidie temporalesche ben più consistenti nel corso della prossima settimana. Ed è chiaro, quindi, che la goccia fredda orientale potrebbe rappresentare una spada di Damocle enorme sull’esito del consolidamento anticiclonico.

       

      Ma qui si sta discutendo dei primi di Giugno, allorquando alcuni centri di calcolo internazionali lasciano intravedere un’Alta Pressione di ben altro spessore. Un vero e proprio promontorio subtropicale che potrebbe insediarsi sul Mediterraneo centrale, approfittando probabilmente di una goccia fredda oceanica in approfondimento a ridosso della Penisola Iberica.

       

      Verrebbe da dire “la solita configurazione barica estiva”. Quella che per intenderci nella famigerata Estate del 2003 rappresentò la vera novità barica del nuovo millennio: la lacura barica iberica. I meno giovani se la ricorderanno, più che altro ricorderanno gli effetti devastanti dal punto di vista termico.

       

      Fu un’Estate tremenda, che in qualche modo segnò l’inizio di due decenni dominati – spesso e volentieri – dall’Anticiclone Africano. Chiaro, parliamo dell’Estate, tuttavia è giusto evidenziare che tale struttura anticiclonica non disdegna sortite improvvise anche in altri periodi dell’anno.

       

      Tornando a Giugno: il rischio c’è. Il fatto che alcuni autorevoli modelli matematici fiutino quel tipo di situazione è un indizio. Se continueranno ad arrivare indizi certificheranno la prova. La prova del fatto che l’Estate è pronta ad accelerare. La prova del fatto che anche quest’anno sentiremo parlare di canicola, calura, afa, solleone.

       

      Termini che negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere e che nel corso delle prossime settimane – siamo pronti a scommettere – torneranno in auge.

       

      Volendo andare più nel dettaglio: nel corso della prima settimana di Giugno s’intravede una di quelle impennate termiche capaci di portare le temperature massime ben oltre 35°C. Forse, il condizionale in questi casi è d’obbligo, di indirizzare i termometri verso i primi 40°C dell’anno. Perché parliamo di temperature di circa 20°C a 1500 metri di quota, termica che solitamente si traduce in quel tipo di caldo.

       

      Addirittura su alcune regioni – come la Sardegna, forse anche la Sicilia – si potrebbe andare ancora più su. Ed ecco quindi che la soglia dei 40°C non rappresenterebbe più un problema.

       

      Giusto però ribadire un concetto essenziale: è un’ipotesi. In quanto tale andrà rivista nei prossimi 7-10 giorni, ovvero in quel range temporale che renderà un trend evolutivo una previsione ormai certificata. Soltanto a fine Maggio, quindi, saremo in grado di sciogliere definitivamente le riserve.

       

      Soltanto a fine Maggio, quindi, saremo in grado di capire se il primo vero assalto anticiclonico sarà capace di rendere l’Estate rovente. Da subito, senza perdere tempo.

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