Primavera estrema, tra colpi di scena e previsioni difficili: ecco cosa può succedere in Italia nelle prossime due settimane
(METEOGIORNALE.IT) Insomma, la domanda che ci poniamo è questa: questa primavera intende farci brutti scherzi? E, soprattutto, quando siamo sempre più vicini a una situazione atmosferica che tende a estremizzarsi, ora nel Nord America si sta verificando un vero e proprio caos.
Ovviamente qui trattiamo il meteo per l’Italia, con uno sguardo a ciò che succederà in Europa, ma vale la pena parlare anche di quello che sta accadendo nel Nord America. Pensate che è scesa verso sud aria gelida proveniente dal Canada, con tempeste di neve. La temperatura è piombata addirittura a 0°C anche a New York, con fortissimo vento, e nevicate si sono verificate anche negli Stati più meridionali. Non in Florida, certo, ma la temperatura si è abbassata sensibilmente.
Ebbene, nei prossimi giorni esploderà – è proprio il caso di dirlo – un’ondata di calore che potrebbe toccare temperature record sul settore occidentale, per poi invadere tutti gli Stati Uniti d’America e il Canada meridionale. Questo è il manifestarsi dell’estremizzazione climatica dovuta al cambiamento climatico: c’è ben poco da aggiungere.
Adesso, però, torniamo in Italia. Per quanto riguarda il nostro Paese, dobbiamo osservare ciò che succede in Europa, soprattutto se vogliamo capire che tempo potrebbe fare in un arco temporale più ampio, magari di due settimane. Anche perché il tempo di domani e dei prossimi giorni, orientativamente, attraverso le varie app meteo in qualche maniera riuscite a individuarlo. E sì, dico individuarlo, perché devo essere onesto: anch’io a volte faccio fatica a capire che tempo farà nella mia città da qui a qualche giorno, anche solo per programmare un’attività all’esterno.
Stiamo vivendo una variabilità tutto sommato discreta in Europa e anche in Italia, ma che ha a che fare con gli eccessi che ci sono nel Nord America. Però sapete bene che nel Nord America il clima è molto diverso: in Europa è molto mitigato dalla sua orografia, dalle correnti marine e dal Mar Mediterraneo. Insomma, la situazione è molto diversa rispetto al Nord America.
In Europa sta succedendo un fatto piuttosto interessante. La temperatura, facendo una fotografia a oggi, è sensibilmente aumentata nella Penisola Iberica: ci sono temperature piacevolissime, superiori ai 20°C e in modo diffuso. Ma attenzione, perché lì si nasconde un’insidia non da poco. Infatti, nell’Oceano Atlantico, nei pressi di Madeira, c’è una bassa pressione che si va approfondendo sensibilmente e sta per diventare un piccolo uragano extratropicale. Questa sta richiamando aria calda da sud e nei prossimi giorni ci sarà un sensibile peggioramento sia su Madeira, sia sulle Canarie, sia sulla Penisola Iberica in generale: un peggioramento con precipitazioni anche abbondanti, tempeste di vento, insomma una situazione meteorologica ancora una volta da tempesta.
Addirittura su Madeira cadrà la neve sopra i 1300 metri, sulle Canarie attorno ai 1800 metri di quota e forse anche a livelli inferiori. Insomma, diciamoci la verità: da quelle parti, dove c’è l’eterna primavera, non fanno altro che vivere condizioni atmosferiche estreme. L’altro ieri ho visto una tabella del servizio meteorologico spagnolo che mostrava le svariate tempeste che si sono abbattute quest’anno nelle Isole Canarie: sono ben più di una dozzina, e questo non è affatto normale.
Ciò ha dei riflessi anche per l’Italia, perché se in quella parte del Mondo, che non è neanche così distante da noi, si verificano tutte queste tempeste, queste richiamano aria calda da sud che raggiunge l’Italia. Ecco perché abbiamo avuto spesso temperature sopra la media: c’è un motivo, tutto sommato, e non solo. Questi episodi si sono ripetuti numerose volte, tanto che loro hanno vissuto una delle stagioni invernali più rigide degli ultimi decenni, mentre noi continuiamo a vivere inverni miti.
Gennaio si è salvato un po’ a livello di temperature, con valori prossimi alla media, soprattutto sulle regioni settentrionali, ma altrove abbiamo avuto anomalie termiche. Per non parlare poi delle anomalie nelle precipitazioni, in particolare sulle regioni del Nord Italia.
Dobbiamo anche fare una precisazione. Se andassimo a vedere i totali di pioggia che cadono in un mese, le anomalie sembrerebbero limitate, ma in realtà sono estremamente gravi. Se invece si andasse a vedere un elemento fondamentale, cioè come piove, ci accorgeremmo che le precipitazioni cadono in tempi sempre molto ristretti: sono solitamente piogge abbondanti che, in uno o due giorni, rilasciano la quantità d’acqua che dovrebbe cadere in un mese, o meglio in una serie di giornate che possono essere sette, otto o dieci nell’arco di un mese. Quindi c’è un’anomalia: precipitazioni molto abbondanti e soprattutto concentrate in brevi periodi.
