
(METEOGIORNALE.IT) Anomalie rosso fuoco per le temperature di maggio! Purtroppo non emergono novità brillanti per il prossimo mese. In questo articolo andiamo ad analizzare le tendenze meteo per l’ultimo step primaverile, a cura dell’autorevole modello CFSv2 della NOAA.
Ci apprestiamo infatti a vivere un mese caratterizzato dalle ennesime anomalie calde, con lunghi periodi di clima estivo interrotti bruscamente da violenti temporali. Un po’ come sta succedendo in questa seconda parte del mese di aprile.
Anomalie di oltre due gradi
La prima e più evidente caratteristica del prossimo mese di maggio sarà un’impennata termica di assoluto rilievo. Secondo i dati attuali, la prima metà del mese sarà dominata da temperature che si posizioneranno stabilmente ben al di sopra della media climatologica del periodo.
Addirittura è possibile che si superino i 2 gradi medi a livello mensile sul nostro paese. Sappiamo che per i non addetti ai lavori può sembrare un valore abbastanza irrisorio. Ma vi garantiamo che non è affatto così. Risultano un’enormità su scala nazionale.
Cupola di calore anomalo
Le regioni destinate a subire le anomalie più pesanti sembrano essere quelle del comparto alpino, dove lo zero termico arriverà a valori tipici estivi. Ma attenzione che il resto della Penisola non sarà da meno. Come sempre accade in questi casi, la persistente presenza di una robusta area di alta pressione garantirà cieli sereni e un irraggiamento solare intenso. In questo pattern meteo, è facile intuire che ci saranno le prime vere ondate di caldo.

Ma attenzione al rovescio della medaglia…
Ricordiamo che in codesti casi capita sempre un lato oscuro. Che spesso sfugge ai più. Il calore anomalo accumulato nei bassi strati dell’atmosfera fungerà da enorme serbatoio di energia. Pronta a esplodere quando arriva un’ondata di maltempo oceanico.
Come già osservato in queste ultime giornate di aprile, rimarrà molto alta la probabilità dei cosiddetti scambi meridiani. Stiamo parlando di corpose discese fredde fino a latitudine Mediterranee e importanti risalite di aria calda alle alte latitudini.
Ecco i violenti temporali
Sarà proprio il violento contrasto termico tra i freschi e instabili “spifferi” in quota e il catino rovente formatosi nei bassi strati a fungere da innesco perfetto la nascita di violenti tempo. Sono già successi tra il 19 e il 20 aprile.
E ovviamente, aree maggiormente esposte a questo tipo di fenomenologia meteo violenta, saranno le zone pedemontana e la Valle Padana, l’area che in assoluto tra aprile e settembre gode dei temporali più violenti dell’intero stivale.

Credit
