
(METEOGIORNALE.IT) Non ci sono grandi novità meteo in vista. Prima siamo passati da un Atlantico che dettava legge, adesso vincono gli anticicloni. C’è quindi un comune denominatore. Non si intravedono irruzioni di aria fredda degne di nota dirette verso il Mediterraneo.
Niente freddo
Di gelo, proprio non se ne parla; diverso è invece il discorso per le precipitazioni, anche se non saranno certo abbondanti come quelle di inizio febbraio. Nelle prossime settimane, in linea generale, anche se la situazione meteorologica può cambiare, la neve sarà relegata alle alte quote e difficilmente riuscirà a spingersi a livello di pianura.
Lo scenario del modello GFS
Questo è il riassunto che propone il famoso modello Global Forecast System (GFS) per la prima decade di marzo. L’anticiclone proverà a imporsi su tutto il Mediterraneo ancora per almeno sette giorni. Non sarà una cupola anticiclonica enorme e fortissima.
Non si escludono brevi cedimenti o modesti disturbi, ma nel complesso le grandi perturbazioni resteranno lontane dall’Italia. Da un lato questo è un bene, perché abbiamo ricevuto davvero troppa acqua. Ma da quell’altro è importante che prima o poi riprendano le precipitazioni. Come abbiamo scritto nel nostro articolo.
L’evoluzione a lungo termine
Sempre secondo il suddetto modello, la situazione potrebbe cambiare, con maggiore probabilità entro il 10 marzo, anche se stiamo parlando di qualcosa che va preso ancora con le pinze. Le perturbazioni atlantiche riuscirebbero infatti ad avere maggior vigore.
Non è ancora chiaro se i vari fronti dall’Atlantico riusciranno a scacciarla, oppure se arriveranno molto attenuati sull’Italia. Ciò che conta è che ci siano dei segnali di cambiamento del tempo.

Freddo possibile solo dal 10-11 marzo in poi
La mitezza della massa d’aria è confermata anche dalle temperature previste in quota: Lo zero termico rimarrà sempre a quote tipiche più di aprile che di febbraio. In altre parole, si prospetta una fase dai connotati primaverili, con clima complessivamente temperato.
Per ritrovare condizioni più invernali bisognerà spingersi molto più a nord, tra il Regno Unito e la Scandinavia, fino alle aree più orientali del continente europeo. Vogliamo concludere mostrandovi una ipotetica cartina attorno all’11 marzo. Come si nota, una ciclogenesi fredda potrebbe originarsi proprio a nord-ovest dell’Italia.
Solo in quella data ci saranno cambiamenti del pattern meteo. Ma è ancora un’evoluzione tutta da confermare. Impossibile dare ulteriori dettagli. Possiamo dire, con ragionevole certezza, che la prima decade di marzo non dovrebbe fornire spunti freddi o troppo piovosi. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo.

Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
