
(METEOGIORNALE.IT) Ci sono grosse e fredde novità sull’evoluzione meteo di febbraio. Siamo nel terzo e ultimo mese dell’inverno meteorologico, ragion per cui la stagione sta pian piano volgendo al termine e, nelle ultime settimane, in verità non ci sono state particolari occasioni di freddo e neve, eccezion fatta per la fioccata fino in pianura arrivata in Piemonte, che però fa discorso a sé.
Il freddo artico è mancato e continua a mancare, poiché a dominare la scena sono le perturbazioni atlantiche, contraddistinte da aria umida ma non molto fredda. Solo l’estremo Nord-Ovest riesce ad ottenere episodi pienamente invernali in presenza di questo tipo di perturbazioni, mentre sul resto d’Italia le temperature sono ben più elevate e la neve scende solo ad alta quota.
L’Inverno pronto a ruggire
Qualcosa però potrebbe cambiare attorno a metà febbraio, come già appurato in questo editoriale. L’Alta pressione delle Azzorre potrebbe pian piano riprendere la sua attività, proponendosi con molta più efficacia sul Nord Atlantico e sull’Europa occidentale, riuscendo quantomeno a ondulare la corrente a getto, ovvero il nastro trasportatore che traghetta le perturbazioni e le ondate di freddo artiche sul Vecchio Continente.
Più la corrente a getto risulta ondulata e più facilmente l’alta pressione può spingersi verso nord, favorendo così la discesa di aria fredda verso l’Europa e l’Italia. Questi movimenti delle masse d’aria da sud verso nord e viceversa sono noti in gergo tecnico come scambi meridiani.
La data che ci interessa per il ritorno della neve
Tutto questo potrebbe realizzarsi nel periodo compreso tra il 15 e il 20 febbraio. Tutti i principali centri meteo, in particolar modo GFS ed ECMWF, sono concordi sull’avanzata di correnti ben più fredde dai quadranti settentrionali in direzione dell’Italia, con effetti chiaramente differenti rispetto a quelli generati dalle perturbazioni atlantiche che ormai da settimane raggiungono il nostro Paese.
Il Centro Meteo europeo ECMWF addirittura anticipa l’ondata di freddo tra sabato 14 e domenica 15 febbraio, e già in questa occasione i fiocchi di neve potrebbero raggiungere bassissime quote tra il Nord e le regioni centrali. Il collega americano GFS ritarda tutto di un giorno, ovvero al 16 febbraio, con effetti molto simili a quelli ipotizzati da ECMWF.
In sintesi:
- ECMWF vede l’irruzione fredda già tra 14 e 15 febbraio
- GFS colloca l’evento principale attorno al 16 febbraio
Insomma, a metà mese l’Italia potrebbe improvvisamente ritrovarsi catapultata in pieno inverno, cancellando di fatto le recenti giornate un po’ più tiepide percepite al Sud Italia. Le perturbazioni atlantiche e i venti di scirocco rischiano all’improvviso di ritrovarsi la strada sbarrata dall’Alta pressione delle Azzorre, che agirebbe in questo caso come una vera e propria barriera sull’Europa occidentale per qualche giorno.
Fonti e credits
Per questa analisi sono stati consultati i principali modelli meteorologici internazionali, fondamentali per valutare l’evoluzione delle perturbazioni e il possibile ritorno di aria fredda sull’Europa: (METEOGIORNALE.IT)
