(METEOGIORNALE.IT) La possibilità di una “rivolta dell’estate”, caratterizzata da interruzioni ripetute causate da gocce d’aria fredda, rappresenta un’ipotesi che non può essere completamente scartata dai nostri orizzonti meteorologici. È vero che ci troviamo ancora soltanto nella fase iniziale della stagione estiva, e questo ci porta inevitabilmente a interrogarci: siamo davvero certi che dovremo sopportare un’intera stagione caratterizzata da temperature caldissime e opprimenti? La risposta, per fortuna, non è così scontata come potrebbe sembrare a prima vista.
L’influenza dell’Oceano Atlantico è davvero totalmente sparita dalla nostra equazione meteorologica? Personalmente, direi di non sottovalutare mai la sua importanza fondamentale nel determinare le sorti climatiche europee. Stiamo parlando di un mare di dimensioni immense, capace di produrre variazioni climatiche imponenti che possono influenzare profondamente anche il tempo estivo delle nostre regioni, riuscendo a contrastare persino il più temerario anticiclone africano quando le condizioni atmosferiche lo permettono.
È indubbiamente vero che l’alta pressione africana in questa fase storica sembra prevalere nettamente, dominando incontrastata i nostri cieli e forse chiudendo temporaneamente la strada all’eventuale arrivo di quelle benefiche gocce d’aria fredda che potrebbero offrire sollievo alla situazione attuale. Anzi, questa predominanza sta paradossalmente peggiorando la situazione della calura, perché sta scaldando a dismisura i nostri mari e, di conseguenza, offrendo energia supplementare alle prossime possibili infiltrazioni fredde o alle eventuali future perturbazioni di origine oceanica.
Ma ecco il punto interessante: l’Oceano Atlantico sta dimostrando in questa fase di poter ancora offrire condizioni climatiche fresche in determinate aree geografiche. A largo della Penisola Iberica si registra un clima decisamente fresco, con correnti d’aria che da nord scendono continuamente verso sud, creando condizioni meteorologiche che sembrano appartenere a un’altra stagione. Sull’Isola di Madeira e sulle Canarie, pur essendo posizionate geograficamente a sud dell’Italia, si registrano temperature diurne di ben 10°C inferiori rispetto a quelle che stiamo sperimentando nelle nostre città.
Nessuna ondata di calore è all’orizzonte per queste isole atlantiche, e nelle Canarie non è previsto alcun evento meteorologico di Calima, quel fenomeno che trasporta polvere sahariana e calore soffocante dal continente africano, creando condizioni atmosferiche particolarmente opprimenti per il loro clima generalmente mite. Sembrerà strano, ma l’osservazione attenta del tempo meteorologico in quelle isole remote ci permette di intuire i movimenti delle grandi masse oceaniche e di comprendere meglio le dinamiche atmosferiche su larga scala.
In quelle zone si sta facendo gradualmente strada una nostra vecchia conoscenza meteorologica: l’Alta Pressione delle Azzorre, una configurazione atmosferica completamente diversa da quella che sta attualmente dominando l’Italia. Si tratta di una figura barometrica assolutamente non stazionaria, dinamica e variabile, che nelle stesse isole Azzorre lascia passare periodicamente fronti perturbati, permettendo precipitazioni regolari. Lo immaginavate che proprio nelle Azzorre, che danno il nome a questo tipo di alta pressione, ci sono piogge regolari?
È fondamentale comprendere che l’Alta Pressione delle Azzorre non ha assolutamente niente a che fare con il mostruoso anticiclone africano che sta attualmente caratterizzando il nostro clima. Quest’ultimo nasce e si alimenta direttamente dai caldissimi suoli africani del Sahara, dove, ed è importante ricordarlo, non esistono sufficienti stazioni meteorologiche per comunicarci con precisione quanti gradi ci sono realmente, costringendoci a basarci principalmente su stime e proiezioni matematiche.
Non voglio certo invitarvi a sognare un’estate completamente fresca, perché sarebbe irrealistico e fuorviante, ma desidero sottolineare che alle nostre latitudini geografiche, dopo un giugno caratterizzato da questo caldo esasperante e malato, si potrebbe effettivamente illuminare in fondo al tunnel una luce di speranza verso condizioni climatiche meno aggressive e meno torrida. Questo scenario in Italia è già avvenuto diverse volte nel passato, creando estati che, pur iniziando con ondate di calore intense, si sono poi evolute verso condizioni più sopportabili.
Certamente questi episodi di moderazione climatica estiva erano più frequenti nel periodo che va fino al 2010, mentre negli anni successivi si è sempre più spesso palesato questo mostruoso anticiclone africano che ha trasformato le nostre estati in prove di resistenza climatica. Tuttavia, la dinamicità dell’atmosfera terrestre e la complessità delle interazioni oceaniche lasciano sempre aperta la porta a cambiamenti che potrebbero sorprenderci positivamente, restituendoci almeno parte di quell’estate mediterranea che caratterizzava il nostro clima tradizionale. (METEOGIORNALE.IT)

