
(METEOGIORNALE.IT) La prima decade di marzo è letteralmente una noia meteo. La seconda sarà un po’ più vivace? La risposta potrebbe essere più difficile del previsto. I principali modelli di calcolo concordano su una svolta imminente della circolazione atmosferica.
Ma aumentano le domande. Quando cambierà esattamente il pattern europeo? Con quale forza? Sarà un ribaltone oppure solo qualche temporale qua e là? E, soprattutto, come risponderà il Mediterraneo? Cerchiamo di dare qualche risposta, analizzando le opzioni dei due principali modelli meteorologici mondiali.
Cominciamo dal primo
Analizziamo il famoso modello ECMWF. Il quale propone una prospettiva instabile. Un peggioramento non particolarmente intenso, ma comunque presente. La media degli ensemble parla chiaro, indicando il ritorno di alcune piogge, probabilmente un pochettino più organizzate.
Cosa notiamo sulle carte? La formazione di un nuovo canale depressionario piazzato proprio sul Mediterraneo centrale. Sia chiaro. Non ci sono le condizioni per un blocco atmosferico. Non dovrebbero esserci precipitazioni per giorni. Se questa linea fosse confermata, vivremmo un rapido assalto perturbato. Le mappe del 16-17 marzo mostrano questa configurazione, con il maltempo che prende di mira il nostro bacino.

L’altra opzione: correnti asciutte e solo qualche rovescio
Viceversa, il modello GFS propone un copione totalmente diverso, decisamente più asciutto per l’Italia e per buona parte dell’Europa meridionale. Anche in questa simulazione la corrente a getto frena, ma ma in maniera molto lenta. E soprattutto indicativamente intorno al 20 marzo.
C’è da analizzare una cosa importante. L’eventuale percorso delle saccature atlantiche, in questo caso, non riuscirebbe a sfondare verso sud. Niente piogge strutturate, solo tanta variabilità senza precipitazioni rilevanti. Qualche rovescio possibile nelle zone più esposte, ma davvero poco conto. Guardando le mappe attorno al 15 Marzo, si nota l’alta pressione ancora ben salda. Solo successivamente il flusso cede un po’, lasciando entrare aria frizzante, ma non troppo utile per quanto riguarda le piogge diffuse.

I motivi dietro tali divergenze
Come mai accadono certe cose? C’è una responsabile. Parliamo della corrente a getto. In marzo questo fiume d’aria rallenta fisiologicamente, iniziando a serpeggiare e a creare anse profonde. La causa primaria, manco a farlo apposta, è l’indebolimento del Vortice Polare, che rimescola inesorabilmente le carte tra le alte e le medie latitudini.
È lui che detta legge. E dalle sue risposte dipende tutto il tempo dell’Europa. Una minima esitazione del getto, magari un po’ più forte o debole di quanto paventato, potrebbe letteralmente far stravolgere le previsioni meteo. O sprofonda un’eventuale saccatura, scatenando insidiose ciclogenesi sui nostri mari, oppure le masse d’aria sfilano a nord. Lasciandoci a secco ancora una volta.

