
(METEOGIORNALE.IT) Sta per tornare la neve e non sarà certamente poca. La primavera dell’immaginario collettivo, ovvero quella stagione caratterizzata da belle giornate e temperature tiepide, per il momento non si farà viva, anzi arriverà un’altra insidiosa ondata di freddo artico che ci rispedirà di nuovo indietro di qualche mese. Si svilupperà un ciclone persistente nel cuore della settimana Santa che porterà tanto maltempo, forti basse temperature e soprattutto tantissima neve su diverse regioni.
Aprile d’altri tempi, partenza con freddo, pioggia e neve
Insomma, stiamo andando incontro ad un inizio di aprile davvero freddo e instabile come non si vedeva da anni. Dobbiamo precisare tuttavia che non sarà tutta Italia a ricevere la visita del maltempo: il ciclone stazionerà tra il basso Tirreno e il mar Ionio, ragion per cui le nubi e le piogge investiranno in pieno il sud Italia e il medio basso Adriatico, mentre al nord e sul medio alto Tirreno arriveranno un po’ di nubi sparse ma anche raggi di sole un po’ più tiepidi.
L’apice del maltempo arriverà tra questo martedì 31 marzo e poi anche nei primi due giorni di aprile, un inizio del mese di stampo prettamente invernale.
- Maltempo intenso tra martedì 31 marzo e i primi giorni di aprile
- Coinvolto soprattutto sud e medio Adriatico
Il freddo di Aprile, non è la prima volta
L’Italia è ben abituata a queste ondate di freddo fuori stagione. Ultimamente, complice il cambiamento climatico, aprile è diventato un autentico mese tardo primaverile, ma in passato non sono mancate ondate di gelo e neve. Basti pensare all’aprile del 2003, quando nevicate tardive interessarono diverse aree costiere del centro-sud, oppure all’aprile 1997, ricordato per un’irruzione fredda capace di riportare la neve a quote molto basse anche al sud. Ancora più emblematico fu l’episodio dell’aprile 1985, quando masse d’aria gelida portarono condizioni quasi invernali su gran parte della penisola.
Forti nevicate in arrivo
Tornando al presente, alle basse quote chiaramente sarà tutta pioggia, ma a partire dai 600-700 metri di altitudine tutta questa pioggia diverrà neve. I fiocchi bianchi cadranno copiosamente su tutto l’appennino tra Marche, Abruzzo e Molise, producendo accumuli al suolo davvero considerevoli per il periodo. Sarà una nevicata fondamentale e a tratti eccezionale, visto che in poco meno di tre giorni potrebbero precipitare oltre 2 metri di neve fresca.
Le zone più colpite dalla neve
Mappe alla mano, l’Abruzzo potrebbe essere la regione più colpita dalle forti nevicate in alta quota. I fiocchi bianchi potrebbero scendere fino a 600 m di altitudine in Abruzzo, tra teramano, pescarese, aquilano e teatino, ma chiaramente gli accumuli più abbondanti arriveranno oltre i 1000 m. Sul Gran Sasso orientale e la Majella si prevedono accumuli fino a 220 cm di neve oltre i 1500 m di altitudine. Si tratta di numeri importantissimi e fondamentali in questo periodo dell’anno, in vista delle prossime stagioni.
- Oltre 2 metri di neve tra Abruzzo e Molise
- Picchi fino a 220 cm su Gran Sasso e Majella

Una risorsa preziosa contro la siccità
La neve primaverile è assolutamente fondamentale e riveste un ruolo cruciale per l’equilibrio idrico del territorio, soprattutto nelle aree montuose dell’Appennino. Gli accumuli nevosi che si formano tra marzo e aprile tendono a sciogliersi gradualmente con l’aumento delle temperature, alimentando fiumi, laghi e falde acquifere proprio nei mesi successivi, quando le precipitazioni possono diventare meno frequenti. Questo processo, noto come fusione nivale, rappresenta una vera e propria riserva d’acqua naturale, fondamentale per l’agricoltura, la produzione di energia idroelettrica e la disponibilità idrica in estate. Sarebbe un bel colpo contro la siccità.
Neve abbondante anche al sud
Tanta neve attesa anche in Molise, dove si prevedono accumuli di oltre 150 cm al di sopra dei 1500 m, ma non si scherza anche tra Basilicata, Calabria e Sicilia, dove alle stesse quote gli accumuli varieranno tra i 100 e i 150 cm. In particolar modo spicca Sila e Pollino, quella che potrebbe essere una delle zone del sud maggiormente colpite dalle forti nevicate. La quota limite della neve sul meridione si aggirerà attorno ai 700 m di altitudine tra Puglia, Campania e Basilicata e attorno ai 900 m tra Calabria e Sicilia.
Fonti e credits
Per la realizzazione di questo articolo mi sono basato sui dati e sulle proiezioni dei principali modelli meteorologici globali: ECMWF (https://www.ecmwf.int), NOAA (https://www.noaa.gov) e GFS (https://www.ncei.noaa.gov/products/weather-climate-models/global-forecast), utilizzati per analizzare nel dettaglio l’evoluzione del maltempo della settimana Santa. (METEOGIORNALE.IT)
