
(METEOGIORNALE.IT) Come oramai tutti sanno, stiamo vivendo una fase meteo estremamente anomala per il periodo. Tra Spagna, Francia e Regno Unito sono già centinaia i primati termici battuti, sia nelle temperature massime sia in quelle minime. Si tratta di un fenomeno che negli ultimi anni si sta ripresentando con frequenza crescente in molte aree del pianeta, Europa e Italia incluse.
Quanto gioca il cambiamento climatico?
Di fronte a episodi di questo tipo, sono sicuro che molti di voi avranno pensato almeno un momento a questa domanda. La risposta richiede una distinzione importante tra meteorologia e clima, due concetti collegati ma profondamente diversi tra loro.
L’ondata di caldo attuale nasce innanzitutto da una particolare configurazione atmosferica: qualcosa che, molto probabilmente, poteva accadere in maniera occasionale anche qualche decennio fa. Sull’Europa si è espanso un robusto promontorio anticiclonico subtropicale, alimentato da aria molto calda in quota proveniente dalle basse latitudini. La presenza dell’alta pressione favorisce cieli sereni, forte irraggiamento solare e moti discendenti dell’aria, che si surriscaldano ulteriormente per compressione. Fin qui non c’è nulla di ignoto: le ondate calde sono sempre esistite nel corso dei decenni.
E allora qual è la novità?
Il Riscaldamento Globale modifica profondamente il contesto in cui queste configurazioni si originano e, soprattutto, si sviluppano. In sé e per sé, si tratta di un semplice aumento delle temperature medie a livello mondiale. Detto in parole povere, non crea dal nulla le ondate di calore, così come non elimina improvvisamente il freddo.
La variabilità atmosferica continua a esistere e continuerà a caratterizzare il clima anche in futuro – ma con alcune variazioni importanti. Le anomalie calde saranno sempre più marcate, quelle fredde parallelamente sempre più contenute.
Eppure faceva freddo pochi giorni fa
Verissimo. Basti pensare che, proprio a metà Maggio, il continente europeo era alle prese con qualcosa di opposto: si parlava persino di nevicate tardive e temperature inferiori alle medie stagionali fino a quote relativamente basse. Spesso i non addetti ai lavori usano il primo episodio freddo per mettere in discussione il Global Warming. Qui ci si sbaglia.
Questi episodi non contraddicono affatto il Riscaldamento Globale, perché il clima non evolve in modo lineare giorno dopo giorno. Alla lunga, le temperature sono comunque destinate a salire, anche se occasionalmente farà ancora molto freddo.
Ed è proprio qui che entra in gioco il cambiamento climatico
L’aumento della temperatura media globale sta progressivamente spostando l’equilibrio del sistema atmosferico verso valori più elevati. Come logica conseguenza, le ondate di caldo risultano oggi più frequenti, intense e durature rispetto al passato, con un peso molto maggiore rispetto a quelle fredde.
Configurazioni atmosferiche simili a quelle osservate decenni fa riescono oggi a produrre temperature ben più alte di un tempo: ecco perché un blocco anticiclonico odierno non solo è più intenso di quelli passati, ma parte già da un’atmosfera più calda. Se un secolo fa un anticiclone africano poteva portare al massimo 35°C in Valle Padana, oggi in casi estremi ne può portare fino a 42°C. Eppure le configurazioni, grosso modo, sono le stesse.
Parliamo anche della precocità
Questo è un altro aspetto molto allarmante. Eventi così estremi come quello attuale, che si manifestano già alla fine di Maggio, rappresentano un segnale molto forte verso il riscaldamento. Le stagioni tendono sempre più spesso ad anticipare alcune caratteristiche tipiche dell’estate piena. E allora sorge spontanea una domanda.
Come sarà l’estate se fa già così caldo?
Come detto in più occasioni, non esiste una legge di compensazione o di proporzione. Un’ondata di calore estrema adesso non implica necessariamente che ci sia per tutta l’estate: si ragiona comunque per tendenze e scenari meteorologici. Ciò non toglie che, volendo azzardare una previsione, sarebbe molto più probabile un’estate bollente piuttosto che una fresca, indipendentemente dal tipo di Maggio vissuto.
C’è anche un altro aspetto che vale la pena approfondire
Forse non tutti sanno che anche le condizioni del suolo stanno giocando un ruolo importante nell’accentuare il caldo. In molte regioni dell’Europa occidentale i terreni si presentano già piuttosto secchi: l’inverno è stato discreto, mentre la primavera calda e poco piovosa.
Quando il suolo contiene poca umidità, una quota minore dell’energia solare viene utilizzata per l’evaporazione dell’acqua. Di conseguenza, una parte maggiore di quell’energia fa aumentare notevolmente le temperature negli strati vicinissimi al suolo. Un meccanismo simile può amplificare sensibilmente le ondate di calore, soprattutto durante le fasi anticicloniche persistenti: terreni più secchi favoriscono temperature più elevate, e temperature elevate contribuiscono a disseccare ulteriormente il suolo.
Se da un lato il caldo risulta più torrido e meno afoso, dall’altro un contenuto di vapore acqueo molto scarso fa salire i termometri in misura ancora maggiore durante le ore diurne. Ecco perché avere una primavera piovosa è fondamentale, e auspicare un caldo estivo precoce si rivela sempre un’arma a doppio taglio.
Credit: (METEOGIORNALE.IT)
