La scena meteo torna a movimentarsi con decisione, e questa volta non si tratta di un semplice passaggio instabile: allโorizzonte si profila una nuova, intensa tempesta primaverile con caratteristiche decisamente invernali in quota. Sรฌ, perchรฉ mentre al suolo iniziamo a respirare aria piรน mite e giornate piรน lunghe, nei piani alti dellโatmosfera si prepara lโennesimo affondo gelido, capace di rimescolare le carte e riportare condizioni decisamente turbolente.
Lโelemento piรน interessante, e per certi versi sorprendente, riguarda proprio la quota: tra martedรฌ sera e la notte successiva รจ atteso un nuovo โblocco ghiacciatoโ con valori che potrebbero toccare i -34ยฐC a 5300 metri.ย Numeri che, se confermati, risultano persino piรน bassi rispetto a diverse fasi del cuore dellโinverno appena trascorso. Unโanomalia che non passa inosservata e che, soprattutto, avrร conseguenze dirette sulla dinamica atmosferica.
Ma attenzione: rispetto agli episodi precedenti, gli effetti nei bassi strati saranno differenti. Se in inverno queste irruzioni fredde tendevano a coinvolgere maggiormente il Nord e parte del Centro, questa volta il baricentro del peggioramento si sposterร piรน a sud. Il motivo รจ legato alla formazione di un minimo depressionario particolarmente profondo che andrร a scavarsi tra la Sicilia e la Calabria, per poi muoversi verso il Mar Ionio nel corso di mercoledรฌ.
Ed รจ proprio qui che entra in gioco la parte piรน dinamica e, se vogliamo, spettacolare della situazione. Il contrasto tra lโaria gelida in quota e le superfici marine ormaiย favorirร lo sviluppo di una marcata instabilitร convettiva. Tradotto: rovesci intensi, temporali anche organizzati e possibili fenomeni a carattere grandinigeno, soprattutto sulle regioni del Centro – Sud.
Non รจ da escludere, come dicevamo, la formazione di strutture temporalesche particolarmente attive, accompagnate da raffiche di vento sostenute e repentini cali termici durante i rovesci piรน intensi. In questi contesti, non sarebbe sorprendente osservare anche episodi di graupel, quella neve tonda tipica delle irruzioni fredde primaverili, capace di comparire anche con temperature al suolo ben superiori allo zero.
Il Nord, invece, potrebbe rimanere ai margini dei fenomeni piรน estremi, pur in un contesto comunque instabile e variabile. Qui gli effetti dellโaria fredda in quota si tradurranno piรน probabilmente in una nuvolositร irregolare, qualche rovescio sparso e un generale calo delle temperature, ma senza lโintensitร prevista piรน a sud.
In conclusione, questa evoluzione meteo conferma ancora una volta quanto la primavera sia una stagione di transizione tuttโaltro che lineare: bastano pochi ingredienti, come un nucleo gelido in quota e mari che iniziano a fornire energia latente ai sistemi convettivi, per innescare configurazioni quasi esplosive. Sarร quindi fondamentale seguire gli aggiornamenti, perchรฉ una tempesta di questo tipo puรฒ riservare sorprese anche a poche ore dal suo sviluppo.
Ci ritorneremo.
Credit:ย l’articolo รจ stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematiciย ECMWFย eย Global Forecast System del NOAA,ย ICONย eย ARPEGE.
