Andrea Meloni ha intervistato Davide Santini sull’ondata di calore eccezionale che sta interessando l’Europa in questi giorni. Non si tratta più di qualcosa di isolato o sporadico. È un evento meteo che sarebbe stato assolutamente eccezionale fino a pochissimi decenni orsono e che invece adesso rientra praticamente nelle medie. Santini ci spiega quanto sia anomalo e preoccupante questo pattern meteorologico.
Come mai avere queste temperature così elevate è anomalo in Maggio?
Intanto le anomalie sono molteplici. La prima è la precocità. Siamo soltanto sul finire della Primavera meteorologica e già ci sono mappe da pieno Luglio. I valori termici sono decisamente sopra le medie, sia nelle minime sia nelle massime, in particolare nelle regioni centro-settentrionali. Ma non è tutto. In molte regioni europee, a titolo di esempio, nei prossimi giorni si potranno raggiungere temperature decisamente anomale per il mese di Maggio, con valori che potrebbero persino stabilire nuovi record storici mensili. Possiamo parlare di Francia, Spagna e soprattutto Regno Unito.

Lo sbalzo termico e i rischi per la salute
Assolutamente sì, lo sbalzo è davvero notevole. Oltretutto, non dimentichiamoci una cosa importante: le prime ondate di calore tra la tarda Primavera e l’inizio dell’estate sono tra le più difficili da affrontare, sia per gli ecosistemi sia per la salute delle persone.
I motivi sono essenzialmente due. Il corpo umano, infatti, non ha ancora avuto il tempo di adattarsi gradualmente alle alte temperature, quindi avere 35°C adesso è ben diverso che averli dopo quattro settimane di temperature più o meno estive. E non dimentichiamoci poi della vegetazione, già in stress, con numerose settimane davanti in cui la calura può rivelarsi opprimente.
Perché fa già così caldo in questo periodo?
Negli ultimi decenni, il Riscaldamento Globale ha innalzato la temperatura media dell’atmosfera in tutte le stagioni, ma è probabilmente in quella calda che questi stravolgimenti risultano più evidenti. Se da un lato simili anomalie capitano anche nel cuore dell’inverno, dall’altro vengono spesso accolte dai più come un gradevole anticipo di primavera – magari anche un risparmio nella bolletta del riscaldamento. Quando invece si verificano nel cuore dell’estate, sono dolori.
Quando si instaurano configurazioni di blocco – ovvero anticicloni persistenti o le cosiddette “cupole di calore” – il caldo riesce a intensificarsi molto più facilmente rispetto al passato. In queste situazioni l’aria calda rimane bloccata nei bassi strati per giorni o settimane. Quindi non si tratta soltanto di precocità, ma anche di persistenza: non sono tre o quattro giorni sui 30°C, ma si rischiano intere settimane con valori ben al di sopra di quella soglia. E questo è oggettivamente un problema.

Dobbiamo conviverci?
Purtroppo sì, e anzi bisogna proprio allenarsi a questo nuovo clima. Dal punto di vista di Santini, che riprende peraltro la maggior parte delle opinioni degli esperti in materia, questi eventi non sono più considerati eccezioni isolate, bensì parte di una nuova normalità climatica. C’è però di peggio. La crescente frequenza delle ondate di calore rappresenta uno dei segnali più evidenti del cambiamento climatico in atto.
Se il clima fosse statico, ci abitueremmo a queste ondate così come sono. Ma poiché il Global Warming non accenna a diminuire e la politica internazionale non fa praticamente nulla per mitigarlo, le condizioni meteoclimatiche del futuro saranno ancora peggiori di quelle attuali. Ecco perché è necessario un adattamento e una cooperazione a livello mondiale.

Credit:
- World Meteorological Organization (WMO) – Heat and health
- Copernicus Climate Change Service (C3S) – European State of the Climate
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NASA Earth Observatory – Global Temperature
- Nature Climate Change – Escalating heat extremes