
(METEOGIORNALE.IT) L’Oceano Atlantico continua a sfornare impulsi perturbati, uno in fila all’altro. Condizioni meteo tutt’altro che invernali, ma anzi più tipiche del mese di novembre. Un febbraio davvero fuori da ogni logica, perché non dovrebbe affatto registrare questo tipo di pattern meteorologico.
E non finisce qui
La persistente attività perturbata presente sul Medio Atlantico non accenna a diminuire e mantiene un flusso costante di impulsi instabili diretti verso di noi. Ma come mai succede una cosa simile? È presente una forte anomalia della corrente a getto polare, che scorre a un’altitudine di circa 12-13,5 chilometri. Proprio nei prossimi giorni subirà un’ulteriore intensificazione e quindi dobbiamo aspettarci che questo pattern meteo continui ancora per diverso tempo.
Che cosa ne consegue
Semplice. Una rapida alternanza delle diverse fasi meteo di stampo autunnale e primaverile, quindi con precipitazioni anche diffuse, ma un pochettino più rapide rispetto a quelle registrate nelle ultime due settimane. Sabato 14 poi è una giornata molto particolare.
Basti pensare che si prevede la formazione di ben tre distinte ciclogenesi sui mari che circondano la nostra penisola. Dovrebbe essere quindi una giornata particolarmente turbolenta, con precipitazioni diffuse, possibilità di temporali di una certa intensità e soprattutto una ventilazione assai sostenuta.
Che minimo!
Ci aspettiamo, di fatti, un profondissimo minimo di 985 hPa sul Golfo Ligure, destinato a spostarsi rapidamente entro sera verso l’Adriatico, contandone un altro poi che si formerà sul Tirreno e un altro ancora vicino alla Sardegna. Insomma, una situazione meteo davvero turbolenta!
Come è facile aspettarsi, il marcato contrasto barico generato da questa sequenza di depressioni favorirà una ventilazione veramente molto forte, con venti che localmente potrebbero raggiungere forza di burrasca o burrasca violenta, in particolare sui bacini occidentali nella giornata di giovedì. Attenzione quindi alle mareggiate!

Dove pioverà di più
Le precipitazioni risulteranno più frequenti e organizzate lungo i versanti occidentali della penisola, dal Levante ligure fino alla Sicilia tirrenica, mentre sull’Appennino la neve cadrà prevalentemente a quote medio-alte, mai in uno stampo invernale.
Lo stesso si può dire sui settori alpini di confine di Piemonte e Valle d’Aosta. Anche se qui le condizioni meteo sembreranno Più invernali, l’interazione tra il flusso umido occidentale e la barriera montuosa favorirà nevicate abbondanti già a partire da 800-1000 metri, sebbene per essere il cuore di febbraio non è certo una quota neve elevata, anzi…

Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
