Meteo: doppio colpo di freddo dalla Russia nei prossimi 15 giorni
Prima di effettuare la tendenza meteo dei prossimi giorni, vogliamo fare un focus su quello che sta accadendo. Nel settore meridionale dell'Europa,
- Invece più a Oriente…
- Il mirino sull’Italia
- Ma potrebbe essere ancora attenuato
- Verso la fine della seconda decade
- Che colpi di scena
- E la situazione non sembra certo migliorare
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Prima di effettuare la tendenza meteo dei prossimi giorni, vogliamo fare un focus su quello che sta accadendo. Nel settore meridionale dell’Europa, soprattutto su Penisola Iberica e Francia, stiamo assistendo a una decisa spinta dell’anticiclone africano.
È la prima volta che ne vediamo uno così robusto in questo 2026. Oltretutto, riuscirà ad allungarsi anche verso la nostra penisola, sebbene con un’intensità decisamente più smorzata rispetto a quella che infiammerà i territori spagnoli e portoghesi.
Invece più a Oriente…
Volgendo lo sguardo verso l’Europa orientale e settentrionale, i modelli matematici ci offrono un’istantanea a dir poco clamorosa. Un imponente anticiclone di blocco, posizionato sulla Scandinavia, lavorerà quasi a braccetto con una profonda area di bassa pressione collocata a sud-est della Regione moscovita.
Questa configurazione sinottica innescherà un massiccio trasferimento di masse d’aria gelida che invaderanno nazioni come la Polonia e la Repubblica Ceca. Sarà davvero un’ondata di freddo invernale nel cuore della Primavera.
Il mirino sull’Italia
Anche se in parte attenuato, questo potente lago gelido ci piomberà addosso. Le proiezioni indicano che, intorno al 10 e 11 aprile, la nostra penisola subirà in pieno gli effetti di questa irruzione. Le conseguenze si tradurranno in un crollo verticale delle temperature, soprattutto nelle minime. Il freddo colpirà in modo particolarmente severo il Nord Italia.
L’ingresso delle correnti da est, infatti, farà sì che l’aria gelida non debba scavalcare l’ostacolo naturale dell’arco alpino nella sua prima fase, riversandosi direttamente sulle pianure. Assisteremo a un brusco abbassamento termico, con valori termici che nelle vallate alpine potrebbero sfiorare lo zero. Un fenomeno peraltro già osservato in Pianura Padana di recente.
Ma potrebbe essere ancora attenuato
Come detto, questa incisiva ondata di freddo non sembra destinata a coinvolgere in modo significativo il Centro-Sud Italia. Le intense perturbazioni atlantiche e le depressioni più profonde latiteranno, lasciando le regioni tirreniche e le isole maggiori, anche questa volta, senza piogge significative.
Al Nord, invece, le precipitazioni abbondanti dovrebbero farsi sentire: la climatologia del mese di aprile vede solitamente il picco massimo della piovosità primaverile su queste aree. Ma probabilmente pure stavolta le piogge non dovrebbero essere granché abbondanti. Anzi, potremmo rischiare lo stesso freddo sterile e secco. Che da un lato lima le anomalie termiche, ma da quell’altro non apporta le dovute scorte idriche.
Verso la fine della seconda decade
Spingendoci più in là con l’orizzonte temporale, nella seconda metà del mese potrebbero riaccendersi nuovi contrasti. Potrebbe ripetersi un’altra manovra che stiamo per vivere. Ancora correnti nord-orientali, fredde e secche. Si ripeterebbe il copione già visto.
Questa nuova pulsazione calda finirà probabilmente per lambire le nostre regioni meridionali, mentre il freddo punterà nuovamente la bussola verso il Nord Italia. Trattandosi di un orizzonte previsionale ancora distante, l’esatta traiettoria di queste masse d’aria dovrà essere ricalibrata nei prossimi giorni. Ciò non toglie che il pattern meteo sia piuttosto ripetitivo. E che cosa ne consegue?
Che colpi di scena
Come già scritto in altre occasioni, la primavera non assomiglia a quello che ci aspetteremmo. Tanti colpi di coda tardivi, anticipi di estate e precipitazioni che non riescono più a essere diffuse e omogenee come un tempo. È il segno inequivocabile che la stagione estiva è letteralmente dietro l’angolo.
Generalmente, giugno decreta l’avvio del clima estivo, anche se al Nord le ondate di calore vengono spesso interrotte e mitigate dai temporali. Quest’anno, però, c’è un elemento tenere in conto. Non ci sono precipitazioni omogenee e diffuse da oltre tre settimane in Valle Padana.
E la situazione non sembra certo migliorare
Se le piogge dovessero continuare a mancare, il Settentrione potrebbe andare incontro a una stagione estiva molto secca come precipitazioni e anche come umidità dell’aria. Questo vorrebbe dire meno afa, ma anche massime più elevate.
Per ora non facciamo alcun tipo di allarme. Però ricordiamoci che le precipitazioni servono ancora. Non è utile avere tre mesi iper piovosi e poi nove mesi molto secchi. Meglio che le condizioni meteo di stampo piovoso siano ben distribuite durante l’anno.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE
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