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Le PIOGGE di metà mese sull’Italia: le ipotesi di due modelli meteo a confronto

Davide Santini di Davide Santini
07 Mar 2026 - 12:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) La prima decade di marzo è letteralmente una noia meteo. La seconda sarà un po’ più vivace? La risposta potrebbe essere più difficile del previsto. I principali modelli di calcolo concordano su una svolta imminente della circolazione atmosferica.

 

Ma aumentano le domande. Quando cambierà esattamente il pattern europeo? Con quale forza? Sarà un ribaltone oppure solo qualche temporale qua e là? E, soprattutto, come risponderà il Mediterraneo? Cerchiamo di dare qualche risposta, analizzando le opzioni dei due principali modelli meteorologici mondiali.

 

Cominciamo dal primo

Analizziamo il famoso modello ECMWF. Il quale propone una prospettiva instabile. Un peggioramento non particolarmente intenso, ma comunque presente. La media degli ensemble parla chiaro, indicando il ritorno di alcune piogge, probabilmente un pochettino più organizzate.

 

Cosa notiamo sulle carte? La formazione di un nuovo canale depressionario piazzato proprio sul Mediterraneo centrale. Sia chiaro. Non ci sono le condizioni per un blocco atmosferico. Non dovrebbero esserci precipitazioni per giorni. Se questa linea fosse confermata, vivremmo un rapido assalto perturbato. Le mappe del 16-17 marzo mostrano questa configurazione, con il maltempo che prende di mira il nostro bacino.

 

Possibilità di un modesto canale depressionario a cominciare dal 20 marzo in poi. Potrebbero aprirsi nuove fasi piovosi, ma dovremo necessariamente aggiornare le tendenze in vista dei prossimi periodi.

 

L’altra opzione: correnti asciutte e solo qualche rovescio

Viceversa, il modello GFS propone un copione totalmente diverso, decisamente più asciutto per l’Italia e per buona parte dell’Europa meridionale. Anche in questa simulazione la corrente a getto frena, ma ma in maniera molto lenta. E soprattutto indicativamente intorno al 20 marzo.

 

C’è da analizzare una cosa importante. L’eventuale percorso delle saccature atlantiche, in questo caso, non riuscirebbe a sfondare verso sud. Niente piogge strutturate, solo tanta variabilità senza precipitazioni rilevanti. Qualche rovescio possibile nelle zone più esposte, ma davvero poco conto. Guardando le mappe attorno al 15 Marzo, si nota l’alta pressione ancora ben salda. Solo successivamente il flusso cede un po’, lasciando entrare aria frizzante, ma non troppo utile per quanto riguarda le piogge diffuse.

 

Fase di instabilità a metà mese. I modelli però divergono sulla durata. Questa mappa è di quello americano. Il quale vede un peggioramento piuttosto rapido.

 

I motivi dietro tali divergenze

Come mai accadono certe cose? C’è una responsabile. Parliamo della corrente a getto. In marzo questo fiume d’aria rallenta fisiologicamente, iniziando a serpeggiare e a creare anse profonde. La causa primaria, manco a farlo apposta, è l’indebolimento del Vortice Polare, che rimescola inesorabilmente le carte tra le alte e le medie latitudini.

 

È lui che detta legge. E dalle sue risposte dipende tutto il tempo dell’Europa. Una minima esitazione del getto, magari un po’ più forte o debole di quanto paventato, potrebbe letteralmente far stravolgere le previsioni meteo. O sprofonda un’eventuale saccatura, scatenando insidiose ciclogenesi sui nostri mari, oppure le masse d’aria sfilano a nord. Lasciandoci a secco ancora una volta.

 

Vortice che rimane piuttosto debole. Si notano bene i due estremi dettati dalle linee rosse che tendono a convergere nel mese di aprile. Questo vuol dire che, proprio dalla seconda metà del prossimo mese, il vortice dovrebbe sparire definitivamente per lasciare spazio a pattern meteo estivi.

 

CREDITS

  • World Meteorological Organization

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

  • National Oceanic and Atmospheric Administration

  • Journal of the Atmospheric Sciences

  • American Meteorological Society (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: ciclogenesi mediterraneacorrente gettomodello ECMWFmodello GFSprecipitazioni marzosaccatura atlanticavortice polare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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