È un elemento che sta succedendo proprio in queste ore, ad esempio al Sud Italia: Calabria, Sicilia, alcune zone della Basilicata e della Puglia sono interessate da piogge e temporali, piogge anche molto abbondanti che hanno generato lo straripamento di corsi d’acqua. Ma, se volessimo essere più precisi, durante il fine settimana sull’estremo nord-ovest si è abbattuto un evento meteorologico analogo, però con temperature basse. Infatti sono cadute nevicate anche a quote pianeggianti, come per esempio a Domodossola, nel nord del Piemonte, località posta a neanche 300 metri sul livello del mare. La neve ha fatto la sua comparsa persino ad Aosta, dove qualche giorno prima c’erano 20°C. In montagna si sono registrati quantitativi di neve fino a 2 metri, addirittura, e anche 1,5 metri a quote intorno ai 1300 metri sul livello del mare.
Insomma, ancora una volta, in tempi brevissimi si sono avute precipitazioni estreme, e questo dimostra quanto il meteo estremo sia ormai una realtà. Ma questo meteo che c’è stato che influenza avrà sul meteo del futuro? La tempesta che giungerà sulle Canarie e che interesserà anche la Penisola Iberica, quale influenza avrà sull’Italia?
In realtà, l’influenza che avrà, nello specifico e in questo caso, è molto scarsa. Innanzitutto la tempesta della Penisola Iberica allontanerà le precipitazioni dall’Italia. Queste, in una primissima fase, si verificheranno specialmente sulle regioni meridionali ancora una volta, quindi ancora poca roba per quanto riguarda le piogge sul Sud Italia, se non eventi passeggeri. Ma c’è anche da dire che c’è difficoltà a fare previsioni meteo sulla pioggia, perché queste sono previste a macchia di leopardo, qua e là.
Un elemento che invece sembra essere determinante è che l’alta pressione sul Nord Europa sembra essere continuamente confermata, a fronte del fatto che invece sull’Europa meridionale si formano basse pressioni. E qui, a questo punto, anche in Italia, il punto davvero focale è se nel sud del Mediterraneo, quindi Italia compresa, si formeranno delle basse pressioni in grado di portare precipitazioni diffuse.
Ecco, non c’è una risposta netta, perché i modelli matematici non ce la danno. Osservando sia il modello matematico europeo sia quello americano, viene indicata una distribuzione estremamente irregolare delle precipitazioni, molto a macchia di leopardo. E quando le precipitazioni vengono previste così, c’è un’estrema difficoltà a documentare dove potrebbe piovere e dove potrebbero esserci nevicate, se non quasi nell’imminenza dell’evento meteorologico.
Quindi possiamo dire questo: nell’arco delle due settimane il tempo cambierà, ci sarà un calo soprattutto della temperatura, ma attenzione, perché le regioni settentrionali sono estremamente vulnerabili alle correnti settentrionali e, quando queste si attivano, possono manifestarsi vere e proprie impennate di temperatura. È successo, per esempio, nella giornata di lunedì 16, quando la colonnina di mercurio in varie località della Pianura Padana e in alcune valli alpine è salita addirittura a 20°C, mentre appena 24 ore prima a stento si raggiungevano di giorno i 10°C, per poi avere un aumento in serata perché il vento si era disposto da nord.
Questo fenomeno si chiama favonio, cioè il vento di caduta dalle Alpi che si riscalda mentre discende verso il basso. Quindi era un evento atmosferico locale, non un riscaldamento dovuto all’alta pressione o ad altro, ma un effetto generato dall’orografia e dal vento, dalla dinamica atmosferica, per intenderci. Ed è proprio questa dinamica atmosferica che va anche a tradire la qualità della previsione meteo, perché se il vento si dispone da nord e il modello matematico non lo prevede, in Pianura Padana e nel Nord Italia in generale si ha un’impennata della temperatura, proprio perché il vento discende dai monti. Questo succede, tra l’altro, anche in Liguria.
Inoltre, il discorso delle precipitazioni è estremamente legato, in Italia, alla disposizione dei venti. Se le correnti si dispongono da Occidente, sono esposte le aree occidentali, quindi Sardegna, Sicilia in parte e altri settori tirrenici. Se invece le correnti si dispongono da oriente, lo saranno i versanti adriatici. Ecco, in tutto questo giro di parole voglio dirvi che, nell’arco delle due settimane, avremo entrambi gli scenari: tendenza a correnti occidentali, poi orientali, e viceversa, oltre a correnti settentrionali. Insomma, un mix di condizioni atmosferiche che creerà incertezza previsionale.
