
(METEOGIORNALE.IT) Il tempo è stabile, il sole splende su tante città, le nubi basse avvolgono altre: è il dominio dell’alta pressione su tutta Italia e tutto il Mediterraneo, che di fatto ha spazzato via ogni sortita offensiva proveniente dall’Atlantico, dopo settimane e settimane di maltempo. Da oltre cinque giorni il tempo si è stabilizzato, ma la presenza costante dell’alta pressione ha inevitabilmente prodotto un consistente aumento dell’umidità, soprattutto sulla superficie marina, favorendo la formazione di un tappeto di nubi basse. Molte di queste nubi stanno interessando pianure e città di mare, soprattutto da un paio di giorni. Tuttavia non dovremmo troppo abituarci al bel tempo, poiché altre perturbazioni sono in agguato, addirittura con discreti carichi di sabbia sahariana.
Alta pressione e nubi basse, poi torna la sabbia
Quando l’alta pressione ristagna così a lungo sul Mediterraneo, l’aria nei bassi strati tende a rimanere intrappolata e a saturarsi progressivamente di umidità. Il mare, che in questo periodo è ancora relativamente mite rispetto all’aria sovrastante, rilascia vapore acqueo con continuità. In assenza di ventilazione significativa e con una struttura anticiclonica che schiaccia l’atmosfera dall’alto, si crea una sorta di “coperchio” che impedisce il rimescolamento verticale. È proprio questo equilibrio delicato che favorisce la formazione di nubi basse, compatte, spesso grigie e persistenti, soprattutto lungo le coste tirreniche e nelle pianure interne.
In questa fase osserviamo:
- tempo stabile con diffusa presenza di nubi basse
- aumento dell’umidità nei bassi strati
In arrivo una perturbazione con sabbia sahariana
Tuttavia l’alta pressione non durerà ancora a lungo. All’orizzonte spunta una nuova perturbazione, sempre di stampo atlantico, pronta a rigettare molte città sotto la pioggia e i temporali. Già tra poche ore si svilupperà un ciclone sulla penisola iberica, originato da una profonda saccatura fresca nord-atlantica pronta a fiondarsi a grandi falcate verso le basse latitudini.
In un primo momento non colpirà l’Italia, anzi favorirà un ulteriore rinforzo della pressione soprattutto al sud, tra 2 e 5 marzo, ragion per cui le temperature aumenteranno ancor di più.
Questo accade perché davanti alla depressione iberica si attiva un richiamo di correnti meridionali. L’aria subtropicale risale dal Nord Africa verso il Mediterraneo centrale, comprimendosi e riscaldandosi ulteriormente lungo il suo percorso. È la classica fase prefrontale, spesso caratterizzata da cieli velati, temperature in aumento e una sensazione di tepore quasi primaverile, specie al sud.
Tra 5 e 7 marzo ecco il maltempo
Tra la sera di giovedì 5 e sabato 7 marzo ecco che le carte si rimescoleranno improvvisamente: la perturbazione iberica pian piano traslerà più ad est, fino a raggiungere le nostre regioni. L’obiettivo dichiarato, al momento, sembra il centro-nord Italia, dove occorrerà di nuovo l’ombrello.
Ma non arriverà solo la pioggia. Questa depressione iberica scatenerà la risalita dei venti di ostro e libeccio, portatori non solo di aria più tiepida ma anche di sabbia sahariana. Queste nubi polverose raggiungeranno buona parte d’Italia tra 5 e 8 marzo, sporcando i nostri cieli e inevitabilmente anche auto, finestre e varie superfici, laddove pioverà. Insomma non una buona notizia per chi ha da poco lavato la propria auto.
Le zone più esposte tra 5 e 8 marzo saranno:
- centro-nord Italia con piogge e possibili depositi di sabbia
- regioni tirreniche interessate da cieli velati e venti meridionali
La polvere sahariana è composta da particelle finissime che possono restare sospese in atmosfera per centinaia o addirittura migliaia di chilometri. Quando vengono inglobate nelle nubi, agiscono anche come nuclei di condensazione, favorendo la formazione delle gocce di pioggia. È per questo che, in presenza di precipitazioni, si assiste al fenomeno delle cosiddette “piogge sporche”, con depositi sabbiosi ben visibili su superfici e automobili.
Oltre all’aspetto estetico, queste intrusioni di sabbia sahariana modificano anche l’aspetto del cielo: le tonalità diventano lattiginose, talvolta giallastre o rossastre soprattutto all’alba e al tramonto. La luce appare più diffusa, meno nitida. È un segnale inequivocabile di un collegamento diretto tra il deserto del Sahara e il Mediterraneo centrale, un collegamento che in questo periodo dell’anno diventa via via più frequente proprio a causa della maggiore dinamicità atmosferica di marzo.
Insomma, il bel tempo attuale ha i giorni contati. Dopo la stabilità e le nubi basse, sarà la volta di cieli velati, sabbia in sospensione e piogge cariche di pulviscolo. Marzo inizia così, col solito tempo pazzerello.
Per questa analisi ho confrontato gli ultimi aggiornamenti dei principali modelli previsionali internazionali, tra cui il modello americano GFS – Global Forecast System elaborato dal centro statunitense NOAA e il modello europeo ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine, fondamentali per monitorare l’evoluzione della perturbazione iberica e il trasporto di sabbia sahariana verso l’Italia. (METEOGIORNALE.IT)
