
(METEOGIORNALE.IT) Maltempo, pioggia, neve e gelo potranno davvero tornare in Italia: è questo il responso degli ultimi aggiornamenti dei principali centri di calcolo. L’alta pressione, dominante da oltre dieci giorni, sembra aver mandato in onda i titoli di coda dell’inverno, ma come sempre accade la natura è in grado di stravolgere tutto in men che non si dica, e senza preavviso.
Siamo pur sempre nel campo delle tendenze meteo a lungo termine, ma tutti i principali centri di calcolo cominciano a proporre scenari molto più dinamici, in linea con l’andamento dei mesi precedenti ma con l’aggiunta di un fattore potenzialmente determinante: la crisi del vortice polare tipica di questo periodo dell’anno. Più si avvicina la primavera e più il vortice polare si indebolisce, permettendo l’avanzata delle ultime ondate di freddo di stagione verso le basse latitudini.
Il vortice polare si indebolisce, il gelo scende verso l’Europa
Dopo metà marzo il tempo tornerà a vivacizzarsi su tutta Europa, dopo un predominio prolungato dell’alta pressione. In verità dei piccoli cambiamenti arriveranno nelle prossime ore e nei prossimi sette giorni, poiché l’intero promontorio di alta pressione si sta velocemente indebolendo e permetterà l’ingresso di disturbi instabili dall’Atlantico.
Per le perturbazioni più organizzate bisognerà attendere metà marzo: in questo frangente potrebbe irrompere una depressione profonda e intensa sul centro-nord Italia, dopodiché potrebbero aprirsi le porte del freddo tardivo.
Gli elementi che favorirebbero questo cambio di scenario sono:
- indebolimento dell’alta pressione sul Mediterraneo
- ingresso di perturbazioni atlantiche più organizzate
Freddo in rotta verso l’Italia
L’alta pressione abbandonerà l’Italia per dirigersi sul nord Europa — a fronte di un vortice polare debolissimo che permette queste dinamiche — lasciando la strada spianata al freddo in direzione del Mediterraneo e dell’Europa centrale. Nel periodo compreso tra 18 e 25 marzo le temperature potrebbero scendere da nord a sud, portandosi parecchio al di sotto delle medie tipiche del periodo.
Difficile, ad ora, ipotizzare l’arrivo di intense ondate di freddo o gelo capaci di portare la neve in pianura. Tuttavia i fiocchi bianchi in montagna diventano sempre più probabili, già in occasione del maltempo di metà mese.
Possibili gelate tardive
Nel prosieguo del mese, con il calo delle temperature appena menzionato, salirebbe di molto il rischio di brinate e gelate tardive, quelle peggiori per il comparto agricolo.
Le principali conseguenze di questa possibile fase fredda potrebbero essere:
- temperature sotto zero durante la notte in molte aree interne
- aumento del rischio di brinate e gelate tardive
Anche in assenza di ondate di gelo particolarmente forti, la temperatura notturna può facilmente portarsi sotto lo zero qualora il cielo fosse sereno. Un grosso problema per gli alberi in fiore, che molto soffrono queste dinamiche di fine inverno.
Centro e nord Italia sarebbero i settori più esposti alle temperature sotto zero di notte e all’alba, ma per le opportune valutazioni e previsioni affidabili occorrerà osservare gli aggiornamenti giorno per giorno.
Per elaborare queste tendenze sul possibile ritorno del gelo in Italia sono stati analizzati gli ultimi aggiornamenti dei principali modelli meteorologici globali, tra cui il modello GFS – Global Forecast System del NOAA e il modello europeo ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine, fondamentali per monitorare l’evoluzione delle temperature e delle perturbazioni sul Mediterraneo. (METEOGIORNALE.IT)