Se volessimo essere precisi, ovvero parlare di variabilità, possiamo dire che ce ne sarà di più rispetto a quella che abbiamo avuto in precedenza. Addirittura, mentre a febbraio abbiamo potuto godere di un tempo costantemente buono, soprattutto sulle regioni centro-settentrionali italiane, con temperature insolitamente elevate, nelle prossime due settimane invece avremo temperature che oscilleranno parecchio da un giorno all’altro, specialmente nelle temperature massime.
Tra le altre cose, poi, c’è anche da parlare della quota neve, e qui il problema è ancora più notevole. Non possiamo dirvi dove ci sarà la neve, perché la quota neve, soprattutto in primavera, è fortemente influenzata anche dall’intensità dei rovesci e delle precipitazioni. In primavera le precipitazioni sono più intense rispetto alla stagione invernale e trascinano verso il basso il freddo. Ecco perché è caduta la neve sul settore occidentale a quote bassissime: non c’era una situazione termica tale da giustificare da sola quelle nevicate. Quindi sono nevicate che si verificano, sono prevedibili, ma non tanto con i modelli matematici, molto spesso, bensì con l’esperienza umana.
Per questo motivo, le famose previsioni meteo che potete osservare con lo smartphone, con lo smartwatch, con il tablet, con il pc e così via, traggono in inganno durante queste situazioni, perché non riescono a intercettare quelle che sono le dinamiche dell’atmosfera, soprattutto durante la primavera. Ecco perché è consigliabile consultare un sito meteo che vi racconti il tempo che fa, più che le singole iconcine sparse nelle varie giornate.
Il meteo locale è imprevedibile, si potrebbe dire così. A lungo termine abbiamo una traccia, attraverso i bollettini anche a 15 giorni, ma dobbiamo considerare che questi ci danno una fotografia del momento elaborato dal modello matematico (spesso poi ci sono post elaborazioni): ma ecco che il fotogramma successivo cambia moltissimo. Cioè, le previsioni meteo sia a due settimane, ma anche a pochi giorni di validità, stanno cambiando considerevolmente, proprio perché innanzitutto in Italia abbiamo un’orografia complicata e poi anche una disposizione delle correnti che viene prevista in modo estremamente mutevole da un giorno all’altro.
A titolo di esempio, questa non è una previsione meteo valida: sabato prossimo viene previsto un settore tirrenico con corrente occidentale, mentre qualche ora più tardi l’elaborazione successiva potrebbe imporre una corrente orientale. Tanto per darvi un’idea, con la corrente occidentale ci sono precipitazioni nella fascia tirrenica, con quella orientale invece ci sono schiarite e le precipitazioni si formano verso l’Adriatico.
Ecco perché ci sono queste grosse variazioni in ambito previsionale ed è per questo che le previsioni, soprattutto quelle raccontate e descritte, non possono entrare troppo nel dettaglio. Di certo possiamo dire che ben presto, tendenzialmente potrebbe fare più freddo durante il maltempo specialmente nelle regioni settentrionali, perché siamo ancora a marzo e soprattutto perché queste sono aree più a nord rispetto a quelle meridionali, meno influenzate dal Mar Mediterraneo, che peraltro nelel sue acque misura già temperature superiori alla media. Pensate un po’: si sta già preparando per l’estate.
Quindi ecco che tutti i peggioramenti del tempo che ci saranno, specie nel Nord Italia, vedranno precipitazioni nevose cadere sia sulle Alpi sia sull’Appennino, ma poi anche in alcune vallate. Ecco come potrebbe essere il tempo delle prossime due settimane, considerando che rispetto al fine settimana trascorso arriverà aria fredda, quindi ci sono eventuali sorprese in vista. Non sappiamo però fino a che punto queste arriveranno. È chiaro che ci possono anche essere eventi di nevischio associati a gragnola, persino in Val Padana, qualora ci fosse un temporale con una determinata conformazione nuvolosa.
Insomma, siamo proprio davanti a un vero e proprio mistero: il mistero del meteo estremo in Europa, soprattutto in Italia, dove tutto è molto meno prevedibile, per esempio, rispetto al Nord America o ad aree come la Francia, così come anche nelle Isole Britanniche dove c’è un’orografia molto differente. Nonostante ciò, anche da loro ci sono considerevoli difficoltà in ambito previsionale, ma mai come in Italia. Da noi ci sono difficoltà più consistenti. Capita anche in alcune aree dei Balcani, per esempio, oppure anche nel sud della Francia: questo succede ogniqualvolta si elevano rilievi piuttosto considerevoli vicino al mare e le correnti che transitano ne vengono influenzate anche pesantemente.
Questo è un elemento che va a disturbare considerevolmente ogni previsione meteorologica. Io spero di essere stato il più chiaro possibile e di aver spiegato perché le previsioni meteo cambiano, ma anche di avervi detto che tendenzialmente avremo un clima più fresco, più freddo. Forse ne parleremo ancora, strada facendo.
Crediti: ECMWF, NOAA, AEMET, EUMETSAT (METEOGIORNALE.IT)

