
(METEOGIORNALE.IT) L’Europa è terra di uno scontro meteo davvero curioso. Una sorta di braccio di ferro barico, diciamolo pure, tra le umide correnti oceaniche e la tenacia dell’alta pressione. Le protagoniste sono sempre le stesse: le saccature, ovverosia quei corridoi di aria instabile in arrivo dall’Atlantico, cariche di perturbazioni, e l’anticiclone, piuttosto potente anche se non invincibile. Viene da chiedersi: chi la spunterà alla fine?
L’anticiclone tiene botta ancora per qualche giorno
Allo stato attuale delle previsioni meteo, la bilancia pende decisamente a favore della stabilità. L’anticiclone sembra possedere una forza piuttosto considerevole, capace di parare i colpi del maltempo almeno fino a martedì 10.
Ne consegue che risulta complicato, per i sistemi perturbati nord-atlantici, sfondare con decisione. Le perturbazioni verrebbero confinate verso le Isole Maggiori, dove in effetti è atteso un episodio piovoso nella giornata di venerdì 6.
In questa prima fase, l’alta pressione si dimostra una barriera efficace, limitando l’azione delle saccature e impedendo loro di estendersi in modo organizzato sul resto della Penisola. Maltempo quindi praticamente solo sulla Sardegna. Sicilia sfiorata e altrove poco o nulla.

Dopo il 10 marzo
Superata la prima decade, lo scenario meteorologico si fa decisamente più incerto. I principali modelli matematici di previsione faticano a trovare una linea comune, delineando una situazione di forte contrapposizione. Il modello europeo vede una nuova ingente perturbazione che va andrà a finire verso la Spagna.
Quello americano invece un maggiore coinvolgimento di precipitazioni. Ma in ogni caso, sarebbe un’altra occasione dove precipitazioni associate rischierebbero di fermarsi, di impantanarsi solo sulle regioni dell’estremo ovest. Poiché ostacolate dalla persistenza di quel muro anticiclonico che agisce da scudo a qualunque tipo di cambiamento.
Terra di nessuno
L’Italia, in questo contesto, si troverebbe in una sorta di lacuna barica. Succederà poco, senza avere belle giornate di sole né delle perturbazioni organizzate. Pochissime le probabilità di qualche cambiamento. Il modello americano fiuta una remota ipotesi di un’interazione tra aria fredda da est e saccature atlantiche, il tutto sotto la protezione dell’anticiclone.
Cosa trarre da tutto questo? Le medie degli ensemble ci suggeriscono di non sottovalutare la tenacia dell’anticiclone, che si sta mostrando capace di contenere, almeno parzialmente, l’irruenza delle saccature oceaniche. Ma su una cosa i modelli meteo convergono. Non ci sono le condizioni per un ritorno ingente né di piogge né di freddo.

